Redazione 24 Settembre 2026, 13:33 Milano, 24 set. (askanews) – Cresce il peso delle auto...
Milano, 24 set. (askanews) – Cresce il peso delle auto provenienti dalla Cina nelle importazioni dell’Unione europea. Nel primo semestre 2026 il valore delle importazioni nell’Ue27 di autovetture dalla Cina è aumentato del 70% e la loro quota sul totale delle importazioni auto dai paesi extra-Ue è salita al 25%, dal 17,1% di un anno prima e dal 16,7% del primo semestre 2024. Lo sottolinea l’Anfia, che chiede interventi urgenti per valorizzare le produzioni europee.
L’associazione continua a promuovere a Bruxelles la neutralità tecnologica e, secondo il presidente Roberto Vavassori, nelle more dell’applicazione e della verifica dell’Iaa, attualmente in discussione, è necessario adottare “provvedimenti urgenti di valorizzazione delle produzioni europee sulla scia di quanto fatto recentemente per l’acciaio”.
Nel complesso, il valore delle importazioni di autovetture nell’Ue27 dai paesi extra-Ue è cresciuto nel primo semestre del 16,1%, un ritmo quindi nettamente inferiore rispetto al +70% registrato per le vetture provenienti dalla Cina.
Sul mercato, Vavassori osserva che “a luglio e ad agosto il mercato europeo dell’auto mantiene il segno positivo, così come tutti i major market, pur rallentando il trend di crescita evidenziato a giugno”.
Nel perimetro Ue+Efta+Regno Unito, ad agosto le immatricolazioni sono aumentate del 5,3% a 832.637 unità, dopo il +3,9% di luglio. Nei primi otto mesi dell’anno il mercato ha raggiunto 9,19 milioni di vetture, in crescita del 5,8%. Ad agosto tutti i cinque major market hanno chiuso in positivo: Regno Unito +13,7%, Spagna +11,8%, Francia +7,4%, Italia +3,2% e Germania +2,6%.
Vavassori richiama anche l’accelerazione delle alimentazioni elettrificate. Nella sola Ue, ad agosto le Bev sono cresciute del 62,7% e hanno raggiunto il 27,7% delle immatricolazioni, la quota più alta finora registrata. Le ibride plug-in sono aumentate del 10,8%, con una quota dell’11,1%. Nei primi otto mesi le elettriche sono salite al 21,7% del mercato Ue e le Phev al 10%.
Resta ampio il divario dell’Italia: nel progressivo gennaio-agosto la quota delle Bev si ferma all’8,1%, la più bassa tra i major market, mentre le plug-in pesano per il 9,4%.
