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Gasolio, allarme della Cgil di Trapani: “Lavoratori e famiglie non possono reggere questi aumenti”

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venerdì 18 settembre 2026 - 15:40

Caro carburanti, la Cgil di Trapani chiede interventi immediati

Trapani – Il caro carburanti pesa sui lavoratori e rischia, secondo la Cgil di Trapani, di avere conseguenze particolarmente pesanti in una provincia nella quale l’automobile continua a rappresentare per molte persone uno strumento indispensabile per raggiungere il luogo di lavoro, le scuole, l’università e i servizi sanitari.

A lanciare l’allarme è la segretaria generale provinciale Liria Canzoneri, che parla di una vera e propria “emergenza sociale” e chiede alle istituzioni di intervenire potenziando il trasporto pubblico locale e riducendo il costo di biglietti e abbonamenti per le fasce più esposte.

L’intervento arriva in una fase nella quale i prezzi dei carburanti restano elevati. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy pubblica quotidianamente i prezzi medi comunicati dagli esercenti e, il 17 settembre, indicava per il gasolio self una media nazionale di 2,266 euro al litro. (Ministero Istruzione Università Ricerca)

Canzoneri: “Il territorio trapanese non può reggere”

“La provincia di Trapani non può reggere gli aumenti imposti dal prezzo del gasolio”, afferma Canzoneri nel comunicato della Cgil.

Per il sindacato, gli effetti dei rincari si fanno sentire soprattutto in un territorio caratterizzato da collegamenti pubblici considerati insufficienti e da una forte dipendenza dall’automobile privata.

“Nel nostro territorio l’automobile non è un bene di lusso, ma un mezzo essenziale per migliaia di persone che ogni giorno si spostano per raggiungere il posto di lavoro, i presidi sanitari, le scuole e l’università”, sostiene la segretaria.

La preoccupazione della Cgil riguarda quindi in primo luogo lavoratori, pendolari e famiglie, ma anche chi dispone di redditi più bassi e ha minori possibilità di assorbire ulteriori aumenti delle spese quotidiane.

Le ripercussioni su agricoltura, pesca e commercio

Secondo il sindacato, il problema non riguarda soltanto chi utilizza l’automobile.

L’aumento dei costi del carburante può incidere anche sulle attività produttive che dipendono in maniera significativa dal trasporto e dall’utilizzo di mezzi a motore.

La Cgil richiama in particolare agricoltura, pesca e commercio, settori importanti per l’economia della provincia di Trapani.

Canzoneri teme che l’aumento dei costi possa aggiungere nuove difficoltà a un tessuto economico che, secondo la sua analisi, non ha ancora superato completamente le conseguenze delle crisi degli ultimi anni.

“A pagare saranno soprattutto le fasce più deboli”

Nel suo intervento, la segretaria generale della Cgil sottolinea soprattutto l’impatto sociale della situazione.

“Come sempre accade, a farne le spese saranno le fasce deboli della popolazione, i pensionati, i lavoratori e tutti coloro che hanno un reddito basso o nullo”, afferma Canzoneri.

Per il sindacato, il rischio è che la crescita della spesa per gli spostamenti finisca per ridurre ulteriormente il reddito disponibile delle famiglie.

La Cgil inserisce quindi il tema dei carburanti all’interno di una questione più ampia che riguarda il costo della vita e la capacità delle famiglie di sostenere le spese essenziali.

Cgil: “L’esenzione del bollo non basta”

Nel comunicato, la Cgil prende posizione anche sulle misure relative al bollo auto.

Secondo Canzoneri, eventuali agevolazioni su questo fronte rappresenterebbero un sollievo limitato rispetto alla maggiore spesa sostenuta dagli automobilisti durante l’anno.

“L’esenzione del bollo auto non riequilibra affatto i maggiori costi sborsati ogni mese da chi si deve spostare per necessità”, sostiene la segretaria provinciale.

Si tratta della valutazione espressa dal sindacato, che concentra la propria richiesta soprattutto su interventi capaci di offrire alternative concrete all’utilizzo quotidiano dell’automobile.

Più autobus e collegamenti tra i Comuni

La prima proposta avanzata dalla Cgil riguarda il potenziamento del trasporto pubblico locale.

Il sindacato chiede investimenti strutturali sulla rete dei mezzi pubblici, con una maggiore copertura dei collegamenti tra i diversi Comuni della provincia.

L’obiettivo è permettere a studenti e lavoratori di avere un’alternativa effettiva all’automobile, soprattutto sulle tratte utilizzate quotidianamente per raggiungere scuole, università e luoghi di lavoro.

Per la Cgil, quindi, l’emergenza carburanti dovrebbe diventare anche l’occasione per affrontare una questione che riguarda da tempo il territorio trapanese: la qualità e la capillarità della mobilità pubblica.

Biglietti e abbonamenti più economici

Accanto all’aumento dei collegamenti, il sindacato chiede di intervenire direttamente sulle tariffe.

“Chiederemo di calmierare i prezzi dei biglietti e degli abbonamenti del trasporto pubblico a favore degli studenti, dei lavoratori pendolari e dei ceti meno abbienti”, annuncia Canzoneri.

La proposta punta quindi a combinare due interventi: da un lato più mezzi e più collegamenti, dall’altro costi più accessibili per chi utilizza quotidianamente il servizio.

Una richiesta che la Cgil rivolge alle istituzioni competenti, sollecitando risposte in tempi rapidi.

Il nodo della mobilità nella provincia di Trapani

Per il sindacato, infatti, il caro carburanti pesa sui lavoratori in maniera ancora più forte proprio perché molte persone non dispongono di alternative adeguate per gli spostamenti.

Il tema diventa così non soltanto economico, ma anche infrastrutturale e sociale.

Secondo Canzoneri, potenziare il trasporto pubblico significherebbe alleggerire la spesa delle famiglie, migliorare la mobilità dei pendolari e rendere meno vulnerabile il territorio rispetto alle oscillazioni del prezzo dei carburanti.

La Cgil chiede dunque che l’attuale situazione venga affrontata con interventi immediati, ma anche con una programmazione capace di migliorare strutturalmente i collegamenti della provincia.

“Occorrono risposte immediate dalle istituzioni competenti prima che la crisi sociale della nostra provincia diventi irreversibile”, conclude la segretaria generale della Cgil Trapani.


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