Sequestro hashish a Trapani
Trapani – Continua l’attività di contrasto al traffico di stupefacenti condotta dalla Polizia di Stato, anche attraverso il costante pattugliamento delle zone costiere considerate di interesse. Nei giorni scorsi, proprio durante questi controlli, gli investigatori hanno recuperato sul litorale un ingente quantitativo di droga.
Secondo quanto riferito, personale della Squadra Mobile, su segnalazione dei poliziotti della DIGOS, ha proceduto al sequestro di oltre 47 chili di hashish. Il rinvenimento è avvenuto sull’arenile trapanese, in località Nubia, dove la borsa contenente lo stupefacente è finita in spiaggia, con ogni probabilità dopo essere rimasta in acqua per alcuni giorni.
Sequestro hashish a Trapani: cosa è stato trovato
Lo stupefacente era suddiviso in 360 panetti di piccola grammatura. I panetti si trovavano all’interno di una borsa in tela di plastica, a sua volta protetta con più strati di lana di vetro. Gli investigatori ritengono che questo rivestimento potesse servire, verosimilmente, a proteggere il contenuto dall’acqua marina.
La borsa è stata rinvenuta a Nubia e, sempre secondo l’ipotesi riportata, potrebbe essere stata trascinata sulla spiaggia dalle mareggiate dei giorni scorsi. Un particolare che, per gli inquirenti, aiuta a contestualizzare il ritrovamento e a spiegare come il carico sia arrivato fino all’arenile.
Le ipotesi degli investigatori sul carico finito in mare
Sulla provenienza della borsa e sulla dinamica che ha portato il carico in spiaggia, gli investigatori mantengono aperti diversi scenari. Le ipotesi al vaglio restano più d’una e puntano a chiarire se si tratti di un tentativo di disfarsi della droga o di un occultamento temporaneo.
Una prima ipotesi è che la borsa contenente l’hashish sia stata gettata in mare da un peschereccio, magari in occasione di un controllo in acqua. Un’altra possibilità, però, non viene esclusa: la borsa potrebbe essere stata agganciata a una boa dagli stessi trafficanti, al momento ignoti, con l’obiettivo di occultarla e recuperarla successivamente.
In entrambi i casi, l’attenzione degli investigatori resta concentrata sulla ricostruzione della filiera e sulle circostanze che hanno reso possibile il recupero del carico a riva. Le verifiche proseguono per dare un quadro preciso e completo dell’accaduto.
Pattugliamenti costieri e contrasto agli stupefacenti
Il sequestro si inserisce nel solco di un’attività definita “incessante”, portata avanti dalla Polizia di Stato anche con il pattugliamento delle aree costiere. Un lavoro che, secondo quanto comunicato, mira a intercettare e bloccare movimenti e depositi di droga lungo tratti di litorale ritenuti sensibili.
In questo caso, la segnalazione partita dalla DIGOS e l’intervento della Squadra Mobile hanno permesso di evitare che lo stupefacente potesse finire nuovamente nella disponibilità di chi lo aveva predisposto o occultato. Il ritrovamento a Nubia, inoltre, conferma come il mare e le condizioni meteo possano diventare un fattore decisivo nel far emergere traffici e tentativi di nascondere carichi di droga.
Il bilancio dei sequestri tra Trapani e Agrigento
Il quantitativo recuperato a Nubia, pari a oltre 47 chili, si aggiunge a un dato più ampio riportato nel comunicato: nel decorso anno, la Polizia di Stato trapanese ha sequestrato oltre 1000 chili di hashish tra questa provincia e quella agrigentina.
Un numero che restituisce la dimensione dell’attività di contrasto e che, allo stesso tempo, evidenzia la pressione costante esercitata dagli investigatori sul fenomeno. Anche il sequestro di Nubia si colloca dentro questa cornice e rappresenta un ulteriore recupero di stupefacente sottratto al traffico.
Per approfondire, si rimanda ai canali ufficiali della Polizia di Stato e alle comunicazioni della Questura di Trapani.
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