Marsala, petardi e disordini davanti ai Salesiani: oratorio chiuso per due giorni
Marsala – L’oratorio chiude per due giorni dopo una serie di episodi che hanno creato preoccupazione nella zona dei Salesiani Don Bosco.
La struttura ha comunicato la sospensione delle normali attività per le giornate del 5 e 6 novembre, precisando che resteranno garantiti soltanto il doposcuola e le attività del gruppo Gr.Inv.
Alla base della decisione ci sarebbero i ripetuti episodi avvenuti negli ultimi giorni nei pressi dell’ingresso dell’oratorio, con l’esplosione di potenti petardi e danneggiamenti che hanno provocato allarme tra residenti, famiglie e frequentatori della struttura.
Petardi e danneggiamenti nei pressi dell’oratorio
Secondo quanto riferito dalla comunità salesiana, da alcune settimane gruppi di giovanissimi sosterebbero davanti all’ingresso dell’oratorio e nelle immediate vicinanze.
Negli ultimi giorni la situazione sarebbe degenerata con l’utilizzo di petardi di forte potenza.
Tra gli episodi segnalati figura anche il danneggiamento di un contenitore per i rifiuti, che sarebbe stato fatto esplodere con uno o più ordigni pirotecnici.
I boati sarebbero stati avvertiti anche nelle strade vicine, tra via Don Bosco, via Mazzini e altre zone del centro.
L’oratorio chiude per due giorni
L’oratorio chiude per due giorni, ma la comunità salesiana precisa che la decisione non rappresenta una resa né una semplice punizione.
L’obiettivo è interrompere l’escalation e, allo stesso tempo, valutare quale possa essere il modo più efficace per affrontare una situazione che coinvolge anche ragazzi molto giovani.
Nel messaggio diffuso dalla struttura viene annunciata una possibile riapertura già dalla prossima settimana, sulla quale saranno forniti ulteriori aggiornamenti.
“Non repressione, ma educazione”
La linea indicata dai Salesiani resta quella educativa.
Angela Caradonna, consigliera comunale e componente della comunità salesiana, ha spiegato che la chiusura temporanea vuole essere soprattutto un segnale.
“Bisogna insegnare ai ragazzi, dentro e fuori dall’oratorio, che esistono delle regole e che vanno rispettate. Non si tratta di repressione, ma di educazione”, ha affermato.
La scelta viene quindi ricondotta alla tradizione educativa salesiana, fondata sul cosiddetto sistema preventivo di Don Bosco.
Ragazzi invitati a partecipare alle attività
Secondo quanto riferito dalla comunità, alcuni dei giovani che frequentano abitualmente l’area esterna sarebbero stati più volte invitati a entrare e partecipare alle attività dell’oratorio.
Gli inviti non avrebbero però prodotto i risultati sperati.
La presenza dei gruppi all’esterno sarebbe proseguita, accompagnata in alcuni casi da comportamenti ritenuti fonte di disagio e preoccupazione.
La volontà, sottolineano i Salesiani, non è quella di allontanare definitivamente questi ragazzi.
L’obiettivo resta piuttosto trovare una strada per coinvolgerli e costruire un rapporto educativo.
L’intervento delle forze dell’ordine
Dopo gli episodi verificatisi nei giorni scorsi sarebbero intervenute anche le forze dell’ordine e la Polizia Municipale.
Gli accertamenti dovranno chiarire dinamiche e responsabilità dei singoli episodi.
La preoccupazione principale riguarda soprattutto la pericolosità dell’utilizzo di petardi e ordigni artigianali in una zona frequentata da bambini, ragazzi, famiglie e residenti.
Quella che può essere considerata una bravata rischia infatti di provocare conseguenze ben più gravi.
La comunità accanto a don Stefano e don Angelo
In queste ore sono numerosi i messaggi di solidarietà rivolti alla comunità salesiana e, in particolare, a don Stefano e don Angelo, impegnati quotidianamente nell’attività educativa.
L’oratorio rappresenta da anni uno spazio di aggregazione per bambini e adolescenti e un punto di riferimento anche per chi vive situazioni di maggiore fragilità.
Proprio per questo la chiusura temporanea assume un significato particolare.
La solidarietà di Rifondazione Comunista
Sulla vicenda è intervenuto anche il circolo di Rifondazione Comunista “Enrico Berlinguer” di Marsala.
Il gruppo politico ha espresso solidarietà alla comunità salesiana, agli educatori, ai volontari e ai ragazzi che frequentano la struttura.
Nel comunicato viene definito grave e inaccettabile quanto accaduto nei pressi dell’oratorio e viene auspicata l’individuazione dei responsabili.
Rifondazione richiama inoltre il valore sociale del Don Bosco come luogo di educazione, aggregazione e inclusione.
Una pausa per cercare una risposta educativa
La comunità salesiana intende utilizzare queste due giornate anche per riflettere sulle modalità di intervento più appropriate.
Il richiamo resta al metodo educativo di Don Bosco, che punta sull’accompagnamento e sul recupero dei ragazzi più difficili piuttosto che su una risposta esclusivamente repressiva.
La sfida sarà quindi quella di ristabilire serenità e sicurezza senza rinunciare alla funzione educativa dell’oratorio.
Verso la riapertura
Le attività ordinarie restano sospese per il 5 e 6 novembre.
Continuano invece i servizi già indicati dalla comunità, tra cui doposcuola e Gr.Inv.
Nei prossimi giorni saranno comunicate le modalità e i tempi della riapertura completa.
Intanto, il messaggio che arriva dai Salesiani è chiaro: regole e sicurezza devono essere rispettate, ma il confronto con i giovani deve continuare a passare anche attraverso ascolto, educazione e inclusione.
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