Trapani, 31 agenti indagati per presunte violenze sui detenuti: esclusa la tortura

redazione

Trapani, 31 agenti indagati per presunte violenze sui detenuti: esclusa la tortura

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lunedì 26 Ottobre 2026 - 11:33

La Procura di Trapani ha notificato a 31 appartenenti alla Polizia penitenziaria l’avviso di conclusione delle indagini preliminari sulle presunte violenze ai danni dei detenuti nella sezione Blu del carcere “Pietro Cerulli”. Dall’inchiesta è stata esclusa l’ipotesi di reato di tortura, ma restano contestazioni di abuso di autorità contro detenuti, falso ideologico e calunnia. Il provvedimento, datato 10 settembre e notificato il 19 ottobre, rappresenta un passaggio significativo nell’indagine avviata nel settembre 2021, dopo la denuncia presentata da un detenuto.

Le telecamere nascoste nel reparto di isolamento

Le successive attività investigative, condotte anche attraverso l’installazione di telecamere nascoste nel reparto di isolamento, avrebbero documentato episodi di presunte percosse, denudamenti e lanci di liquidi all’interno delle celle. I fatti contestati si sarebbero verificati tra il 2022 e il 2023. Gli investigatori avrebbero inoltre riscontrato incongruenze tra alcune relazioni di servizio redatte dagli agenti e quanto registrato dalle telecamere, elementi che avrebbero portato anche alle contestazioni di falso ideologico e calunnia.

Esclusa l’accusa di tortura

L’esclusione del reato di tortura arriva dopo la decisione del Tribunale del Riesame di Palermo, che aveva accolto i ricorsi presentati dalle difese, annullando le misure cautelari disposte nei confronti di undici agenti, ai quali erano stati concessi gli arresti domiciliari, e la sospensione dal servizio per altri quattordici. La rimodulazione delle accuse non determina, tuttavia, la chiusura del procedimento. Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, gli indagati potranno presentare memorie difensive, produrre documenti e chiedere di essere interrogati prima che la Procura decida se formulare una richiesta di rinvio a giudizio. Per tutti gli indagati resta valida la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale condanna definitiva.

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