Bando produzione integrata, gli agricoltori trapanesi: “Sceneggiata costruita a tavolino”

redazione

Bando produzione integrata, gli agricoltori trapanesi: “Sceneggiata costruita a tavolino”

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mercoledì 22 Aprile 2026 - 14:06

Non usano mezzi termini i rappresentanti dell’associazione “I Guardiani del Territorio“, che puntano il dito contro la gestione del bando 2025 SRA 01–ACA 1 sulla “Produzione integrata”, definendolo il frutto di una strategia politica precisa e non di un errore amministrativo. Secondo il direttivo, quanto accaduto non sarebbe riconducibile a una svista o a problemi tecnici, bensì a una scelta consapevole: la pubblicazione di un bando con risorse ampiamente insufficienti rispetto al fabbisogno reale del settore agricolo. “I dati sulle superfici, sulle adesioni e sulle necessità delle aziende – spiegano – sono noti da anni. Tutto era prevedibile”.

L’accusa degli agricoltori trapanesi

Da qui, l’accusa: si sarebbe creato volutamente un “imbuto” per mettere in competizione migliaia di agricoltori, generando inevitabilmente esclusioni e malcontento. “Il risultato – sottolineano – era scontato: fondi esauriti in tempi rapidissimi, domande respinte e proteste diffuse”. Ma, secondo l’associazione, il punto più critico arriverebbe dopo. “Si lascia crescere la rabbia, si alimenta la tensione e poi si interviene accogliendo le richieste, reintroducendo risorse che in realtà erano già disponibili, trattandosi di fondi comunitari del Piano Strategico della PAC”. Un meccanismo che viene definito senza mezzi termini: “Si crea il problema per vendere la soluzione”.

Le critiche al bando regionale

Una dinamica che i Guardiani del Territorio giudicano “inaccettabile”, parlando apertamente di propaganda e non di programmazione. “Gli agricoltori vengono utilizzati come comparse in una rappresentazione costruita a tavolino per generare consenso politico”, affermano. Le critiche si estendono anche ad altre scelte ritenute “ancora più gravi”. Nel mirino finisce la gestione della Misura 23 del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2022, relativa agli aiuti per le calamità naturali del 2024, in particolare per i danni da siccità. In questo caso, denunciano, i ristori sarebbero stati destinati esclusivamente a quattro colture – agrumi, olivo, pistacchio e mandorlo – escludendo completamente la viticoltura. “Zero euro – evidenziano – per un’intera filiera strategica, soprattutto per la Sicilia occidentale e per realtà come Marsala”.

“Responsabilità politica”

Una scelta che l’associazione definisce “... non una dimenticanza, ma una precisa responsabilità politica”, con conseguenze pesanti per un comparto considerato centrale per l’economia del territorio. Il direttivo conclude con un appello netto: “Se davvero si vuole sostenere l’agricoltura, servono atti concreti, non operazioni di facciata. Basta bandi sottofinanziati per provocare proteste, basta interventi tardivi spacciati per conquiste e basta discriminazioni tra colture”. La richiesta è quella di una programmazione “seria, trasparente e rispettosa del lavoro di tutti gli agricoltori”. Perché, avvertono, “il resto è solo teatro. E gli agricoltori non sono più disposti a fare da pubblico”.

(foto di repertorio)

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