Carcere Trapani, Uil: “Il reparto Mediterraneo va ristrutturato”. Riflettori sul sovraffollamento

redazione

Carcere Trapani, Uil: “Il reparto Mediterraneo va ristrutturato”. Riflettori sul sovraffollamento

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domenica 08 Novembre 2026 - 08:03

Nuova visita della UIL FP Polizia Penitenziaria al carcere Pietro Cerulli di Trapani. Lunedì 9 novembre, alle 9.30, una delegazione sindacale entrerà nell’istituto per documentare le condizioni del reparto Mediterraneo, già da tempo al centro delle segnalazioni del sindacato e ulteriormente peggiorate dopo la rivolta dello scorso 30 ottobre. “La visita – dichiara Gioacchino Veneziano, componente dell’Esecutivo nazionale UIL FP Polizia Penitenziaria, insieme ai delegati Andrea Roccia, Dario Duran ed Enrico Reale – sarà propedeutica per dimostrare ancora una volta la necessità di ristrutturare in toto il reparto Mediterraneo”. Al termine del sopralluogo sarà trasmessa una relazione, corredata da fotografie, al ministro della Giustizia Carlo Nordio, al sottosegretario Andrea Delmastro delle Vedove (da verificare la delega del sottosegretario Balboni citato nella nota), al capo del Dap De Michele, al procuratore Paci, ai magistrati di Sorveglianza e al provveditore regionale Veneziano. L’obiettivo è portare nuovamente all’attenzione dei vertici istituzionali le condizioni in cui è costretto a lavorare il personale di Polizia Penitenziaria. “Paleseremo per l’ennesima volta il quadro completo di come il personale è costretto a lavorare nel padiglione Mediterraneo, sia in termini di salubrità e igiene, sia per la decadente condizione strutturale, già ampiamente segnalata ai vertici del Dap e del Ministero, oggi peggiorata per effetto della pesante rivolta del 30 ottobre scorso”, afferma Veneziano. Tra le richieste anche il ripristino del reparto isolamento.

L’allarme sugli organici e i quasi 600 detenuti

L’altra questione al centro dell’iniziativa riguarda la carenza di personale. Secondo il sindacato, i numeri ufficiali della dotazione organica non restituiscono la reale disponibilità di agenti all’interno dell’istituto trapanese. “Il Dap insiste e persiste a fotografare una realtà numerica non reale. Ventitré unità risultano nella dotazione del Pietro Cerulli, ma di fatto lavorano nei servizi di scorta alle autorità e al nucleo investigativo”. Una situazione che, secondo Veneziano, lascia mediamente 75 poliziotti penitenziari a operare nell’arco delle 24 ore a contatto con quasi 600 detenuti, di cui 70 appartenenti al circuito dell’Alta sicurezza. “Sono loro che eroicamente garantiscono ordine, sicurezza, disciplina e trattamento“, conclude il rappresentante sindacale, sottolineando le difficoltà quotidiane di chi lavora all’interno della struttura.

Carceri italiane, affollamento al 142,7%

La situazione di Trapani si inserisce in un quadro nazionale segnato da un sovraffollamento sempre più pesante. A ottobre 2026, secondo il report mensile di Ottorighe, elaborato sulla base dei dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e delle schede di trasparenza del Ministero della Giustizia, nelle carceri italiane erano presenti 66.285 detenuti: 2.786 in più rispetto al 31 dicembre 2025, con un incremento del 4,4%. Nello stesso periodo i posti regolamentari sono passati appena da 51.277 a 51.283, con un aumento di sole sei unità. Ma il dato più significativo riguarda la capienza effettivamente disponibile: sottraendo i 4.824 posti che il Ministero dichiara non utilizzabili, i posti realmente agibili scendono a 46.459. Il tasso di affollamento reale raggiunge così il 142,7%, contro il 129,3% calcolato sulla capienza regolamentare. Sono 161 gli istituti penitenziari italiani, su un totale di 189, che ospitano più detenuti rispetto ai posti realmente disponibili. Complessivamente, 62.628 persone, pari al 94,5% della popolazione carceraria, vivono in strutture sovraffollate. Un dato che, rispetto a settembre, registra una diminuzione di 148 unità, nonostante l’aumento di 222 detenuti: si tratta del primo calo da giugno, mese dal quale Ottorighe ha iniziato a misurare la capienza effettiva.

I posti annunciati da Nordio e quelli realmente disponibili

Il 29 ottobre, al Salone della Giustizia, il ministro Carlo Nordio ha annunciato la creazione di 600 posti detentivi “in questi giorni” e di circa mille entro il primo trimestre del 2027. Tra gli interventi citati figurano 250 posti a Livorno, 200 tra Vibo Valentia e Reggio Calabria, 200 tra Alba e Alessandria e altri 400 a San Vito al Tagliamento. L’obiettivo indicato dal ministro è arrivare, a regime entro la fine del 2027, a 7-8mila nuovi posti. I dati ufficiali, tuttavia, mostrano una crescita ancora molto contenuta: da dicembre i posti regolamentari sono aumentati di appena sei unità, mentre quelli effettivamente agibili, monitorati da giugno, sono passati da 46.433 a 46.459, appena 26 in più. Restano inoltre 4.824 posti formalmente conteggiati ma non utilizzabili, un numero equivalente alla capienza di quasi otto istituti delle dimensioni di Regina Coeli. Nel mese di ottobre ne sono stati recuperati 223, soprattutto nelle carceri di Alessandria San Michele e Reggio Calabria Panzera. A livello territoriale, il sovraffollamento reale più elevato si registra in Puglia, con il 184,4%, seguita da Molise (171%), Basilicata (169,6%) e Lombardia (159,2%). Tra i singoli istituti spiccano Lucca (232,4%), Milano San Vittore (228,7%) e Foggia (223,8%). La Valle d’Aosta, con il 90,2%, è invece l’unica regione sotto la capienza effettiva. Il report segnala infine un lieve miglioramento: gli istituti oltre la soglia di capienza reale sono scesi da 163 a 161. Un dato che, tuttavia, non modifica il quadro generale di un sistema penitenziario che continua a fare i conti con strutture inadeguate, carenza di spazi e personale e condizioni di lavoro sempre più difficili.

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