“Basta retorica, non se ne vanno solo i ‘migliori’, restare a Marsala non è scelta di serie B”

redazione

“Basta retorica, non se ne vanno solo i ‘migliori’, restare a Marsala non è scelta di serie B”

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martedì 21 Aprile 2026 - 08:13

Nel pieno della campagna elettorale a Marsala, arriva la riflessione di Gaia Cammareri, che rompe uno dei luoghi comuni più ricorrenti di queste settimane: quello dei “migliori” costretti ad andare via. Una lettera che diventa appello diretto alla politica, affinché abbandoni slogan vuoti e riconosca dignità e valore anche a chi sceglie di restare e costruire il proprio futuro nella propria terra.

Siamo entrati ufficialmente nel vivo della campagna elettorale, buona parte dei marsalesi ha seguito con curiosità le proposte dei vari candidati sindaco ed, in buona parte, anche dei candidati consiglieri. I social aiutano a sentire, a leggere, a ricordare volti e nomi, a rimpallare locandine, “santine” e discorsi. E’ proprio a proposito dei discorsi tenuti alle inaugurazioni delle campagne elettorali dei candidati sindaco che nasce una riflessione. E’ risaputo, ed ufficialmente rilevato, che Marsala si sta svuotando della presenza giovanile, molti giovani, infatti, terminato il percorso di studi alle scuole superiori partono per frequentare l’università o per lavorare e, spesso, non tornano. Da qui la frase ripetuta più volte in queste due giornate: “I nostri figli migliori se ne vanno” oppure “Le teste migliori cercano futuro altrove”.

Da qui mi sento in dovere di fare un appello ai vari candidati, non ci sono figli di serie A o di serie B, ci sono ragazzi che fanno scelte spesso condizionate dalla mancanza di offerte del territorio ma nessuno ha il diritto di potere dire che chi va è migliore di chi resta. C’è chi cerca di realizzare un sogno, c’è chi va via per cercare di risolvere prima la possibilità di avere un contratto a tempo indeterminato e c’è chi invece sceglie di non staccarsi dal proprio territorio cercando non solo di realizzare i propri sogni ma offrendo il proprio servizio a favore della città in modo gratuito e disinteressato.

Dietro i banchi del nostro liceo scientifico, luogo in cui ho iniziato a sognare, durante le ore di italiano e latino ho scelto di realizzare un sogno che oggi ha portato ad essere anche io dietro una cattedra con il sogno non solo di un contratto ma soprattutto di educare coloro che crescono qui ed, oltre le scelte professionali, di offrire un’opportunità di crescita diversa ai figli di questa terra attraverso la proposta scout come capo educatore e testimone di scelte di servizio, di fede e politica. Ed è proprio a questa politica, che oggi mette in campo candidati consiglieri, miei coetanei, sognatori come me di una città migliore, che chiedo di non continuare a propinarci frasi trite e ritrite ma di formulare proposte concrete per aiutare il nostro territorio e tutti noi che abbiamo privilegiato l’attaccamento alle nostre radici: ci hanno, già, rubato amicizie sfumate dalla lontananza, non rubateci anche la dignità.

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