Beni confiscati a Marsala
Marsala – Un appello forte e diretto alle istituzioni per sbloccare la situazione dei beni confiscati a Marsala. È quanto emerge dalla lettera aperta firmata dai volontari e cittadini impegnati nella promozione della legalità, che denunciano il fermo del centro socio-educativo “I Giusti di Sicilia”.
beni confiscati a Marsala, la lettera alle istituzioni
Il documento è indirizzato alle più alte cariche dello Stato: dal Presidente della Repubblica al Governo, fino al Ministero dell’Interno, all’Agenzia nazionale per i beni confiscati, al Prefetto di Trapani e al sindaco di Marsala.
Al centro della richiesta c’è la riapertura immediata della struttura situata in Piazza della Vittoria, intitolata al prefetto Fulvio Sodano, simbolo della lotta alla mafia.
Il valore simbolico del centro
Secondo i firmatari, il bene confiscato rappresenta molto più di un immobile.
È un presidio di legalità, nato anche grazie alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante la cerimonia di intitolazione. Un momento che aveva segnato un impegno concreto dello Stato verso la città.
La destinazione sociale dell’immobile ha avuto anche un impatto amministrativo rilevante. Infatti, ha contribuito a ottenere finanziamenti europei per la riqualificazione della zona.
beni confiscati a Marsala e la rigenerazione urbana
Il progetto ha portato al recupero funzionale di Piazza della Vittoria, con un investimento complessivo di 820 mila euro.
Di questi:
- 620 mila euro provenienti da fondi PO FESR 2014/2020
- 200 mila euro come compartecipazione comunale
Questo intervento ha trasformato quella che era conosciuta come una “piazza di spaccio” in una vera piazza della legalità, dimostrando l’efficacia del riutilizzo sociale dei beni confiscati.
Sei mesi di chiusura e nessuna risposta
Nonostante il valore del progetto, il centro è oggi chiuso da oltre sei mesi.
La sospensione delle attività, inizialmente temporanea per problemi strutturali degli edifici vicini, si è trasformata in uno stallo senza soluzioni.
“Il silenzio istituzionale sta trasformando un simbolo di legalità in un monumento allo spreco”, denunciano i firmatari.
Beni confiscati a Marsala, l’appello finale
La lettera sottolinea come lasciare inutilizzato un bene confiscato rappresenti una sconfitta per lo Stato.
Viene richiamato anche il sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della lotta alla mafia, evidenziando come la legalità debba tradursi in azioni concrete.
Nel centro si svolgevano numerose attività:
- rassegne culturali come “Ricordando Paolo Borsellino”
- concorsi sulla legalità
- incontri con studenti e cittadini
- collaborazioni istituzionali e formazione contro le dipendenze
Ora si chiede un intervento immediato per restituire alla comunità un luogo di crescita e speranza.
L’appello è sottoscritto dal CdA dell’Opera Mons. Gioacchino Di Leo ODV insieme a Don Francesco Fiorino, che chiedono un segnale concreto e tempestivo da parte delle istituzioni.
Una vicenda che riaccende il dibattito sul ruolo e sull’efficacia della gestione dei beni confiscati nel territorio.
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