La seduta a Sala d'Ercole. ArchivioLa seduta a Sala d'Ercole Mauro Seminara 16 Settembre 2026,...
La seduta pomeridiana di Sala d’Ercole è durata meno di un’ora e mezza. Forse un’ora scarsa al netto della questione servizio di tesoreria dell’Ars sollevata da Gianfranco Micciché, preoccupato perché a Palazzo dei Normanni ci sarà solo uno sportello automatico senza più agenzia, e spiegata da Nello Dipasquale che da deputato questore ha chiarito i contorni della vicenda.
Un’ora di attività legislativa in cui è stato approvato, con 34 voti favorevoli, il disegno di legge sul riconoscimento e la valorizzazione dei cimiteri monumentali e storici della Sicilia. Un proposito, reso oggi legge della regione da Sala d’Ercole, per il quale la copertura finanziaria è di soli 105 mila euro. Un appostamento di risorse “simbolico” lo definirà in corso di votazione Mario Giambona, del Pd, invitando il governo rappresentato da Alessandro Aricò a prevedere in legge di stabilità un appostamento più idoneo all’uopo.
Sala d’Ercole in piena attività … ispettiva, standby per l’Aula fino alla manovrina
Non ci sono disegni di legge da discutere per Sala d’Ercole, almeno fino a quando il momento clou dell’attività legislativa non verrà esperito con la variazione di bilancio e poi con la legge di stabilità a seguire. Martedì e mercoledì per l’Aula è stata calendarizzata attività ispettiva, per un’ora a sessione e senza ancora sapere su quale rubrica.
Il governo comunicherà all’ufficio di presidenza quali assessori potranno partecipare e così si procederà con qualche risposta orale a vecchie interrogazioni prima di dare voce ai deputati per interventi extra slegati dalle interrogazioni e dalle interpellanze, ad attività ispettiva chiusa. Nulla ingombrerà la pista di atterraggio della manovrina né distoglierà la deputazione regionale dal lavoro che in realtà, contrariamente a quello di Sala d’Ercole, è in pieno fermento nelle commissioni.
Da 100 a 350 mila euro a Comune
Il Movimento 5 stelle ha esultato per l’approvazione di un proprio emendamento, a firma di Adriano Varrica e Cristina Ciminnisi, in quarta Commissione per regolamentare i fondi per gli enti locali. Il nullaosta quindi in commissione Ambiente, territorio e mobilità, ma deve superare anche il parere delle altre commissioni inclusa la Bilancio ed infine la decisione della maggioranza di Sala d’Ercole.
“Non più figli e figliastri tra i 391 Comuni della Sicilia e stop alle mancette che hanno fatto la parte del leone in tante manovre varate da sala d’Ercole. I fondi della variazione di bilancio ora all’esame dell’Ars destinati ai Comuni per infrastrutture e opere pubbliche saranno erogati in base alle fasce di popolazione, con un minimo di 100 mila euro ed un massimo di 350 mila euro per tutelare le comunità più piccole”.
Questo, in sostanza, l’indirizzo dell’emendamento dei Cinque stelle come da loro definito in una nota del gruppo.
Norme chiare per il Fit con nullaosta del governo
Il nostro giornale aveva già anticipato che dal governo era stata data carta bianca alla regolamentazione normativa del Fit, il fondo per gli investimenti territoriali che risulta avere una copertura di 50 milioni di euro e dovrebbe sostituire, a partire da questa variazione di bilancio, il solito sacco di emendamenti in cui convergono tutte le istanze dei deputati per risorse di piccola entità da destinare ai territori.
In altre parole, le cosiddette “mancette elettorali” che in questa fase sono ancora più delicate vista appunto la già avviata campagna elettorale e quindi la corsa alla rielezione dei singoli deputati. L’emendamento dei Cinque stelle, se reggerà ai prossimi passaggi parlamentari – dice il deputato palermitano Adriano Varrica – dovrebbe scrivere, almeno per questa manovra, la parola fine ai casi che hanno portato enormi, arbitrari e anomali squilibri tra i vari Comuni nel corso di questa legislatura”.
Il caso Maletto
Tra i Comuni sotto la lente delle opposizioni, anche del Movimento, ce n’é uno che da qualche tempo spicca quale evidente privilegiato e su cui non un deputato soltanto ha puntato il dito o cercato di accendere un riflettore.
“Un esempio – dice Varrica – è il comune di Maletto dove, a dispetto dei suoi soli suoi 3.584 abitanti, con le varie leggi finanziarie sono arrivati più soldi che a Comuni molto più grandi come Trapani e perfino Catania”. Il piccolo comune etneo guidato da Giuseppe Capizzi, eletto nel 2023 con quasi mille voti, è stato più volte oggetto di attenzioni a livello regionale tra i banchi dell’opposizione.
Il sistema iniquo delle risorse per i territori
Dall’opposizione ed in particolar modo da parte del Cinque stelle Adriano Varrica, che sulla destinazione delle risorse regionali ai Comuni ha redatto un dettagliato report evidenziando disparità talvolta inspiegabili se non con la vicinanza a sponsor regionali di un sindaco a discapito di un altro oppure della presenza nel comune o nel territorio di un deputato regionale o di altro esponente di spicco della maggioranza.
“Questo è solo un esempio – afferma Varrica – delle tante sperequazioni generate dal sistema dei finanziamenti regionali diretti a specifici Comuni siciliani con le leggi finanziarie, leggi collegate ad esse e variazioni di bilancio approvate nel corso della legislatura. Il mio emendamento prova a mettere al bando la discrezionalità e a tarare i finanziamenti su precisi criteri oggettivi come la popolazione dei Comuni”.
Fit (ex mancette) e poi … 200 milioni da investire
Il fermento nelle commissioni non si limita all’esultanza di Varrica e Ciminnisi per l’emendamento sul Fit, ma registra anche frizioni in altre commissioni, procedure mal digerite, tensioni di vario genere e fibrillazioni.
Anche perché il Fondo per gli investimenti territoriali è solo una parte – e minoritaria – delle risorse messe a disposizione del Parlamento dalla Regione siciliana e sulla parte più ingente, che ammonta a circa 200 milioni, ci sono aspettative e pretese che preannunciano un durissimo scontro quando Sala d’Ercole verrà chiamata a discutere e votare l’articolato.
L’idea che circola tra alcuni esponenti dell’opposizione parrebbe quella di uno o più emendamenti mirati a dirottare le risorse sui maxi interventi, che possono riguardare la mitigazione climatica oppure interventi nelle scuole.
I sacchi a pelo di Controcorrente
Prosegue intanto la protesta del gruppo parlamentare di Ismaele La Vardera che non ha digerito la mancata ma richiesta nomina di un proprio componente in Commissione Bilancio.
“L’avevamo detto. Eravamo pronti ad azioni eclatanti perché la democrazia va difesa e per questa ragione, dopo aver chiesto più volte di essere inseriti nella commissione bilancio come precisa il regolamento dell’Assemblea regionale siciliana, abbiamo deciso di occupare la commissione bilancio”, afferma una nota del gruppo Controcorrente all’Ars con tanto di foto dei deputasti La Vardera, Marano, De Leo e Gilistro muniti di sacco a pelo. La decisa protesta dei Controcorrente ha avuto così inizio, mentre nel palazzo era presente al mattino una troupe del programma di Massimo Giletti.
“Il parlamento siciliano, il parlamento più antico al mondo, rispetti la democrazia, noi da qui non ci muoviamo”, conclude la nota del gruppo di La Vardera.
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