La politica italiana ha perso una delle sue figure più prestigiose e autorevoli. Si è spenta, all’età di 78 anni, Emma Bonino. Assieme a Marco Pannella, con il Partito Radicale, fu protagonista di una stagione storica, fatta di posizioni forti e di grandi battaglie per i diritti civili, i cui momenti più rappresentativi furono i referendum sul divorzio e sull’interruzione di gravidanza, che sancirono una svolta importante nella politica e nella società italiana, rendendo più compiuta e moderna la nostra democrazia.
Laureata in lingue e letterature straniere alla Bocconi di Milano, fu eletta per la prima volta a 28 anni in Parlamento nel 1976. Negli anni ’80 dedicò grande impegno all’istituzione della Corte Internazionale di Giustizia, alla pace, alla tutela dei diritti umani, all’autodeterminazione delle donne, ma anche al fronte antiproibizionista in materia di sostanze stupefacenti.
Nel gennaio 1995 viene indicata dal primo governo Berlusconi come Commissaria Europea e le vengono assegnati i portafogli della politica dei consumatori, della politica della pesca e dell’Ufficio Europeo per l’Aiuto Umanitario d’Urgenza.
Nel 1999 viene lanciata una massiccia campagna mediatica per la sua elezione alla Presidenza della Repubblica. Nonostante il gradimento popolare, il Parlamento fece fronte fronte comune sul nome di Carlo Azeglio Ciampi e alla Bonino restarono solo i 15 voti dei Radicali presenti a Montecitorio. Nel 2006 fu nominata da Romano Prodi alla guida del ministero per il commercio internazionale e le politiche europee. Nel 2013 viene nominata ministro degli Esteri all’interno del governo guidato da Enrico Letta.
Negli ultimi anni la sua attività politica è stata condizionata dai suoi problemi di salute. Tuttavia, nel 2018 è stata rieletta al Senato, continuando a contribuire al dibattito politico con +Europa, che con queste parole stamattina ha salutato la sua storica fondatrice: “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”.