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«Giù le mani da Ranucci e Report»: interviene il Movimento Etico Siciliano

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martedì 01 settembre 2026 - 8:00

Il Movimento Etico Siciliano interviene sul caso Ranucci-Report

Il Movimento difende Ranucci e Report dopo la decisione della Rai di cambiare la conduzione dello storico programma d’inchiesta. In una nota, l’organizzazione esprime solidarietà al giornalista e critica duramente la scelta compiuta dai vertici del servizio pubblico.

La rimozione di Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report ha aperto un acceso confronto politico e giornalistico. La decisione ha ricevuto le critiche dei partiti di opposizione e della redazione del programma. Alcuni esponenti della maggioranza, invece, l’hanno sostenuta. La vicenda è stata ricostruita anche dalla Reuters.

L’appello per il giornalismo d’inchiesta

Secondo il Movimento Etico Siciliano, la vicenda non può essere considerata un semplice avvicendamento televisivo.

L’organizzazione interpreta la rimozione come un ulteriore elemento di tensione tra il potere politico e il giornalismo d’inchiesta. Per il Movimento, programmi come Report rappresentano un presidio importante per il diritto dei cittadini a ricevere informazioni su politica, istituzioni, economia e società.

Nel comunicato, il Movimento sostiene che la libertà d’informazione debba restare indipendente dalle convenienze dei partiti e dalle decisioni dei gruppi di potere.

La nota usa espressioni molto critiche nei confronti della politica e dei vertici aziendali. Si tratta delle valutazioni espresse dall’organizzazione e non di responsabilità accertate.

Ranucci contesta la decisione della Rai

Sigfrido Ranucci ha affidato ai propri legali la contestazione formale della decisione assunta dalla Rai.

Gli avvocati Roberto De Vita e Stefano Rossi hanno chiesto chiarimenti, l’accesso alla documentazione e il reintegro del giornalista. Secondo i legali, le ragioni indicate per giustificare la rimozione sarebbero prive di fatti specifici attribuibili a Ranucci.

La posizione del giornalista e dei suoi avvocati è stata riportata dall’Adnkronos.

Ranucci ha rivendicato il proprio percorso professionale, iniziato in Rai oltre trent’anni fa. Prima di arrivare a Report, ha lavorato come assistente ai programmi, programmista-regista, redattore e inviato.

Nel corso della carriera ha seguito eventi internazionali e realizzato numerose inchieste. Tra queste figura il lavoro sull’impiego di armi chimiche a Falluja.

Il valore del percorso professionale

Il Movimento Etico Siciliano richiama l’esperienza maturata da Ranucci e il suo lungo impegno nel giornalismo investigativo.

Secondo l’organizzazione, la guida di un programma come Report richiede competenze costruite sul campo, conoscenza dei meccanismi redazionali e capacità di affrontare inchieste complesse.

Il Movimento contesta quindi la scelta della Rai e chiede che la professionalità non venga subordinata a valutazioni di opportunità politica o aziendale.

La nota esprime anche preoccupazione per il futuro del programma e per l’autonomia della sua redazione.

Il sostegno del Comitato Etico Popolare

Il comunicato ricorda anche il sostegno già espresso dal Comitato Etico Popolare, Ente del Terzo Settore presieduto da Antonio Cipriano.

Il Comitato aveva scelto di assegnare a Sigfrido Ranucci un riconoscimento come giornalista etico dell’anno. Il premio intendeva valorizzare il lavoro svolto attraverso le inchieste di Report.

Secondo Cipriano, Ranucci ha portato all’attenzione del pubblico vicende legate alla politica, alla sanità e ai problemi vissuti dai cittadini. Per questa ragione, il Comitato aveva manifestato stima e vicinanza al giornalista.

L’organizzazione ribadisce oggi quel sostegno e invita Ranucci a proseguire il proprio impegno in difesa di un’informazione libera e rigorosa.

La richiesta di una risposta collettiva

Il Movimento Etico Siciliano e il Comitato Etico Popolare chiedono alla società civile di mantenere alta l’attenzione sul futuro di Report.

Nel comunicato si parla della necessità di una risposta collettiva. Tuttavia, non vengono indicate al momento procedure formali per l’avvio di una vera azione legale collettiva.

L’appello riguarda soprattutto la tutela del pluralismo, dell’autonomia delle redazioni e del diritto dei giornalisti a svolgere il proprio lavoro senza condizionamenti.

Il Movimento difende Ranucci e Report e sostiene che la credibilità professionale debba essere valutata attraverso il lavoro svolto, l’esperienza e il rigore dimostrato sul campo.


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