Bando produzione integrata Sicilia
Marsala – Il bando della produzione integrata in Sicilia finisce al centro di una forte polemica sollevata dall’associazione “I Guardiani del Territorio”, che denuncia una gestione ritenuta “costruita a tavolino” e dannosa per gli agricoltori.
Secondo quanto riportato nel comunicato , la misura SRA 01 – ACA 1 “Produzione integrata” non sarebbe il risultato di un errore o di una svista tecnica, ma di una precisa scelta politica.
Risorse insufficienti e settore in difficoltà
L’associazione evidenzia come i dati relativi alle superfici agricole, alle adesioni e ai fabbisogni delle aziende siano noti da tempo. Proprio per questo, la pubblicazione di un bando con risorse insufficienti viene interpretata come una decisione consapevole.
Il risultato, secondo il direttivo, è stato immediato:
- migliaia di domande presentate
- fondi esauriti in tempi rapidi
- numerosi agricoltori esclusi
- proteste diffuse nel settore
Una dinamica che avrebbe generato tensione e malcontento tra gli operatori agricoli.
“Prima il problema, poi la soluzione”
Nel comunicato si sottolinea anche un secondo aspetto. Dopo le proteste, infatti, sarebbero state reintegrate risorse già disponibili, trattandosi di fondi comunitari legati al Piano Strategico della PAC.
Secondo l’associazione, si tratterebbe di una strategia precisa: creare il problema per poi presentarsi come soluzione.
Un meccanismo definito come una “rappresentazione costruita”, in cui gli agricoltori diventerebbero strumenti di consenso politico.
Critiche anche sui ristori per la siccità
La polemica si estende anche ad altri interventi regionali. In particolare, viene citata la misura 23 del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2022, relativa ai danni da siccità del 2024.
In questo caso, i ristori sarebbero stati riconosciuti solo ad alcune colture:
- agrumi
- olivo
- pistacchio
- mandorlo
Resterebbe invece esclusa la viticoltura, settore strategico soprattutto per la Sicilia occidentale e per il territorio di Marsala.
Una scelta definita “grave” e “inspiegabile”, che avrebbe penalizzato un’intera filiera.
La richiesta: più programmazione e rispetto
L’associazione chiede un cambio di rotta. In particolare, viene invocata una gestione più seria e trasparente delle politiche agricole.
Tra le richieste principali:
- evitare bandi sottofinanziati
- stop a interventi tardivi
- eliminare disparità tra colture
- garantire rispetto per il lavoro degli agricoltori
Un appello chiaro, che punta a riportare al centro la programmazione e non la gestione emergenziale.
Una posizione netta che riflette il disagio crescente nel comparto agricolo e che apre un confronto importante sul futuro delle politiche regionali.
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