Pesca, i sindacati chiedono aiuti ai lavoratori: il confronto sul bando regionale
TRAPANI – I sindacati chiedono aiuti ai lavoratori della pesca e una distribuzione equilibrata delle risorse destinate ad affrontare il caro-gasolio. Le segreterie territoriali di Flai Cgil e Uila Uil Trapani accolgono positivamente il nuovo bando del Dipartimento della Pesca Mediterranea, ma chiedono che il sostegno alle imprese si rifletta anche sui compensi dei marittimi.
A intervenire sono Giovanni Di Dia, alla guida della Flai Cgil territoriale, e Leonardo Falco, responsabile della Uila Uil Trapani. Nel comunicato del 16 settembre 2026, i due rappresentanti indicano la tutela dei lavoratori imbarcati come una componente essenziale della risposta alla crisi del comparto.
La misura, secondo quanto riportato nella nota sindacale, mette a disposizione oltre 17 milioni di euro, tra risorse FEAMPA e fondi regionali. Gli indennizzi sono destinati alle micro, piccole e medie imprese della pesca, per sostenere i costi di produzione gravati dall’aumento del carburante legato alla crisi in Medio Oriente.
Un giudizio positivo sul sostegno contro il caro-gasolio
Flai Cgil e Uila Uil riconoscono il valore dell’intervento regionale in una fase di difficoltà economica per il settore ittico. Il rincaro del gasolio pesa sui costi delle attività e il bando rappresenta, nella valutazione delle due organizzazioni, un supporto concreto alle imprese.
Il punto sollevato dai sindacati riguarda la distribuzione dei benefici. Di Dia e Falco chiedono che il contributo ricevuto dagli armatori tenga conto anche di chi lavora a bordo e partecipa all’attività di pesca.
«Il contributo percepito dagli armatori deve essere equamente ripartito anche con i lavoratori», affermano i due segretari. La richiesta accompagna quindi il giudizio favorevole sul bando e ne evidenzia il possibile impatto sui redditi degli equipaggi.
Il richiamo alla contrattazione nazionale e locale
Per sostenere la propria posizione, le due organizzazioni richiamano la contrattazione nazionale e locale di categoria. Secondo l’interpretazione espressa da Di Dia e Falco, il contributo economico deve essere considerato un ricavato e incidere, di conseguenza, sui meccanismi di ripartizione che determinano i compensi dei marittimi.
Nella nota, i rappresentanti sindacali accostano questo sostegno ad altre forme di beneficio economico, come il credito d’imposta o le note di credito sull’acquisto del carburante.
Il ragionamento riguarda dunque il rapporto tra le somme riconosciute alle imprese e la remunerazione del lavoro imbarcato. Per Flai Cgil e Uila Uil, il sostegno ricevuto deve trovare riscontro anche nei compensi, attraverso i sistemi di ripartizione della parte pescata richiamati nel comunicato.
I sindacati chiedono aiuti ai lavoratori e stabilità occupazionale
La richiesta delle segreterie territoriali mette al centro sia il reddito sia la stabilità occupazionale. Nella loro valutazione, una risposta efficace alla crisi deve considerare le difficoltà dell’intera filiera e il contributo delle persone impegnate nell’attività in mare.
«La crisi riguarda tutti», sottolineano Di Dia e Falco. Per questo chiedono che la misura garantisca «un ristoro reale ed equilibrato all’intera filiera», tutelando anche i lavoratori imbarcati.
Il confronto aperto dai sindacati riguarda quindi il modo in cui gli aiuti possono sostenere insieme la continuità delle imprese e le condizioni economiche degli equipaggi. L’obiettivo indicato è fare in modo che il beneficio del contributo raggiunga anche chi dipende dal lavoro a bordo per il proprio reddito.
La richiesta di una ripartizione equa delle risorse
La posizione di Flai Cgil e Uila Uil Trapani unisce il sostegno all’iniziativa regionale alla richiesta di attenzione verso i marittimi. Le due organizzazioni considerano il bando uno strumento utile, ma insistono sulla necessità di applicare i meccanismi contrattuali che, secondo la loro lettura, consentono di condividere il beneficio economico.
Il messaggio rivolto al comparto è preciso: il sostegno contro il caro-carburante deve produrre effetti anche sui lavoratori, contribuendo a difendere redditi e occupazione in una fase di affanno per la pesca.
Leggi gli approfondimenti su Marsala Live