Escluso per presunto deficit di forza muscolare: il Consiglio di Stato riabilita poliziotto ericino

redazione

Escluso per presunto deficit di forza muscolare: il Consiglio di Stato riabilita poliziotto ericino

Condividi su:

martedì 21 Aprile 2026 - 14:00

Si chiude definitivamente una vicenda giudiziaria che ha visto protagonista un giovane di Erice, escluso da un concorso per Allievo Agente della Polizia di Stato a causa di un presunto “deficit della forza muscolare”. Con la sentenza del 21 aprile 2026, il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del Ministero dell’Interno, confermando quanto già stabilito in primo grado e mettendo la parola fine a un contenzioso durato anni. Tutto era iniziato con il provvedimento di non idoneità emesso in sede concorsuale. Il candidato, tuttavia, non si era arreso e aveva deciso di sottoporsi a ulteriori accertamenti presso il Presidio Ospedaliero “S. Antonio Abate” dell’Asp di Trapani. Qui, attraverso l’handgrip test, era emerso come la forza muscolare rientrasse nei parametri previsti dal bando per entrambe le mani.

Forte di questi elementi, e assistito dagli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, il giovane aveva presentato ricorso al TAR del Lazio. Il tribunale amministrativo, ritenendo fondati i dubbi sollevati, aveva disposto una verificazione tecnica affidata alla Commissione sanitaria d’appello dell’Aeronautica Militare. Anche questo accertamento aveva escluso la presenza di un deficit, ribaltando di fatto l’esito iniziale. Sulla base di tali risultanze, il TAR aveva prima ammesso con riserva il candidato alle successive prove e poi, con sentenza del novembre 2024, annullato definitivamente il giudizio di non idoneità. Il Ministero dell’Interno aveva però impugnato la decisione, sostenendo che i requisiti dovessero essere valutati esclusivamente durante il concorso.

Una tesi che non ha convinto il Consiglio di Stato. I giudici di secondo grado hanno infatti ribadito che la misurazione della forza muscolare non può essere considerata una valutazione opinabile, ma un accertamento tecnico basato su dati oggettivi. Inoltre, hanno sottolineato come la tutela giurisdizionale debba essere piena ed effettiva, imponendo al giudice di approfondire quando vengano presentate prove concrete sull’inattendibilità di un esame. Già in fase cautelare il giovane era stato ammesso con riserva al corso di formazione, e ora, con la sentenza definitiva, potrà proseguire il proprio percorso nella Polizia di Stato a pieno titolo, chiudendo una battaglia legale che assume anche un valore simbolico per tutti i candidati che si trovano a contestare valutazioni ritenute ingiuste.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta