Piazza Matteotti, la sindaca Patti chiarisce il progetto
Marsala – Prima le polemiche, poi il chiarimento dell’Amministrazione comunale. La vicenda delle panchine rimosse da Piazza Matteotti, la storica Porta Mazara, è diventata in poche ore uno degli argomenti più discussi della giornata politica marsalese.
La rimozione di due panchine di marmo, trasferite all’Autoparco comunale, ha provocato reazioni immediate sui social, tra i cittadini, tra i commercianti della zona e dentro il mondo politico.
Ma, secondo la sindaca Andreana Patti, leggere quell’intervento come una semplice sottrazione di arredo urbano significa fermarsi alla superficie.
Per l’Amministrazione, infatti, la rimozione delle panchine è solo un primo passaggio dentro una visione più ampia: restituire decoro, sicurezza e nuova funzione sociale a una piazza storica della città.
“Prendersi cura della città è una priorità”
La sindaca Patti ha scelto di intervenire in modo netto per chiarire la linea dell’Amministrazione. “Prendersi cura della città è una nostra priorità. Non è uno slogan”, afferma la prima cittadina.
Poi il passaggio centrale: “Non togliamo panchine ma restituiamo una piazza che diventa spazio di incontro, gioco, socialità, integrazione, prevenzione, inclusione, cultura, nell’ottica delle Zone Verdi di prossima attuazione”.
Una frase che spiega la direzione politica dell’intervento. La questione, per Patti, non è eliminare un punto di sosta, ma cambiare il destino di un luogo che negli ultimi anni è stato spesso al centro di segnalazioni per situazioni di bivacco, insicurezza percepita e difficoltà di convivenza urbana.
Il vandalismo della mattina
A complicare ulteriormente il quadro è arrivato, proprio questa mattina, un atto vandalico nella stessa Piazza Matteotti. I vasi con le piante collocati attorno agli scavi archeologici sono stati scaraventati a terra e danneggiati.
Un gesto definito intollerabile dall’Amministrazione comunale, che lo condanna sul piano sociale e ne chiede l’accertamento delle responsabilità.
La Polizia Municipale ha già acquisito le immagini del sistema di videosorveglianza per risalire all’identità degli autori. È un dettaglio non secondario.
Mentre la discussione pubblica si concentrava sulle panchine, nella piazza si verificava un episodio che conferma quanto il tema della cura e del controllo dello spazio pubblico non possa essere liquidato con uno slogan o con un post.
Le segnalazioni dei commercianti
La situazione di Piazza Matteotti era stata più volte segnalata dai commercianti della zona.
In diversi incontri con la sindaca, gli esercenti hanno rappresentato disagi legati alla vivibilità serale, alla tranquillità dell’area e alla necessità di riportare ordine in uno dei punti più visibili del centro cittadino.
Diversi operatori economici, pur con sensibilità differenti, hanno chiesto una soluzione che andasse nella direzione del ripristino del decoro e della sicurezza.
Il problema, dunque, non nasce con la rimozione delle panchine. La rimozione è semmai la scelta, discutibile o condivisibile, con cui l’Amministrazione ha deciso di iniziare a intervenire su una criticità già nota.
Patti: “Riqualifichiamo, non limitiamo”
La sindaca respinge l’idea che l’intervento rappresenti una limitazione della fruizione pubblica della piazza.
“Non si tratta di combattere il degrado togliendo le panchine, ma di rigenerare intere piazze e luoghi che fino ad ora sono stati scenario di attività di microcriminalità e di un atteggiamento di totale insicurezza”, ha dichiarato Patti. L’obiettivo annunciato è trasformare Porta Mazara in uno spazio vivo.
“La rigenerazione della piazza nasce dall’idea di poterla utilizzare per eventi musicali, come parco giochi e come luogo di aggregazione. Stiamo acquistando giochi per i bambini con l’obiettivo di riportare famiglie e cittadini a vivere una delle piazze più storiche di Marsala, Porta Mazara. Lo faremo successivamente anche nelle contrade e stiamo già lavorando per Strasatti”.
È questo il punto su cui l’Amministrazione prova a spostare il dibattito. Non una piazza svuotata, ma una piazza da ripensare. Non meno spazio pubblico, ma uno spazio pubblico diverso, più ordinato, più vissuto e più adatto a famiglie, bambini e cittadini.
Le polemiche politiche
Prima del chiarimento della sindaca, le critiche erano arrivate da più parti. Una parte della politica marsalese ha letto la rimozione delle panchine come un intervento drastico, non sufficiente a risolvere i problemi di sicurezza e potenzialmente penalizzante per cittadini, anziani, turisti e famiglie.
Il dibattito ha attraversato anche la maggioranza. Il Partito Democratico, pur facendo parte dell’area politica che sostiene l’Amministrazione e pur avendo in Giunta un’assessora di riferimento, Anna Caliò, ha espresso forti perplessità sull’intervento.
La segretaria del Pd, Linda Licari, ha parlato di scelta non efficace e non coerente con l’idea di città proposta dal partito. Per il Pd, “sradicare l’arredo urbano per evitare il fenomeno del bivacco rappresenta una scorciatoia punitiva e un atto di resa culturale e sociale”.
La risposta della sindaca al Pd
Su questo punto, Patti è stata particolarmente chiara. “Ho condiviso la rimozione con la mia Giunta, nella quale, ricordo, c’è anche un assessore di riferimento del PD, Anna Caliò”, afferma la sindaca.
Poi aggiunge: “Forse sarebbe stato il caso che il PD, prima di fare un comunicato contro l’Amministrazione, avesse sentito la propria assessora di riferimento”. Un passaggio politico pesante, che fotografa una giornata complicata anche nei rapporti interni alla maggioranza.
La sindaca respinge inoltre qualsiasi lettura discriminatoria dell’intervento. “Il bivacco non è ammesso a nessuno, né agli immigrati né ai marsalesi. Non c’è nessun atteggiamento razzista o la volontà di impedire alle persone di sedersi. Stiamo facendo un’azione di inclusione sociale vera e reale”.
Patti richiama anche il progetto della consulta delle culture, che dovrebbe arrivare in Consiglio comunale e che, secondo la sindaca, va nella direzione del dialogo con le diverse comunità presenti in città.
“Il mio telefono è sempre libero e non mi pare di avere ricevuto nessuna telefonata da parte della segretaria Linda Licari”, conclude.
La posizione del Partito Democratico
Il Pd di Marsala, nel suo comunicato, afferma di seguire con attenzione il dibattito su decoro e vivibilità di Piazza Matteotti. Il partito dice di comprendere le preoccupazioni di commercianti e residenti, che chiedono sicurezza, rispetto delle regole e decoro. Tuttavia, ritiene che togliere le panchine non sia la risposta più efficace.
Secondo il Pd, la panchina non è un semplice arredo, ma uno spazio di sosta, incontro e socialità. Per questo propone il ripristino delle sedute, un piano di valorizzazione del verde urbano, il potenziamento dell’illuminazione pubblica e una programmazione culturale continua.
Una posizione articolata, ma che la sindaca considera arrivata senza un preventivo confronto interno alla stessa area di governo cittadino.
Lilibeo Viva chiede di rivedere la scelta
Critica anche Lilibeo Viva, che parla di decisione miope e penalizzante per la città. Secondo il movimento, togliere le panchine per impedire il bivacco non è una soluzione, ma una resa.
Nel comunicato, Lilibeo Viva sostiene che la scelta finisce per privare anziani, famiglie, turisti e ragazzi di un luogo di aggregazione e riposo nel cuore della città.
Il movimento riconosce l’esistenza del problema legato alla sicurezza percepita e alla marginalità, ma chiede interventi diversi: controllo effettivo del territorio, mediazione sociale, eventi, attività culturali e presìdi sociali.
Da qui la richiesta al sindaco di rivedere la scelta, ripristinare le panchine e convocare un tavolo con Forze dell’Ordine, commercianti e Terzo Settore.
L’intervento di Massimo Grillo
Nel dibattito è intervenuto anche l’ex sindaco Massimo Grillo.
“Episodi come questo pongono alcune semplici domande: possiamo realisticamente pensare che dei vasi in plastica, sulla cui gradevolezza estetica preferisco sorvolare, abbiano un qualche effetto deterrente per chi intende sedersi e stazionare in quei luoghi? O rischiano addirittura di diventare un’arma impropria?”.
Grillo si chiede poi se la risposta ai problemi di sicurezza e decoro possa essere affidata ad azioni come togliere le panchine.
Va ricordato, però, che proprio durante la precedente Amministrazione era stata adottata un’ordinanza cosiddetta anti-bivacco per Porta Mazara. Una misura che, nei fatti, non ha prodotto i risultati sperati.
Ed è forse anche da questo precedente che nasce oggi il tentativo dell’attuale Amministrazione di agire in modo diverso, intervenendo direttamente sulla funzione dello spazio.
Lele Pugliese plaude all’iniziativa
Non sono mancate anche posizioni favorevoli. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Lele Pugliese ha definito l’intervento “un primo passo importante”. Pugliese auspica l’istituzione di un presidio permanente della Polizia Municipale, affinché l’area sia costantemente vigilata e tutelata.
Allo stesso tempo, propone di organizzare con continuità eventi capaci di restituire vitalità alla piazza: piccoli concerti, artisti di strada, presentazioni di libri e iniziative culturali.
Una linea che, almeno sul piano dell’obiettivo finale, non appare lontana da quella indicata dalla sindaca Patti: far tornare la piazza un luogo vivo e frequentato.
Le perplessità nella maggioranza
Tra le reazioni è arrivato anche il commento ironico del consigliere di maggioranza Rino Passalacqua, che sui social ha scritto: “È la prima volta che vedo combattere la piccola criminalità o presunta tale… livannuce i seggi di sutta”.
Una battuta che conferma come il tema abbia aperto un confronto anche dentro la maggioranza. Proprio per questo, la vicenda potrebbe tornare al centro della prossima seduta del Consiglio comunale, prevista per mercoledì 29 luglio, durante le comunicazioni dei consiglieri.
Prima di giudicare, capire il progetto
La giornata di Piazza Matteotti racconta anche un altro aspetto. La politica cittadina e il dibattito social si sono mossi molto rapidamente, spesso prima che fosse chiarito l’intero quadro dell’intervento.
La rimozione delle panchine è stata letta da molti come un gesto isolato, quasi punitivo. La sindaca Patti, invece, sostiene che si tratti di un primo passaggio dentro un progetto più ampio: Zone Verdi, giochi per bambini, eventi, riqualificazione, maggiore presenza di famiglie e cittadini, recupero del decoro e prevenzione.
È legittimo discutere strumenti, tempi, estetica degli arredi e modalità di intervento. Ma è altrettanto necessario chiedersi se un giudizio definitivo possa arrivare prima ancora di conoscere il progetto complessivo.
Soprattutto quando il problema di quella piazza, tra segnalazioni, bivacchi, episodi di degrado e oggi anche vandalismo, non è nato ieri e non può essere ignorato.
La sfida vera: far vivere Porta Mazara
La domanda, alla fine, non è soltanto se una panchina debba stare in un punto o in un altro. La vera questione è che cosa debba diventare Piazza Matteotti.
Un luogo di passaggio e stazionamento disordinato? Uno spazio segnato da continue segnalazioni? O una piazza storica da restituire a bambini, famiglie, eventi, cultura e socialità? La sindaca Patti ha scelto di indicare una direzione.
Ora serviranno coerenza, tempi rapidi, cura estetica, controlli, progettualità e capacità di coinvolgere la città. Perché una piazza si difende davvero solo facendola vivere.
E se l’obiettivo è riportare Porta Mazara dentro la quotidianità positiva dei marsalesi, allora il confronto politico dovrebbe partire da qui: non dal rumore della polemica, ma dalla necessità di dare finalmente una risposta a un problema che tutti conoscono da tempo.
Enzo Amato
Leggi gli approfondimenti su Marsala Live