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Lo sport per ricordare le vittime del mare, Badia Grande riunisce giovani di sette Paesi: vince il Centro Casazze di Marsala

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lunedì 05 ottobre 2026 - 9:50

Sport e memoria a Cornino

Custonaci – Lo sport diventa occasione di memoria e incontro. Al campo sportivo Rosario Vanella di Cornino si è svolta la quarta edizione di “Lo Sport che unisce”, iniziativa promossa dalla cooperativa sociale Badia Grande in collaborazione con il Custonaci Calcio e con il patrocinio dell’Amministrazione comunale.

La giornata è stata organizzata in occasione della Giornata delle vittime del mare, nel ricordo del naufragio avvenuto a Lampedusa il 3 ottobre 2013, nel quale persero la vita 368 persone, tra cui 11 bambini.

Una tragedia ricordata attraverso un momento di raccoglimento, ma anche attraverso una giornata costruita attorno allo sport, alla condivisione e all’incontro tra ragazzi provenienti da Paesi e percorsi diversi.

Un minuto di silenzio prima del torneo

Prima dell’inizio delle partite è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime.

A dare simbolicamente il calcio d’inizio sono stati il sindaco di Custonaci Fabrizio Fonte e l’assessore allo Sport Antonino Incammisa.

La struttura è stata messa a disposizione dal presidente del Custonaci Calcio Giacomo Noto, permettendo così di trasformare il campo sportivo in un luogo di memoria ma anche di partecipazione.

In campo ragazzi provenienti da sette Paesi

Tre le squadre protagoniste del torneo, formate da circa trenta giovani ospitati nei centri di accoglienza di Marsala, Vita, Salemi, Custonaci, Alcamo e Paceco, nell’ambito del Progetto SAI di Marsala, e dai minori del centro Arcobaleno del progetto FAMI 24 Welcome di Valderice.

I partecipanti provenivano da Tunisia, Egitto, Guinea, Gambia, Costa d’Avorio, Bangladesh e Burkina Faso.

Le tre partite sono state arbitrate da Giuseppe Sinatra e si sono svolte in un clima improntato al rispetto reciproco e alla partecipazione.

Vince il Centro Casazze di Marsala

Sul piano sportivo, a conquistare il torneo è stato il Centro Casazze di Marsala.

Un risultato che ha premiato la formazione marsalese, ma che è rimasto sullo sfondo rispetto al significato più ampio attribuito dagli organizzatori all’iniziativa.

Tutti i partecipanti hanno infatti ricevuto una medaglia ricordo al termine delle gare.

Alla premiazione hanno preso parte l’assessore ai Servizi sociali Maria Pia Zichichi, la vicepresidente di Badia Grande Greta Margagliotti, la responsabile del Progetto SAI Marsala Anna Maria Ruggirello e la responsabile del FAMI 24 Welcome di Valderice Federica Defendi.

Una giornata di integrazione attraverso lo sport

Lo sport diventa occasione di memoria e incontro soprattutto quando riesce a mettere sullo stesso campo persone con storie, lingue e provenienze differenti.

È questo il messaggio che Badia Grande ha voluto affidare alla quarta edizione dell’iniziativa.

Il torneo ha visto ragazzi e operatori delle équipe multidisciplinari condividere una giornata fuori dai contesti abituali dei centri di accoglienza, utilizzando il calcio come linguaggio comune e come spazio di relazione.

Il pranzo condiviso dopo le partite

Uno dei momenti più significativi è arrivato dopo la conclusione del torneo.

Nell’area attrezzata del centro sportivo, vincitori e sconfitti si sono seduti insieme attorno alla stessa tavola.

Un momento semplice, ma fortemente simbolico: dopo le partite, la giornata è proseguita con un pranzo condiviso, trasformando la competizione sportiva in un’occasione di socialità e conoscenza reciproca.

Un pallone e una tavola comune sono diventati così gli strumenti attraverso cui raccontare concretamente il senso dell’iniziativa.

Ricordare chi quel viaggio non è riuscito a finirlo

La manifestazione ha voluto mantenere insieme due dimensioni: il ricordo di chi perse la vita nel Mediterraneo e la volontà di costruire relazioni tra chi oggi vive nei territori di accoglienza.

Nel tredicesimo anniversario della tragedia di Lampedusa, “Lo Sport che unisce” ha scelto quindi di affidare alla partecipazione dei giovani un messaggio di fraternità, rispetto e inclusione.

Una giornata di sport nata per non dimenticare, ma anche per trasformare la memoria in un’occasione di incontro.


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