Marsala si ferma alle 17.45

Claudia Marchetti

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Marsala si ferma alle 17.45

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mercoledì 16 Settembre 2026 - 08:56

Marsala, quinta città della Sicilia, continua ad avere un problema che ormai non può più essere considerato un dettaglio: il trasporto pubblico urbano. Un servizio che da moltissimi anni non riesce a stare al passo con le esigenze di una città territorio, con una popolazione distribuita su un’area vastissima, con un’importante vocazione turistica e con quartieri e contrade che arrivano fino ai confini con Misiliscemi, Salemi, Petrosino e Mazara del Vallo. Basta guardare gli orari in vigore per rendersi conto della situazione. Con l’entrata in vigore dell’orario invernale, le ultime corse degli autobus marsalesi si fermano alle 17.45. Dopo, il nulla. Un orario che può essere comprensibile per un servizio pensato qualche decennio fa, ma che appare francamente anacronistico nel 2026. Al mattino le corse non sono numerosissime, anche se un supplemento viene garantito per consentire agli studenti di raggiungere le scuole e tornare a casa.

Ma persino in questo caso non tutti gli studenti sono ugualmente fortunati, perché una città-territorio come Marsala avrebbe bisogno di una rete capillare, capace di raggiungere realmente le diverse zone del territorio. E poi ci sono i festivi. È previsto un collegamento con i due quartieri più popolosi, Amabilina e Sappusi, e con l’ospedale Paolo Borsellino di contrada Cardilla, ma soltanto fino a poco dopo mezzogiorno. Peccato che proprio le fasce orarie successive siano quelle in cui si concentrano le visite ai pazienti: dalle 13 alle 14 e dalle 19 alle 20.30. È una questione tutt’altro che secondaria. Perché dietro un autobus che non passa c’è un anziano che probabilmente deve provvedere ai propri bisogni primari o andare in ospedale a trovare il marito o la moglie, un figlio che vuole fare visita a un genitore ricoverato, una persona sola che non possiede un’automobile. Qualcuno che si trova già ad affrontare un momento difficile e doloroso e che, per poter stare accanto a un proprio caro, deve anche fare i conti con l’assenza di un servizio pubblico. Il confronto con altre realtà del territorio è inevitabile. Trapani, pur avendo vissuto negli anni non poche difficoltà con l’azienda ATM, dispone oggi di un servizio decisamente più strutturato, con corse che arrivano anche fino alle 2 di notte e persino fermate dotate di cartelli digitali che indicano il passaggio degli autobus. Adesso, peraltro, con la BRT, per il capoluogo di Provincia si apre un nuovo – e per il vero ancora aperto – capitolo. Anche città come Mazara del Vallo, San Vito Lo Capo e Castellammare del Golfo, realtà che hanno un forte richiamo turistico soprattutto per i loro litorali, hanno compreso da tempo quanto la mobilità sia parte integrante dell’offerta di una città.

Marsala, invece, resta indietro. Il problema, naturalmente, non è soltanto quello degli orari. C’è una questione di personale che si trascina da anni. I bandi per le assunzioni degli autisti arrivano con scarsa frequenza e chi va in pensione spesso non viene sostituito con la necessaria tempestività. Se mancano gli autisti, inevitabilmente diminuiscono le corse. E se diminuiscono le corse, i cittadini smettono di fidarsi del servizio. È un circolo vizioso che deve essere spezzato. Per far crescere il trasporto pubblico, infatti, bisogna garantire continuità, puntualità, capillarità, fare in modo che il cittadino possa organizzare la propria giornata sapendo che quell’autobus passerà davvero. Solo così le persone iniziano a lasciare l’auto a casa e a utilizzare il mezzo pubblico. In passato Marsala aveva anche le navette gratuite, con capolinea allo Stadio e in Piazza del Popolo, attivate durante l’Amministrazione Di Girolamo. Con il tempo, i cittadini avevano iniziato ad abituarsi a utilizzarle. Ed è proprio questo il punto: un servizio pubblico non può essere giudicato soltanto sulla base dei numeri dei primi mesi. Per creare una cultura della mobilità sostenibile bisogna insistere, migliorare il servizio e dare ai cittadini la certezza che quel servizio resterà nel tempo. E bisogna smettere di pensare che gli autobus siano soltanto “per chi non ha la macchina”.

Il trasporto pubblico deve essere per tutti: per gli studenti e per i lavoratori, per gli anziani e per i professionisti, per i residenti e per i turisti. È così nelle città che funzionano, quelle che stanno progressivamente ampliando le Ztl, riducendo la pressione delle automobili nei centri storici, creando parcheggi esterni. Una Ztl funziona se esiste un’alternativa credibile all’automobile. Marsala ha bisogno di una vera politica della mobilità urbana. E il consiglio che ci sentiamo di rivolgere all’Amministrazione Patti è semplice: bisogna sedersi attorno a un tavolo e affrontare il problema nel suo complesso. Personale, assunzioni, orari, percorsi, collegamenti con le contrade, servizi festivi, navette, rapporto con l’ospedale e soprattutto una programmazione pluriennale. Bene il funzionamento dell’App Municipium, ma non è un servizio per tutti, soprattutto per determinate fasce di popolazione e per gli anziani. Non serve l’ennesimo intervento tampone. Serve una visione. Perché una città a misura d’uomo o a misura di bambino è una città nella quale un ragazzo può andare a scuola o incontrare gli amici senza dipendere necessariamente dai genitori e in tutta sicurezza. Una città turistica è una città che cresce, anche economicamente, per far crescere tutti. 

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