Bancarotta, Appello conferma la condanna al sindaco di Adrano Fabio Mancuso

Edoardo Ullo

Bancarotta, Appello conferma la condanna al sindaco di Adrano Fabio Mancuso

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Edoardo Ullo |
martedì 22 settembre 2026 - 15:32
Bancarotta, Appello conferma la condanna al sindaco di Adrano Fabio Mancuso

Fabio Mancuso, coordinatore regionale del Movimento per l’autonomiaFabio Mancuso, coordinatore regionale del Movimento per l’autonomia...

22 Settembre 2026, 17:32

Condanna per bancarotta confermata. La corte d’Appello di Messina ha condannato a 3 anni e 10 mesi Fabio Mancuso, sindaco di Adrano, centro in provincia di Catania.

Vicenda che dura da 16 anni

La sentenza chiude il giudizio di merito di una vicenda giudiziaria durata 16 anni. Mancuso era rimasto coinvolto nell’inchiesta per il fallimento della Ascom Finance, società collegata alla Confcommercio. Mancuso è stato condannato per fatti avvenuti quando era deputato regionale.

Il legale di Mancuso: “Attendiamo motivazioni per valutare ricorso”

L’avvocato Francesco Messina, difensore di Mancuso annuncia che, nel rispetto della pronuncia e in attesa delle motivazioni della sentenza valuterà eventuali iniziative di ricorso.

“Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza per valutare ogni opportuna iniziativa di ricorso”, afferma il legale, secondo cui la lunga durata del procedimento ha rappresentato un elemento particolarmente gravoso per l’imputato.

Il legale: “Tempi di attesa troppo lunghi”

Per Messina, il procedimento avrebbe evidenziato anche le difficoltà legate alla durata dei procedimenti. “L’imputato ha dovuto aspettare unilateralmente e incondizionatamente i tempi del processo”, sostiene il difensore, sottolineando come, a suo giudizio, i rimedi previsti per la durata irragionevole dei procedimenti non siano sufficienti a compensarne le conseguenze.

L’avvocato contesta inoltre quella che definisce una possibile “contaminazione politica” della sentenza di primo grado, richiamando in particolare le modalità con cui, secondo la difesa, sarebbero stati distinti i giudizi relativi ai soggetti che ricoprivano cariche pubbliche.

Messina riferisce infine che, nella giornata della decisione, uno dei due appellanti ha scelto di concordare una nuova pena, mentre Mancuso, sostiene il difensore, non sarebbe stato messo nelle condizioni di essere presente. La difesa si riserva dunque di valutare il ricorso dopo avere esaminato le motivazioni della sentenza. “La determinazione più profonda” resta, conclude Messina, quella di “fare valere ancora una volta le nostre ragioni”.

Mancuso sospeso dalla carica di sindaco

Fabio Mancuso è sospeso dalla carica di sindaco, in attesa della decisione della prefettura di Catania.

L’ex sindaco: “Mi tolgono la fascia, non mi tolgono l’amore per la mia città”

Il primo cittadino, sospeso dall’incarico, scrive un lungo messaggio su Facebook nel quale spiega le sue vicissitudini.

“Care adranite e cari adraniti, vi scrivo io, direttamente, per essere sempre leale nei vostri confronti. Lo sono stato in questi anni e lo sono oggi, in un momento difficile. La Corte d’Appello di Messina ha confermato la condanna di primo grado per bancarotta. Si tratta di fatti di sedici anni fa. Fatti privati, legati a un’attività di allora, che non hanno nulla a che vedere con il Comune di Adrano, con la pubblica amministrazione e con nessuno degli incarichi che mi avete affidato”.

“Non ho commesso i fatti che mi vengono contestati”

E si difende continuando: “Non ho commesso i fatti che mi vengono contestati. Lo dico con fermezza e con la coscienza pulita. Lo sapevo sedici anni fa, lo so oggi, e lo sosterrò fino all’ultimo grado di giudizio. Rispetto i giudici e il loro ruolo. Ma non condivido una sola parola di quello che hanno deciso. E nessuno potrà restituirmi questi sedici anni di processo: un peso che ho portato in silenzio, senza mai farlo ricadere sulla città e senza mai un’ora di lavoro in meno per Adrano”.

“Mai sottratto al processo, dimostrerò la mia innocenza”

Mancuso poi ribadisce che valuterà le eventualità di un ricorso: “Non mi sono mai sottratto al processo. Nessuna scorciatoia, nessuna fuga, ogni grado affrontato a viso aperto. Così continuerò. Ma in sedici anni ho dovuto difendermi anche dal processo, dal suo peso e dalla sua durata. Con l’avvocato Francesco Messina, che ringrazio per la professionalità e la dedizione di questi anni, leggeremo le motivazioni, attese a breve, e valuteremo ogni iniziativa di ricorso. Perché, come dice lui, c’è sempre un giudice a Roma. Dimostreremo la mia innocenza. Non è una speranza, è un impegno: lo prendo davanti a voi, con gli strumenti della legge e con la forza di chi conosce i fatti. La verità ha già aspettato sedici anni. Arriverà”.

“Fermo per la legge Severino, fa male ma devo rispettarla”

Inoltre: “Per effetto della legge Severino si apre ora un periodo di sospensione dalla carica di sindaco. Una legge che ferma un sindaco scelto dai cittadini prima ancora che esista una sentenza definitiva. Non nascondo che fa male. Ma è la legge, e io la rispetto. Sempre. Anche quando ferisce”.

Il post su Facebook continua. “Una parola va detta con chiarezza, perché non si presti a equivoci: sospensione, non decadenza. La legge le distingue nettamente. La decadenza scatta solo con una sentenza definitiva, e una sentenza definitiva non c’è. La sospensione è temporanea, ha un termine fissato dalla legge e cessa se la Cassazione annulla la condanna. Sono e resto il sindaco che avete eletto. Per il tempo della sospensione, le mie funzioni le esercita il vicesindaco”.

“Due volte fermato da una legge, mai dal voto dei cittadini”

Inoltre: “Non è la prima volta. È la seconda volta che vengo sospeso dalla carica di sindaco. La prima, anni fa, per un’incompatibilità con la carica di deputato: sapete tutti com’è finita, la Cassazione annullò quell’ingiusta sospensione. Oggi per la legge Severino. Due volte fermato da una legge. Mai dal voto dei cittadini. Questo nessuna sentenza potrà cancellarlo”.

E ancora: “Davanti a questa legge avevo due strade: dimettermi dalla carica, evitare la sospensione e consegnare Adrano a un commissario, oppure affidare il prosieguo dell’attività amministrativa alle donne e agli uomini che abbiamo scelto insieme per governare la città. Non ho esitato un istante. Non ho scelto la seconda strada: ho scelto l’amicizia, la competenza, l’impegno, l’amore per la città e la voglia di far rinascere Adrano che la Giunta municipale ha dimostrato in questi anni.

“Adrano non si ferma”

Poi aggiunge: “Adrano non si ferma. La guida dell’amministrazione passa al vicesindaco Agatino Perni e alla Giunta, che hanno tutta la mia fiducia e che porteranno avanti, senza un giorno di sosta, ogni progetto avviato per la nostra città. Non li lascerò soli neanche per un secondo. E sono certo che non li lascerete soli neanche voi. Sono sospeso dalla carica, non dalla mia attività politica, che non si ferma. Adrano ha bisogno di impegno e dedizione, e si possono dare anche, momentaneamente, senza fascia: bastano amore e determinazione. Non mi mancherà nulla. Anzi, sarò ancora più motivato”.

E conclude: “Mi tolgono la fascia. Non mi tolgono l’amore per Adrano, e non mi tolgono il rapporto con voi, che è la cosa a cui tengo di più. Affronto questo momento a testa alta, con dignità e con rispetto per la legge. Un abbraccio a tutti voi. Viva Adrano”.

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Fonte: QdS.it