Chioschi ed edicole, a Catania slitta il voto sul regolamento

Melania Tanteri

Chioschi ed edicole, a Catania slitta il voto sul regolamento

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Melania Tanteri |
sabato 11 luglio 2026 - 4:47
Chioschi ed edicole, a Catania slitta il voto sul regolamento

Melania Tanteri 11 Luglio 2026, 06:47 Due sedute andate a vuoto. Due riunioni, convocate, sospese...

11 Luglio 2026, 06:47

Due sedute andate a vuoto. Due riunioni, convocate, sospese per un’ora e poi rinviate, per mancanza di numero legale. Torna in aula la prossima settimana, il “Piano Chioschi ed Edicole 2026” del Comune di Catania, lo strumento che dovrebbe servire a regolamentare le istallazioni delle strutture tipiche del catanese e, da sempre, luoghi di ristoro e di socializzazione, se approvato.

Piano Chioschi ed Edicole 2026: cosa prevede il regolamento

Di posti per bere un mandarino al limone o un seltz con il sale, prendere un caffè o un gelato, negli anni ne sono sorti numerosi e un po’ ovunque in città, spesso senza un criterio oggettivo: talvolta a breve distanza da altri esercizi commerciali come bar, altre su marciapiedi o in luoghi dove, di chioschi, già ne insistevano. Una giungla priva di regolamentazione, fino a oggi.

Il Piano che il Consiglio comunale di Catania è chiamato a votare dovrebbe infatti mettere finalmente ordine. Come ci spiega l’assessore alle Attività produttive della giunta comunale guidata dal sindaco Enrico Trantino, Giuseppe Musumeci. “Il Piano Chioschi ed Edicole 2026 non si configura come un mero atto di regolarizzazione burocratica, ma rappresenta uno strumento programmatico finalizzato all’innalzamento degli standard di vivibilità e alla pianificazione del suolo pubblico della Città di Catania – afferma -. La sua approvazione definisce una cornice normativa certa e trasparente, necessaria per il corretto operato degli Uffici comunali e per la stabilità delle iniziative economiche private”.

Le ricadute del Piano Chioschi ed Edicole sul commercio a Catania

Un’iniziativa che, oltre a mettere ordine dove attualmente manca, serve anche a valorizzare le stesse imprese. “L’amministrazione comunale individua nel commercio di prossimità un fattore di supporto alla rigenerazione urbana, strutturando la fase di rilancio del settore, su alcune direttrici fondamentali – spiega l’assessore Musumeci -: a cominciare da legalità e sviluppo, sia sociale che economico”. “L’impatto atteso sul tessuto occupazionale è stimato in circa 30 nuove unità dirette” sottolinea ancora, evidenziando come quanto predisposto dall’amministrazione voglia favorire l’insediamento di attività regolate in ambiti territoriali periferici, come ad esempio, i quartieri di Librino o di San Giovanni Galermo, “al fine di incentivare la micro-economia locale e, soprattutto, contrastare fenomeni di abusivismo commerciale”.

Sicurezza, decoro urbano e riduzione del contenzioso

Il Piano risponde infatti alle esigenze di sicurezza e decoro dei quartieri di espansione. La presenza di strutture illuminate e presidiate garantisce una funzione di “sicurezza passiva – dice ancora l’assessore – agendo come deterrente contro il degrado e favorendo la riappropriazione degli spazi pedonali da parte della cittadinanza”.

Musumeci si sofferma poi sulla questione, non certo marginale, della diminuzione del contenzioso. Tante, in passato, le iniziative giudiziarie da parte di chi, dopo il diniego dell’autorizzazione, ha visto il Tar intervenire a proprio favore per l’assenza di una regolamentazione. “La definizione di criteri oggettivi e predeterminati risponde ai principi di buona amministrazione – conclude – riducendo sensibilmente il rischio di contenzioso dinanzi alla giustizia amministrativa e garantendo tempi certi nelle procedure di assegnazione”.

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Fonte: QdS.it