Renato Schifani e Sergio Mattarella in occasione della visita del capo dello Stato a Palermo....
Non si tratta solo della riapertura di un edificio, ma di una scelta di “investire su un luogo simbolo affinché continui a vivere e a generare valore per Palermo e per la Sicilia”. Così il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani in occasione della cerimonia di inaugurazione del nuovo corso del Castello Utveggio di Palermo, alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella.
Il presidente della Repubblica – ricevuto da Schifani, dalla vicepresidente dell’Ars Luisa Lantieri e dal sindaco di Palermo Roberto Lagalla – è stato accolto alla cerimonia con un lungo applauso. Un segno di rispetto per una carica istituzionale, ma probabilmente anche un ringraziamento per la sua presenza in un momento in cui un luogo che – “dopo un triste periodo di abbandono” – torna a dare prestigio alla Sicilia. Tra l’altro in un momento così triste e difficile, con gran parte dell’Isola che brucia letteralmente (per l’emergenza incendi) e metaforicamente (a causa della violenza dilagante, che talvolta rischia di oscurare le meraviglie che il territorio ha da offrire).
Il pomeriggio di Mattarella nel giorno dell’inaugurazione del Castello Utveggio
Mattarella ha preso parte alla cerimonia al Castello, che da luogo abbandonato si trasformerà in una struttura per congressi ed eventi istituzionali “di alto profilo” e rimarrà anche aperto alle visite guidate. Il capo dello Stato ha avuto modo di visitare i luoghi più belli del monumento palermitano.
Tra i luoghi più interessanti la suite presidenziale del terzo piano, denominata la “Stanza del Papa”, in onore di Giovanni Paolo II che vi dormì nella notte tra il 23 e il 24 novembre 1995 durante la storica visita pastorale a Palermo per il terzo Convegno delle Chiese d’Italia. “La scelta di fare alloggiare Papa Wojtyla al Castello Utveggio non fu solo legata al prestigio del luogo – ricorda la soprintendente dei Beni culturali di Palermo, Selima Giuliano – ma anche a precise ragioni di sicurezza e riservatezza. L’isolamento del castello sul Monte Pellegrino lo rendeva la fortezza perfetta per proteggere il pontefice in un’epoca ancora fortemente segnata dalle ferite delle stragi mafiose del 1992″.
Il pensiero agli incendi che tormentano l’Isola
Il governatore siciliano Schifani, nel suo intervento durante la cerimonia, ha ringraziato Mattarella che con la sua presenza ha inaugurato “la nuova stagione del prestigioso complesso architettonico” palermitano, oggetto di un importante intervento di restauro e di riqualificazione di cui si è fatto carico la Regione.
“La riapertura del Castello Utveggio” per Schifani “è il simbolo di una Sicilia che recupera e valorizza il proprio patrimonio, non solo per custodire la memoria, ma per creare nuove opportunità di crescita. Noi ci crediamo, dobbiamo crederci e continuiamo a crederci”.
La gioia per un luogo che viene restituito alla comunità non oscura però la consapevolezza del momento difficile che sta attraversando la Sicilia. In particolare, Schifani ha rivolto un pensiero al vigile del fuoco Alessandro Marchì, morto mentre spegneva un incendio a San Cataldo, e si è scagliato contro i piromani che “non colpiscono soltanto boschi e campagne, feriscono la Sicilia, mettono a rischio le comunità e offendono il lavoro di quanti ogni giorno si spendono per difenderla”.
Per il presidente della Regione, però, tutelare il patrimonio e celebrare il nuovo corso del Castello Utveggio è “la migliore risposta a questa violenza” che investe la Sicilia. Una terra “che non si arrende” ed è “capace di rialzarsi”, valorizzando i propri tesori e le proprie eccellenze.
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