Terra senza mafia, premiati gli studenti vincitori
Marsala – Terra senza mafia ha premiato a Marsala gli studenti vincitori della quinta edizione del concorso promosso dall’Opera di religione “Monsignor Gioacchino Di Leo”, con il patrocinio della Diocesi e del Comune di Marsala
La cerimonia si è svolta al centro “Giusti di Sicilia”, luogo gestito dall’Opera di religione e riaperto dopo mesi di chiusura forzata dovuta a un problema di sicurezza di un immobile vicino
Il concorso ha coinvolto studenti di diverse scuole e ha confermato il valore educativo di un percorso pensato per parlare ai giovani di legalità, memoria, responsabilità e impegno civile
Terra senza mafia, il tema dell’edizione 2026
Il tema scelto per l’edizione di quest’anno è stato “La mafia intorno a noi”. Gli studenti hanno potuto partecipare con temi, poesie, elaborati grafici, fotografie e video
La scelta del tema ha invitato i partecipanti a guardare la realtà con attenzione. Non soltanto la mafia raccontata nei libri o nelle grandi vicende giudiziarie, ma anche quella che può insinuarsi nei comportamenti quotidiani, nelle paure, nei silenzi e nella mancanza di responsabilità
Proprio per questo, il concorso rappresenta un’occasione importante. Aiuta le nuove generazioni a riflettere su ciò che accade attorno a loro e a trasformare pensieri, emozioni e idee in elaborati capaci di comunicare un messaggio
I vincitori del concorso
Sono stati premiati 10 studenti, oltre a una vincitrice per la sezione adulti. Per la scuola primaria, nella categoria V elementare, sono stati premiati Paolo Abate, Serena Morana e Giorgia Milazzo
Per la scuola media ha vinto Karol La Magra. Per le scuole superiori sono stati premiati Manuel Loris Riggio, Sophia Angileri, Vittorio Lisciandra, Simona Infranca, Davide Bacigalupo e Manuel Tamburello
Per la sezione adulti, il riconoscimento è andato a Maria Antonia Sciacca
Le scuole partecipanti
Alla quinta edizione del concorso hanno partecipato diversi istituti scolastici. Tra questi il Liceo “Pascasino-Giovanni XXIII” di Marsala, l’Istituto comprensivo “Garibaldi-Pipitone” di Marsala e l’Istituto comprensivo “Stefano Pellegrino” di Marsala
Hanno aderito anche l’Istituto tecnico “Vincenzo Accardi” di Campobello di Mazara e il Liceo “Da Vigo-Da Recco” di Rapallo, in provincia di Genova
La partecipazione di scuole provenienti anche da fuori provincia conferma la capacità del concorso di superare i confini locali e di portare il tema della legalità dentro percorsi educativi diversi
Legalità, memoria e responsabilità
Il concorso Terra senza mafia mette al centro il valore della memoria, ma anche quello della responsabilità personale. Parlare di mafia agli studenti significa offrire strumenti per riconoscere soprusi, complicità, illegalità e atteggiamenti che indeboliscono la convivenza civile
La scuola, in questo percorso, ha un ruolo fondamentale. Attraverso la scrittura, la poesia, la fotografia, il disegno e il video, i giovani possono esprimere il proprio punto di vista e diventare protagonisti di una riflessione collettiva
Iniziative come questa aiutano a costruire una cultura della legalità che non resta astratta, ma diventa esperienza, confronto e partecipazione
Per approfondire il percorso di memoria legato alla figura del giudice Rosario Livatino è possibile consultare il sito della Fondazione Rosario Livatino
La cerimonia al centro Giusti di Sicilia
La premiazione si è svolta al centro “Giusti di Sicilia” di Marsala. Il luogo, gestito dall’Opera di religione “Monsignor Gioacchino Di Leo”, è tornato ad accogliere attività pubbliche dopo un periodo di chiusura forzata
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, la sindaca Andreana Patti, il vescovo monsignor Angelo Giurdanella e don Francesco Fiorino, che guida l’Opera di religione e coordina il concorso
La presenza delle istituzioni civili e religiose ha dato ulteriore valore a un appuntamento che unisce educazione, memoria e attenzione al territorio
Il premio: viaggio a Canicattì e Agrigento
Ai vincitori è stata assegnata come premio una visita guidata a Canicattì, città natale del giudice Rosario Livatino, e ad Agrigento
La tappa ad Agrigento sarà legata anche al ricordo dell’appello-conversione rivolto da san Giovanni Paolo II ai mafiosi il 9 maggio 1993, una delle pagine più forti della storia recente nel rapporto tra Chiesa, legalità e denuncia della violenza mafiosa
Il premio assume quindi un valore formativo. Non si tratta soltanto di un riconoscimento simbolico, ma di un’esperienza pensata per approfondire luoghi, figure e parole che hanno segnato la coscienza civile del Paese
Giovani protagonisti contro la cultura mafiosa
Il messaggio più importante del concorso arriva proprio dagli studenti. Sono loro, con i propri elaborati, a raccontare come vedono la mafia, quali domande si pongono e quale idea di futuro vogliono costruire
La lotta alla cultura mafiosa passa anche da questi momenti. Passa dalla capacità di dare parola ai ragazzi, ascoltarli e accompagnarli dentro un percorso di consapevolezza
Marsala, attraverso il concorso Terra senza mafia, conferma così la volontà di tenere viva l’attenzione sui temi della legalità, coinvolgendo scuole, famiglie, istituzioni e comunità
Un concorso che guarda al futuro
La quinta edizione di Terra senza mafia lascia un segnale positivo. I nomi dei vincitori raccontano l’impegno di tanti studenti, ma anche il lavoro delle scuole e degli educatori che li hanno accompagnati
Il tema “La mafia intorno a noi” ha dato spazio a riflessioni attuali e necessarie. Perché la legalità non si costruisce soltanto con le grandi parole, ma con scelte quotidiane, studio, memoria e coraggio
Il concorso promosso dall’Opera di religione “Monsignor Gioacchino Di Leo” continua quindi a essere un presidio educativo importante. Un modo concreto per ricordare che una terra senza mafia si costruisce partendo dai giovani, dalla scuola e dalla responsabilità di ciascuno
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