Redazione 14 Settembre 2026, 15:31 Roma, 14 set. (askanews) – Senza un’agricoltura forte, l’Europa è...
Roma, 14 set. (askanews) – Senza un’agricoltura forte, l’Europa è più fragile. Alla vigilia dell’incontro tra la premier Giorgia Meloni e il presidente del Consiglio europeo António Costa, Cia-Agricoltori Italiani torna a chiedere al Governo di sostenere con fermezza la centralità del settore primario nel nuovo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Ue.
In una lettera inviata alla presidente del Consiglio e al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, sottolinea la delicatezza della fase politica che si apre: “le prossime settimane saranno decisive per le scelte che definiranno il prossimo QFP e, con esse, le risorse e gli strumenti attraverso i quali l’Unione europea sarà chiamata ad accompagnare il settore agricolo nei prossimi anni”. “La sicurezza alimentare, la capacità produttiva, la competitività delle imprese, la tutela del territorio e la vitalità delle aree rurali – si legge nella lettera – rappresentano elementi essenziali della resilienza europea e richiedono una Politica agricola comune forte, autonoma e adeguatamente finanziata”. Da qui l’appello al Governo affinché questa impostazione trovi piena espressione nella posizione italiana sulle prospettive di bilancio dell’Unione.
Una necessità resa ancora più urgente dalle ultime emergenze climatiche: temperature elevate, siccità e precipitazioni sempre più irregolari mettono sotto pressione le produzioni, riducono la disponibilità idrica e aumentano i rischi a carico delle imprese agricole. “Si tratta di condizioni che rendono ancora più evidente la necessità di una politica agricola europea capace di accompagnare concretamente gli agricoltori”, spiega Fini, mettendoli nelle condizioni di “affrontare shock climatici, economici e geopolitici sempre più frequenti”.
Allo stesso tempo, il presidente di Cia chiede che le dotazioni finanziarie del prossimo QFP tengano costo dell’aumento dei costi e dell’inflazione, evitando che il valore reale delle risorse agricole venga progressivamente eroso. “Difendere la centralità dell’agricoltura, preservare una Pac forte e autonoma, garantire risorse adeguate e rafforzare gli strumenti per affrontare le nuove sfide climatiche ed economiche devono quindi rappresentare priorità irrinunciabili nelle prossime decisioni sul QFP”, conclude Fini nella lettera.
