Ismaele La Vardera. Foto da Imagoeconomica, di Paolo CerroniIsmaele La Vardera. Foto da Imagoeconomica, di...
Terremoto politico ad Agrigento dove a pochi mesi dall’insediamento della nuova giunta comunale guidata dal sindaco Michele Sodano di Controcorrente, arriva una grana. Oggetto del contendere – come si legge su Adnkronos – è la villetta abusiva ereditata del vicesindaco Giovanni Crosta.
Controcorrente ha chiesto formalmente le dimissioni
Nel corso degli Stati generali dei civici di Controcorrente, appena terminati nella città dei Templi, il leader e fondatore del progetto politico, Ismaele La Vardera, ha chiesto ufficialmente le dimissioni del vicesindaco. Ma il primo cittadino Michele Sodano prende tempo e dice che vorrà “ascoltare tutti” prima di prendere una decisione, ovvero revocare l’incarico se non arrivano le dimissioni di Crosta.
“La valutazione complessiva ci porta a prendere una decisione, sofferta ma necessaria, chiedendo un passo indietro a Giovanni Crosta, eletto nelle file di Controcorrente – si legge in una nota della segreteria regionale di Controcorrente – perché il problema non è ereditare una casa abusiva dal padre, non esiste il reato di abusivismo per eredità. Il problema è semmai affermare nelle ore successive cose che poi si sono dimostrate non coerenti alla realtà. Affermazioni, cui abbiamo creduto in assoluta buona fede, e che ci hanno portato a prendere inizialmente una posizione cautelativa. Ma le notizie diffuse successivamente hanno imposto una linea del rigore”.
Inoltre: “Affermare che la casa fosse disabitata, per ridimensionare la notizia, per poi scoprire che è stata vissuta anche in modo non continuativo, lo troviamo poco consono al principio della trasparenza e della verità dei fatti. Se avessimo saputo in fase di candidatura di questa cosa, certamente avremmo rifiutato di candidarlo, Crosta non ci hai mai detto nulla”.
Controcorrente parla di “opportunità politica circa la permanenza di un assessore, cui pende una pratica in sanatoria presso l’ente che amministra”. Poi: “Ci siamo posti una semplice domanda: cosa avremmo fatto noi se fossimo stati all’opposizione? Avremmo preteso esattamente quello che oggi stiamo chiedendo”.
“Sia chiaro l’avvocato Crosta farà valere le sue ragioni nelle sedi opportune, noi però abbiamo costruito la nostra credibilità sulla scorta di scelte intransigenti che non possono valere per gli altri, e non per noi”.
La replica del sindaco: “Ascolterò tutti e valuterò”
A stretto giro di posta arriva la replica del sindaco, Michele Sodano, affidata si social. “Ascolterò tutti, valuterò tutti gli elementi e, come sindaco, assumerò le decisioni che competono alla mia responsabilità, nell’esclusivo interesse della città e nel pieno rispetto della legalità”, scrive.
Sodano aggiunge anche “di aver appreso dalla stampa di questa istanza. Fino a ieri sera avevo chiesto che la vicenda venisse esaminata approfonditamente nelle sedi competenti di Controcorrente, a partire dal Collegio dei Probiviri, prima di giungere a conclusioni che, senza un esame completo dei fatti, rischiano di essere affrettate”.
Ancora: “Come avviene in ogni comunità politica democratica, sto convocando una riunione delle cariche agrigentine di Controcorrente per confrontarci sulla situazione e valutare il da farsi, naturalmente anche alla luce della posizione espressa da La Vardera – osserva ancora il sindaco Sodano – ritengo necessario condividere con chiarezza però due osservazioni. La prima. Chi eredita, insieme alla sorella, una casa costruita dal padre, sulla quale pende un’istanza di sanatoria presentata oltre quarant’anni fa dallo stesso genitore, oggi defunto, non può per questo essere considerato una persona di dubbia integrità morale. E, naturalmente, sul piano giuridico, a Giovanni Crosta non è contestato alcun reato, né alcuna ipotesi di reato. Il fatto che abbia trascorso alcune festività estive in quell’abitazione non cambia la natura della vicenda, tanto più che fu lo stesso Giovanni Crosta, già nel 2015, a far cessare, come documentato, la fornitura dell’acqua dell’immobile”.
E conclude: “Crosta non è un amico da difendere. È, invece, uno dei migliori amministratori che Agrigento abbia avuto, un lavoratore instancabile, la cui azione in questi primi mesi ha già prodotto effetti tangibili, dal rafforzamento dei nuclei ambientali della polizia municipale all’avvio della regolamentazione dei mercati di Villaggio Peruzzo e di via Ugo La Malfa. Perdere un amministratore di questo valore rappresenterebbe – continua Sodano – una grave sconfitta per la nostra città. Su questa vicenda ascolterò tutti, valuterò tutti gli elementi e, come sindaco, assumerò le decisioni che competono alla mia responsabilità, nell’esclusivo interesse della città e nel pieno rispetto della legalità”.
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