Erano noti già nel giugno 2023 i ritardi nei referti istologici nelle strutture sanitarie dell’Asp di Trapani: un anno prima – dunque – rispetto alla denuncia della professoressa Maria Cristina Gallo, morta lo scorso ottobre, dopo aver atteso otto mesi per avere gli esiti degli esami istologici effettuati e che certificavano un tumore in stato avanzato. Nell’inchiesta condotta dal Tribunale di Trapani sono otto i medici indagati, tra cui Domenico Messina, direttore dell’unità complessa di anatomia patologica adesso in pensione. Proprio Messina avrebbe fatto presente i ritardi dei referti istologici in una riunione risalente nel giugno 2023 e il successivo ottobre dello stesso anno. A Castelvetrano, a fronte di 3500 richieste di campionamento, c’erano soltanto un dirigente medico operativo e due assenti per motivi personali; a Trapani, 5000 richieste e soltanto quattro medici. Una carenza di organico non risolta nemmeno bandendo concorsi e che, dunque, ingolfava il sistema, generando gravissimi disagi alla comunità trapanese. I periti incaricati dal Tribunale di Trapani hanno documentato accorgimenti non risolutivi da parte dell’Asp e che, dunque, non poteva non essere conosciuta dai vertici aziendali.
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