Maturità 2026, al via la prima prova scritta
Marsala – La Maturità 2026 è iniziata oggi per oltre 527mila studenti italiani, chiamati ad affrontare la prima prova scritta dell’Esame di Stato.
Alle 8.30 il Ministero dell’Istruzione ha rilasciato agli istituti la chiave digitale per aprire il plico telematico con le tracce della prova di italiano.
Per migliaia di ragazze e ragazzi si tratta di uno dei momenti più intensi del percorso scolastico.
Un passaggio fatto di emozione, attesa, tensione, ricordi e consapevolezza.
La prima prova è comune a tutti gli indirizzi di studio.
Gli studenti hanno a disposizione sei ore e possono scegliere tra sette tracce divise in tre tipologie: analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità.
Maturità 2026, le sette tracce proposte
La Maturità 2026 propone due tracce di Tipologia A, dedicate all’analisi del testo.
Per la poesia è stato scelto Cesare Pavese, con “Passerò per Piazza di Spagna”, tratta dalla raccolta “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”.
Il testo richiama il tema dell’amore non ricambiato per l’attrice statunitense Constance Dowling.
Per la prosa, invece, è stato proposto un brano tratto da “I piaceri” di Vitaliano Brancati.
L’opera è un diario nel quale lo scrittore raccoglie meditazioni, fantasie, nostalgie e ricordi legati anche a esperienze dolorose.
Agli studenti viene chiesto di comprendere, analizzare e commentare i testi.
Saragat, Bianucci e Furedi per il testo argomentativo
La Tipologia B, dedicata al testo argomentativo, comprende tre tracce.
La prima riguarda l’Assemblea Costituente e parte da un brano tratto dal discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat, pronunciato il 26 giugno 1946.
La seconda traccia propone un testo del giornalista e scrittore Piero Bianucci, tratto da “Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire”.
Il brano affronta il tema della scrittura, della comunicazione scientifica, delle fonti e dell’etica professionale di chi scrive.
La terza traccia prende spunto da Frank Furedi e dal libro “I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere”.
Il tema invita a riflettere sul significato dei confini e delle frontiere nella società globalizzata.
Attualità, meraviglia e fatica nelle tracce
La Tipologia C propone due temi di attualità.
Una traccia ruota attorno al concetto di incanto e prende spunto dall’articolo “Funziona a meraviglia” della giornalista Wenke Husmann, pubblicato sulla rivista Internazionale nel gennaio 2026.
Agli studenti viene chiesto di riflettere sulla capacità umana di provare meraviglia davanti ai fenomeni della natura e della conoscenza.
L’altra traccia parte da un brano tratto dal libro “Alzarsi all’alba” di Mario Calabresi.
Il testo racconta storie di persone che affrontano la fatica come parte essenziale dell’esistenza.
Le tracce, nel loro insieme, mettono al centro letteratura, Costituzione, scienza, confini, stupore e impegno.
Documento, penne e dizionario: cosa serve agli studenti
Per sostenere la prima prova è necessario presentarsi con un documento d’identità.
Servono anche penne e dizionario di lingua italiana.
I fogli protocollo timbrati vengono invece forniti dalla scuola.
Restano vietati smartphone, smartwatch, tablet e auricolari.
Chi viola queste regole rischia l’esclusione dall’esame.
La seconda prova scritta è prevista venerdì 19 giugno, sempre dalle 8.30.
Le discipline cambiano in base all’indirizzo: Latino al Classico, Matematica allo Scientifico e Lingua straniera 1 al Linguistico.
Dalla prossima settimana prenderanno poi il via gli orali, secondo i calendari stabiliti dalle singole commissioni.
L’emozione della notte prima degli esami
La prima prova porta con sé un’atmosfera particolare.
Molti studenti sono arrivati a scuola con il vocabolario tra le braccia, lo zaino in spalla e un misto di allegria e preoccupazione.
Per tanti, la notte precedente è stata accompagnata da un rituale ormai generazionale: cantare “Notte prima degli esami”.
La Maturità è così.
Unisce studio, paura, amicizia, memoria e speranza.
Per alcuni lo scoglio più grande arriverà con la seconda prova.
Per tutti, però, l’ingresso in aula segna il passaggio simbolico da una stagione della vita a un’altra.
Tra pochi giorni, quella che oggi è ancora “la scuola” diventerà per molti “l’ex scuola”.
Il saluto di Salvatore Quinci agli studenti
In occasione dell’avvio degli Esami di Stato, il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, ha rivolto un messaggio alle studentesse e agli studenti del territorio.
Quinci ha parlato della Maturità come di un’emozione destinata a restare nella memoria.
Secondo il presidente, questi giorni saranno “densi d’emozione” e accompagneranno i ragazzi nel loro percorso di vita.
Emozioni che, con il tempo, diventeranno nostalgia.
Il ricordo dell’esame, dei compagni, degli amici e delle giornate vissute insieme resterà come un segno forte.
Per Quinci, la Maturità non è soltanto una prova didattica.
È una prova che segna l’esistenza.
Futuro, la parola da difendere
Nel suo messaggio, Salvatore Quinci invita gli studenti a guardare al futuro.
Il presidente riconosce anche le difficoltà del tempo presente.
Parla di un mondo spesso chiuso, segnato da conflitti, forza e regressione culturale.
Tuttavia, ricorda ai ragazzi che non sono battuti.
Hanno dalla loro parte una parola “magica e concreta”: futuro.
Con lo studio, le competenze e il protagonismo, le nuove generazioni possono aprire un varco.
Possono diventare una classe dirigente migliore di quella attuale.
Il messaggio è chiaro: la Maturità non chiude un percorso, ma apre una responsabilità nuova.
Scuole sicure e servizi moderni
Quinci richiama anche il ruolo del Libero Consorzio Comunale di Trapani.
Dal suo insediamento, afferma, ha cercato di costruire un canale diretto con studenti, professori e dirigenti scolastici.
L’obiettivo è consegnare scuole sicure e servizi moderni e integrati.
Secondo il presidente, le scuole devono essere strumenti di crescita e progresso.
Non devono diventare occasione di legittime critiche per ciò che manca e che dovrebbe esserci.
Per questo, il Libero Consorzio intende vincere la sfida della qualità degli edifici e dei servizi scolastici.
Ma, aggiunge Quinci, serve anche il contributo degli studenti.
Le politiche scolastiche e giovanili non possono essere efficaci senza le loro idee e conoscenze.
Il messaggio del CNDDU ai maturandi
Anche il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, presieduto dal professor Romano Pesavento, ha rivolto un messaggio ai maturandi.
Il CNDDU sottolinea che l’Esame di Stato non rappresenta soltanto la conclusione di un ciclo di studi.
È anche un’occasione per riconoscere il cammino di crescita compiuto negli anni della scuola.
In quel percorso, ogni studente ha costruito competenze disciplinari, ma anche identità culturale, etica e relazionale.
La Maturità, quindi, non coincide con la semplice dimostrazione di quanto si ricorda.
Misura anche la capacità di attribuire significato alle conoscenze e di affrontare la complessità.
Scuola, spirito critico e diritti umani
Il CNDDU richiama il valore della scuola in un tempo segnato da trasformazioni profonde.
Oggi l’accesso alle informazioni è immediato.
Tuttavia, diventa sempre più difficile distinguere ciò che è fondato da ciò che è soltanto apparente.
Per questo la scuola ha un compito decisivo.
Deve educare persone capaci di interpretare criticamente la realtà, esercitare il dubbio, dialogare con idee diverse e riconoscere nella dignità della persona il fondamento della convivenza democratica.
In questa visione, la cultura diventa strumento di libertà.
Il sapere non è un accumulo di nozioni, ma un processo continuo che aiuta a comprendere meglio sé stessi e gli altri.
Per approfondire il quadro generale sugli Esami di Stato è possibile consultare il sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Nessun voto definisce una persona
Uno dei passaggi più importanti del messaggio del CNDDU riguarda il valore umano degli studenti.
Nessun esame può racchiudere il valore di una persona.
Nessuna prova può misurare integralmente il patrimonio di esperienze, sensibilità, intuizioni e capacità maturato nel tempo.
Una prova può certificare un livello di preparazione.
Non può definire il potenziale umano di chi la sostiene.
Per questo, il Coordinamento invita i maturandi ad affrontare ogni prova con serenità e fiducia.
Il risultato finale non deve essere vissuto come un giudizio assoluto sul proprio futuro.
L’errore come parte dell’apprendimento
Il CNDDU ricorda anche il valore dell’errore.
Quando viene riconosciuto e compreso, l’errore non rappresenta una sconfitta.
È una delle forme più autentiche dell’apprendimento.
Allo stesso modo, il successo acquista significato solo se vissuto con umiltà.
Il diploma non chiude il cammino di crescita.
La cultura continua dopo l’esame, nella vita, nelle scelte personali, nello studio, nel lavoro e nella partecipazione civile.
La vera maturità comincia quando il sapere si trasforma in coscienza critica.
Comincia quando la libertà diventa responsabilità.
Un grazie a scuola, famiglie e personale
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge anche un ringraziamento a dirigenti scolastici, docenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario e famiglie.
Sono loro ad accompagnare ogni giorno il percorso educativo dei giovani.
Educare significa costruire comunità.
Significa trasmettere fiducia, coltivare rispetto reciproco e offrire strumenti per diventare cittadini consapevoli, responsabili e solidali.
La Maturità è quindi anche il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni studente ci sono insegnanti, famiglie, compagni, personale scolastico e comunità educante.
La Maturità come punto di partenza
Gli Esami di Stato rappresentano un traguardo importante.
Tuttavia, per gli studenti sono anche un punto di partenza.
Dopo la Maturità arriveranno nuove scelte: università, lavoro, formazione, viaggi, responsabilità, cambiamenti.
La prova di oggi non chiude il futuro.
Lo apre.
Per questo, i messaggi arrivati dal territorio trapanese e dal CNDDU insistono su un punto comune: fiducia.
Fiducia nelle competenze acquisite.
Fiducia nella capacità di imparare ancora.
Fiducia nel valore dei giovani come protagonisti della società.
Maturità 2026, tra tracce e futuro
La Maturità 2026 si apre con tracce che attraversano letteratura, Costituzione, comunicazione, confini, meraviglia e fatica.
Pavese e Brancati richiamano la forza della parola letteraria.
Saragat riporta al cuore della democrazia italiana.
Bianucci invita a riflettere sulla scrittura e sulla scienza.
Furedi apre il confronto sui confini.
Husmann porta gli studenti davanti alla meraviglia.
Calabresi chiede di guardare alla fatica come parte della vita.
In mezzo a questi temi ci sono loro: le studentesse e gli studenti.
Con le loro paure, i loro sogni, i loro ricordi e il loro futuro.
A tutti loro va l’augurio di affrontare questi giorni con serenità, coraggio e consapevolezza.
Perché la Maturità non è soltanto un esame.
È uno dei primi grandi appuntamenti con la propria storia.
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