Hantavirus, negli Stati Uniti uno dei passeggeri rientrati è risultato positivo

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Hantavirus, negli Stati Uniti uno dei passeggeri rientrati è risultato positivo

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lunedì 11 maggio 2026 - 5:29
Hantavirus, negli Stati Uniti uno dei passeggeri rientrati è risultato positivo

Hantavirus, foto Adnkronos Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha...

Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha dichiarato che uno dei 17 cittadini americani rimpatriati dalla nave da crociera Hondius colpita dall’hantavirus è risultato lievemente positivo al virus. “Un passeggero presenta attualmente sintomi lievi e un altro passeggero è risultato leggermente positivo al test PCR per il virus Andes (un ceppo dell’hantavirus, ndr)”, ha dichiarato il dipartimento della salute.

Hantavirus, tra allerta e ricerca del vaccino: “Rischio basso ma la scienza accelera”

Il focolaio di hantavirus registrato a bordo della nave da crociera MV Hondius, arrivata a Tenerife per lo sbarco dei passeggeri, ha riacceso l’attenzione internazionale sul virus e sulla necessità di sviluppare un vaccino efficace. Mentre proseguono i controlli sanitari sui passeggeri, la comunità scientifica accelera la ricerca, pur ribadendo che il rischio per la popolazione generale resta basso.

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Gli hantavirus sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori e vengono occasionalmente trasmessi all’uomo. L’infezione nell’uomo può causare gravi malattie e spesso la morte, sebbene le patologie varino a seconda del tipo di virus e dell’area geografica. I sintomi dell’Hps si manifestano in genere da 2 a 4 settimane dopo l’esposizione iniziale al virus, ma possono comparire già dopo una settimana e fino a otto settimane dopo l’esposizione.

I casi di Hantavirus più recenti

Il 2 maggio l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato un focolaio di gravi malattie respiratorie a bordo di una nave da crociera con 147 tra passeggeri e membri dell’equipaggio. Il 6 maggio sono stati identificati sette casi (cinque casi di hantavirus confermati in laboratorio e due casi sospetti), tra cui tre decessi. Il virus è stato identificato come hantavirus delle Ande. Per gli ultimi aggiornamenti sulla situazione e sulla risposta internazionale si possono consultare le pagine dedicate dell’Oms e dell’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie).

Come avviene l’infezione?

 L’infezione da Hantavirus umano si contrae, principalmente, attraverso il contatto con urina, feci o saliva di roditori infetti o toccando superfici contaminate. L’esposizione si verifica in genere durante attività come la pulizia di edifici infestati da roditori, sebbene possa verificarsi anche durante le normali attività in aree fortemente infestate. I casi umani sono più comunemente segnalati in ambienti rurali, come foreste, campi e fattorie, dove sono presenti roditori e le opportunità di esposizione sono maggiori.

Sebbene non comune, è stata segnalata una limitata trasmissione inter umana della sindrome polmonare da ipersensibilità (Hps) in contesti comunitari che prevedono contatti stretti e prolungati. A oggi, la possibilità di trasmissione inter umana è stata documentata esclusivamente per il virus Andes, diffuso principalmente in Argentina e Cile, che è anche quello che secondo le prime analisi ha causato il focolaio sulla nave. Infezioni secondarie tra gli operatori sono state precedentemente documentate nelle strutture sanitarie, sebbene rimangano rare.

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Fonte: QdS.it