Giorgio Santonocito, foto da profilo LinkedInGiorgio Santonocito, direttore generale Policlinico di Catania Melania Tanteri 22...
La rabbia per quanto accaduto è ancora nell’aria. Come la sensazione che la misura sia ormai colma e la certezza che la situazione vada drasticamente affrontata. D’altronde, quattro feriti – un infermiere, due addetti alla vigilanza e il familiare di un altro paziente – danni ai locali e alle attrezzature, ricordano più un bollettino di guerra che una struttura deputata alla salute. È immediata la reazione dopo quanto accaduto lunedì scorso all’ospedale San Marco di Catania dove si è verificata l’ennesima aggressione al personale sanitario al Pronto Soccorso.
L’aggressione al San Marco di Catania, Santonocito: “Non può diventare la normalità”
L’ultima di una lunghissima serie di violenze, che necessita di una reazione di petto. È quanto chiedono i sindacati e le associazioni di categoria, ed è quanto assicura il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G. Rodolico – San Marco” di Catania, Giorgio Giulio Santonocito che ribadisce al QdS.it quanto affermato a caldo.
“La direzione aziendale fornirà alle forze di Polizia tutta la necessaria collaborazione per far luce sull’accaduto e punire i responsabili del terribile episodio” – dice -. Evidenziando come episodi simili non debbano diventare prassi, e come siano numerose le strade da seguire per garantire sicurezza al personale e ai pazienti“.
“Non si può derubricare a normalità quello che succede in questi casi – ribadisce -. Una reazione di violenza non è mai accettabile, nonostante il momento di delicatezza comprensibile”. Parla di “deliberata aggressione”, il direttore generale, assicurando una reazione ferma. “Saremo molto duri e andremo avanti con i nostri legali anche in fase dibattimentale – prosegue -: ci sarà un giudizio, noi ci costituiremo parte civile e chiederemo i danni.
L’importanza della prevenzione
Santonocito evidenzia, però, come occorra ragionare a monte e intervenire a livello preventivo, pur sottolineando l’importanza dei sistemi di deterrenza. “Sono due le colonne su cui poggia la sicurezza – spiega: una è la struttura che deve essere performante, sia strutturalmente che a livello delle attrezzature”. Il riferimento è alle bodycam del per il personale del Pronto Soccorso della di via Santa Sofia. “Sono importantissime e un forte deterrente – continua il dirigente: danno garanzia sia all’operatore che all’utente che sa di essere ripreso e quindi, possibilmente, ci pensa due volte a reagire in modo scorretto. Le abbiamo attivate al Policlinico e le metteremo al San Marco nei prossimi giorni. Purtroppo non ci siamo arrivati, ahimè, per via del periodo estivo”. Non solo struttura, ma anche formazione. “L’aspetto formativo è altrettanto importante – continua. Noi spingiamo molto sulla formazione, l’abbiamo fatta e continuiamo a farla”.
E poi la rete, necessaria per affrontare un fenomeno sociale, prima di tutto, e culturale. “Interagiremo con il Prefetto per cercare di capire come possono supportarci ancora. C’è un punto fisso di polizia al Rodolico – conclude – chiederemo la possibilità, nell’ambito ovviamente delle risorse a disposizione, di avere un punto fisso anche al San Marco”.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram
