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Andreana Patti, ora serve il coraggio di rompere gli schemi

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domenica 31 maggio 2026 - 13:00

Scelte di Andreana Patti, il momento del coraggio

Marsala – C’è un momento, nella vita politica di una città, in cui non basta vincere. Bisogna dimostrare perché si è vinto. Andreana Patti ha vinto le elezioni amministrative a Marsala. Ha raccolto consenso, fiducia, speranza. Ha costruito una coalizione larga, fatta di liste, partiti, movimenti, candidati, persone che si sono spese, che hanno preso voti, che hanno contribuito alla sua elezione.

Tutto questo va riconosciuto. Nessuno può far finta che le liste non contino. Nessuno può dire che i partiti, i movimenti civici e i candidati che hanno camminato per mesi, parlato con gli elettori, messo la faccia, raccolto preferenze, non abbiano diritto a essere ascoltati.

Io questo lo so bene. Ho fatto politica anche io, tanti anni fa. Sono stato candidato al Consiglio comunale. So cosa significa credere in una lista, difendere un progetto, lavorare per una coalizione, sentirsi parte di una vittoria. So cosa significa dire: “Noi abbiamo contribuito, noi ci siamo stati, noi abbiamo portato voti”. Però adesso Marsala ha bisogno di qualcosa in più.

Le scelte di Andreana Patti non siano vecchie logiche

Marsala non ha bisogno soltanto di una giunta costruita con il bilancino delle liste. Non ha bisogno di una distribuzione automatica di posti. Non ha bisogno della vecchia logica del “tocca a questo”, “spetta a quello”, “questa lista ha preso tanto”, “quest’altro è il primo dei non eletti”, “questo va premiato”, “quest’altro va compensato”.

Marsala ha bisogno di una giunta scelta per governare. E qui, secondo me, Andreana Patti deve avere il coraggio di fare una cosa nuova. Forte. Anche rischiosa, se vogliamo. Ma necessaria. Deve rompere gli schemi. Non per mancare di rispetto ai partiti. Non per umiliare le liste. Non per dimenticare chi l’ha sostenuta. Al contrario. Deve farlo proprio per proteggere quella vittoria. Deve farlo per dare valore a quella coalizione. Deve farlo per evitare che, tra qualche mese, i cittadini dicano la solita frase: “Sono cambiati i nomi, ma il metodo è sempre lo stesso”.

Perché il punto è questo: spesso i sindaci vincono con un’idea di città, ma poi si ritrovano con una giunta che non è davvero la loro. Una giunta indicata, suggerita, contrattata, incastrata dentro equilibri politici. Una giunta che magari rappresenta tutti, ma non sempre serve davvero a realizzare il progetto votato dai cittadini. E una sindaca come Andreana Patti, che ha raccontato una visione, che ha parlato di presenza, ascolto, lavoro, Consiglio comunale, città, futuro, non può partire già prigioniera delle vecchie abitudini.

Sia chiaro: se dentro le liste, tra i candidati più votati, tra i primi dei non eletti, tra chi si è speso in campagna elettorale, ci sono persone competenti, capaci, preparate, allora ben vengano. Nessuno dice che un politico non possa essere bravo. Nessuno dice che chi ha preso voti debba essere escluso a prescindere.

Ma il criterio deve essere un altro. Non deve essere: “Chi rappresenta quella lista?”. La domanda deve essere: “Chi può risolvere quel problema?”. Perché Marsala di problemi ne ha tanti. E non sono problemi da sistemare con le pacche sulle spalle.

Giunta di Andreana Patti, servono competenze vere

Penso all’agricoltura. È vero, un Comune non può risolvere tutto. Su certi temi servono la Regione Siciliana, il governo nazionale, le politiche europee, le risorse, le infrastrutture, l’acqua, i consorzi, i bandi. Però Marsala è terra agricola, vitivinicola, produttiva. E allora all’agricoltura non si può mettere una persona solo perché bisogna darle un ruolo. Serve qualcuno che conosca il settore, che sappia ascoltare gli agricoltori, che sappia parlare con gli uffici, con la Regione, con le associazioni, con chi ogni giorno lavora la terra.

Penso allo sport. Marsala, diciamolo, sportivamente è una città ferita. Abbiamo avuto tradizioni importanti. Abbiamo avuto entusiasmo, squadre, pubblico, passione. Oggi resta poco rispetto a quello che Marsala potrebbe essere. Ci sono realtà che resistono, come la pallavolo, il calcio a 5 e altre attività portate avanti con sacrificio. Però una città come Marsala non può accontentarsi di sopravvivere. Ha bisogno di impianti, programmazione, sostegno alle società, attenzione ai giovani, visione.

Penso al bilancio, che è il cuore di ogni amministrazione. Senza conti chiari, senza programmazione, senza capacità di intercettare risorse, ogni promessa resta uno slogan. Puoi avere le idee migliori del mondo, ma se non sai dove trovare i soldi, come spenderli, come rendicontarli e come difendere le priorità, non vai lontano. Penso ai lavori pubblici, alla manutenzione, alle strade, alle scuole, agli impianti, agli spazi comunali. Qui non servono passerelle. Serve gente che sappia leggere le carte, seguire i cantieri, parlare con gli uffici, controllare i tempi, pretendere risultati.

Penso ai servizi sociali, perché una città si misura anche da come tratta chi resta indietro. Anziani, famiglie fragili, disabili, minori, persone sole. Lì non basta la sensibilità. Serve competenza vera. Penso al turismo, alla cultura, agli eventi, alla promozione della città. Marsala ha storia, mare, vino, archeologia, tradizioni, Stagnone, centro storico, contrade, talenti. Però tutto questo va messo dentro una strategia. Non basta fare eventi scollegati. Serve una visione che tenga insieme identità, economia e qualità.

Penso anche ai rapporti con il Consiglio comunale. Questo sarà decisivo. Andreana Patti ha già detto che sarà presente in Consiglio, anche di notte se servirà. Bene. È un segnale importante. Però una sindaca non può fare tutto da sola. Servono assessori capaci di dialogare con i consiglieri, con la maggioranza, con l’opposizione, con gli uffici, con i cittadini.

E penso ai dipendenti comunali. Perché il Comune non è solo sindaco, assessori e consiglieri. Il Comune è anche macchina amministrativa. È fatto di persone, uffici, competenze, responsabilità, difficoltà. Se non funziona la macchina comunale, anche la migliore politica si blocca. Per questo la scelta degli assessori non può essere trattata come una pratica interna alla coalizione. È il primo vero banco di prova della nuova amministrazione.

Scelte di Andreana Patti tra liste, partiti e responsabilità

Linda Licari rappresenta il Partito Democratico. Daniele Nuccio era candidato in una lista che non ha raggiunto il 5% e quindi non sarà presente in Consiglio comunale, ma entra già nella giunta designata. Altre liste, invece, rischiano di restare senza assessori. Ed è qui che si apre il tema politico.

Secondo la vecchia logica, ogni lista che ha contribuito alla vittoria dovrebbe avere il suo spazio. Secondo la vecchia logica, la giunta si completa con un equilibrio tra sigle, voti, appartenenze e richieste.

Ma io mi chiedo: se questa logica ha prodotto spesso amministrazioni deboli, perché dobbiamo ripeterla? Perché una sindaca appena eletta dovrebbe rinunciare, già all’inizio, alla libertà di scegliere le persone più adatte alla sua idea di città? Perché Marsala deve continuare a pensare che un assessorato sia un premio e non una responsabilità?

Io non sto dicendo che Andreana Patti debba ignorare la sua maggioranza. Sarebbe un errore. La politica è dialogo, equilibrio, rispetto, squadra. Però la squadra la deve guidare lei. La responsabilità finale sarà sua. Se le cose andranno bene, il merito sarà suo e della sua amministrazione. Se andranno male, i cittadini non se la prenderanno con la lista A, la lista B o il partito C. Se la prenderanno con la sindaca.

Allora è giusto che la sindaca scelga persone di cui si fida. Persone che conoscono i problemi. Persone che hanno competenza. Persone che non occupano una sedia, ma si prendono una responsabilità.

Consiglio comunale, maggioranza e opposizione

Questo vale anche per la Presidenza del Consiglio comunale. Anche lì serve una scelta forte. Il Consiglio comunale non deve essere visto come un luogo secondario. Non deve essere il teatro delle guerre interne, dei rinvii, delle sedute infinite, delle contrapposizioni inutili. Deve diventare un luogo centrale, serio, autorevole. Un luogo dove maggioranza e opposizione si confrontano, anche duramente, ma sui contenuti.

L’opposizione va rispettata. Sempre. Perché rappresenta una parte della città. E una maggioranza forte non ha paura dell’opposizione. La ascolta, la sfida, la supera con le idee e con i fatti. Se Andreana Patti vuole davvero cambiare passo, deve costruire un rapporto nuovo tra sindaca, giunta e Consiglio comunale. Non un rapporto di comando. Non un rapporto di fastidio. Ma un rapporto politico vero. La città ha bisogno di vedere subito un metodo diverso.

Il primo anno sarà decisivo per Marsala

Tra meno di un anno, probabilmente, entreremo già dentro un’altra stagione elettorale, quella regionale. Poi arriveranno le politiche nazionali, se non ci saranno anticipi. E lo sappiamo tutti: quando ripartono le campagne elettorali, spesso la politica locale torna a muoversi per posizionamenti, candidature, appartenenze, promesse, alleanze future.

Per questo il primo anno sarà fondamentale. Anzi, il primo anno e mezzo sarà decisivo. Se Andreana Patti e la sua giunta partiranno bene, se dimostreranno serietà, competenza e risultati, ne guadagnerà Marsala. Ma ne guadagnerà anche la maggioranza. Perché una maggioranza che governa bene non deve avere paura del futuro. Può presentarsi tra cinque anni con una storia da raccontare, non con una scusa da spiegare.

E magari, per la prima volta dopo tanto tempo, Marsala potrebbe persino immaginare una continuità amministrativa vera. Non l’ennesimo ricominciare da capo. Non l’ennesima stagione bruciata. Non l’ennesima delusione.

Dieci anni di amministrazione si costruiscono nei primi mesi. Si costruiscono con le scelte giuste. Si costruiscono anche dicendo qualche no. Perché governare significa anche scontentare qualcuno oggi per fare il bene della città domani.

Scelte di Andreana Patti, ascoltare tutti ma scegliere bene

E allora il mio appello ad Andreana Patti è semplice. Ascolti tutti, ma scelga lei. Rispetti le liste, ma non ne diventi prigioniera. Valorizzi i partiti, ma non permetta che siano i partiti a scrivere da soli la giunta. Premi chi merita, ma non trasformi gli assessorati in medaglie da distribuire. Cerchi competenza, coraggio, autonomia, visione.

Marsala non può più permettersi assessori messi lì solo per rappresentanza. Non può più permettersi deleghe affidate a chi deve imparare tutto da zero. Non può più permettersi una giunta nata per non scontentare nessuno e incapace poi di accontentare la città.

Il tempo delle vecchie logiche deve finire. Non perché la politica sia inutile. Al contrario. La politica è nobile quando sceglie il bene comune. La politica è forte quando mette le persone giuste al posto giusto. La politica è credibile quando rinuncia a un piccolo vantaggio immediato per costruire un risultato più grande.

Andreana Patti oggi ha un’occasione enorme. Può fare la sindaca che amministra secondo il copione già visto. Oppure può fare la sindaca che apre una stagione nuova. Io spero nella seconda.

Perché Marsala ha bisogno di coraggio. Ha bisogno di competenza. Ha bisogno di una giunta scelta per lavorare, non per equilibrare. Ha bisogno di un Consiglio comunale centrale, serio, rispettato. Ha bisogno di una maggioranza che capisca una cosa semplice: se la città cresce, cresce anche chi l’ha governata. E allora sì, rompere gli schemi non è una provocazione. È forse l’unico modo per cominciare davvero.

Enzo Amato Màs


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