Autobus Amat via Roccazzo Elian Lo Pipero 16 Settembre 2026, 17:42 Non è bello il...
Non è bello il clima che si respira all’interno di Amat, l’azienda che si occupa della gestione del trasporto pubblico a Palermo. I sindacati, con una nota firmata da Filt Cgil, Faisa-Cisal, Ugl e Cobas, mettono sotto accusa il Consiglio d’Amministrazione della Partecipata chiedendone le dimissioni.
Regolamento promozioni, chiesta maggiore trasparenza
Nella giornata di martedì i sindacati hanno avuto un confronto con il CdA dove “si è registrata una nuova fumata nera”. Tema di discussione le promozioni “uno strumento che non comporta costi aggiuntivi per l’Azienda, ma che riteniamo essenziale per garantire criteri chiari, oggettivi e trasparenti nei percorsi di crescita professionale dei lavoratori” sottolineano le sigle sindacali. In particolare vengono rivolte delle accuse a due consiglieri d’amministrazione (Alessandra Sinatra e Rosario Mingoia) di bloccare il regolamento sull’avanzamento di carriera e le promozioni che per i sindacati “devono avvenire sulla base di criteri oggettivi, trasparenti e verificabili. È esattamente questo che chiediamo: dotare l’Azienda di uno strumento regolamentare chiaro e condiviso”.
I sindacati chiedono, inoltre chiarimenti sull’approvazione del concorso per dirigenti “una scelta che riteniamo meriti chiarezza e risposte precise”, sul bilancio 2025, il Piano Industriale e infine il budget economico 2026. “Sul Piano Industriale, infatti, sembra calato un vero e proprio silenzio – affermano i sindacati -. Per la sua elaborazione sarebbero state sostenute spese per circa 100 mila euro, ma il documento, a quanto ci risulta, non è ancora approdato in Consiglio Comunale, sperando inoltre che il bilancio non contenga disallineamenti”.
Lavoratori Amat chiedono rispetto
Per le sigle sindacali “gli unici provvedimenti che sembrano caratterizzare l’attività di questo Consiglio riguardano solo spostamenti di autisti idonei alla guida verso postazioni di minore disagio ‘vedi uffici o comodi posti di manovra un tempo assegnati ad autisti anziani parametro 183 ma adesso comprendiamo che va di moda il parametro 140 o meglio definiti amici degli amici’ scelte che riteniamo debbano essere ricondotte a criteri oggettivi e trasparenti e non possano in alcun modo apparire come decisioni finalizzate a favorire singole persone”.
I sindacati chiedono “rispetto, equità, trasparenza, correttezza e pari dignità per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori dell’AMAT. È sulla base di questi principi che riteniamo doveroso esprimere il nostro giudizio sull’operato dell’attuale Consiglio di Amministrazione: un giudizio ampiamente insufficiente.
Gli attacchi al personale della Partecipata
La carenza di personale e mezzi non può essere scaricata sui lavoratori sottolineano ancora i sindacati. “Nel corso di questi mesi abbiamo assistito a ripetuti interventi e attacchi a mezzo stampa nei confronti dei lavoratori Amat e, in particolare, degli Operatori di Esercizio, troppo spesso indicati come responsabili delle difficoltà organizzative e delle criticità del servizio. In tale contesto sono stati richiamati anche istituti contrattuali e di legge quali congedi parentali, permessi previsti dalla Legge 104 e altre forme di assenza legittimamente previste dall’ordinamento. Riteniamo tale impostazione profondamente ingiusta e inaccettabile. Gli Operatori di Esercizio attualmente in servizio sono circa 520, a fronte di un fabbisogno stimato in circa 730 unità. Parliamo, quindi, di una carenza strutturale di personale che incide inevitabilmente sulla capacità dell’Azienda di garantire un servizio pubblico adeguato”.
Sulla situazione degli autobus che quotidianamente girano per Palermo le sigle sindacali evidenziano una disparità nella distribuzione: “Mentre le borgate marinare vengono servite, le periferie della città continuano a pagare il prezzo più alto delle inefficienze e delle carenze del servizio con linee scoperte. La politica dovrebbe ricordare che i cittadini e i lavoratori non vivono soltanto a Mondello: i voti si prendono anche, e soprattutto, nelle periferie di Palermo.
Chieste le dimissioni del CdA Amat
Sul futuro i quattro sindacati non hanno dubbi: “Riteniamo che l’operato degli attuali amministratori debba essere valutato nella sua interezza dagli organi competenti e dal socio unico. Riteniamo che le nomine nelle società pubbliche debbano essere effettuate sulla base di competenze, professionalità e capacità di gestione, e non attraverso logiche di spartizione politica. L’Amat ha bisogno di una governance capace di assumersi responsabilità, programmare il futuro, valorizzare il personale, garantire trasparenza e rilanciare il servizio pubblico”. Per tutte queste ragioni le quattro sigle sindacali chiedono le dimissioni del Consiglio d’Amministrazione.
Sulla stessa linea di pensiero Fit Cisl, Uiltrasporti Sicilia e Orsa Trasporti: “Ci aspettiamo un cambio di rotta decisivo caratterizzato da trasparenza, capacità gestionale e una nuova governance che abbia l’obiettivo, capace di assumersi responsabilità, programmare il futuro per rendere l’Amat una società che possa offrire un servizio efficiente e adeguatamente organizzato per una città metropolitana come Palermo, rispondendo alle esigenze del lavoro e riconoscendo il giusto valore delle lavoratrici e dei lavoratori, per un lavoro più sicuro e dignitoso”.
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