Erice, Daidone in pole position. Ma la partita è ancora tutta da giocare

Nicola Baldarotta

Erice, Daidone in pole position. Ma la partita è ancora tutta da giocare

Il Pd fa il primo passo ufficiale per le Amministrative 2027. Ma la partita dei nomi è appena iniziata

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mercoledì 02 Settembre 2026 - 07:00

La politica, soprattutto quando si avvicinano le elezioni, vive di parole. E a Erice, in queste ore, la parola più importante è forse una: apertura.

Il Partito Democratico ha indicato Carmela Daidone come candidata sindaca per le amministrative del 2027. Una scelta politicamente significativa, perché arriva dal partito che rappresenta uno dei pilastri della maggioranza che ha sostenuto Daniela Toscano. Ma quella di Daidone, almeno per il momento, non può essere considerata una candidatura blindata.

Lo stesso Pd, infatti, ha lasciato aperta la possibilità delle primarie di coalizione. E questo cambia parecchio la lettura politica della vicenda. Perché se le primarie restano sul tavolo, allora restano in campo anche Paolo Genco e Rossella Cosentino, entrambi amministratori che hanno manifestato la propria disponibilità a guidare il centrosinistra ericino.

Dunque, attenzione a dare per chiusa una partita che chiusa non è.

La candidatura di Daidone ha certamente un peso. È un’esponente dell’attuale amministrazione e rappresenta una continuità con un’esperienza politica e amministrativa che il Pd evidentemente intende rivendicare. Ma proprio la scelta di accompagnare l’indicazione con l’apertura alle primarie racconta che una sintesi definitiva, dentro la coalizione, ancora non c’è. Anche se il nome che in molti indicano quale vincitore delle possibili “primarie ericine” è quello dell’attuale vicesindaco Paolo Genco.

La candidatura di Daidone ha certamente un peso. È un’esponente dell’attuale amministrazione e rappresenta una continuità con un’esperienza politica e amministrativa che il Pd evidentemente intende rivendicare. Ma proprio la scelta di accompagnare l’indicazione con l’apertura alle primarie racconta che una sintesi definitiva, dentro la coalizione, ancora non c’è.

E forse è questo il dato politico più interessante.

Perché Erice non dovrà soltanto scegliere un nome. Dovrà scegliere quale idea di città portare avanti nei prossimi anni. Per questo sarebbe riduttivo leggere la scelta di Daidone soltanto come una questione interna al Pd.

La vera partita sarà quella della coalizione. E soprattutto sarà quella del consenso. la parola d’ordine è ”campo largo“, prassi ormai assodata.

Il centrosinistra ericino sembra voler costruire un percorso largo, aprendosi al contributo di cittadini, associazioni, comitati e altre forze politiche. È una strada che può rafforzare il candidato, ma che porta con sé anche un rischio: più il campo si allarga, più diventa difficile tenere insieme aspirazioni personali, equilibri politici e una candidatura condivisa.

Daidone, quindi, oggi è certamente in pole position. Ma non è ancora detto che sia lei a correre per prima sotto il simbolo della coalizione.

E se alla fine si arriverà alle primarie, sarà quello il vero momento della scelta.

Perché una cosa è essere indicati dal proprio partito. Un’altra, molto diversa, è essere scelti dall’intera coalizione.

Ad Erice, insomma, il centrosinistra ha cominciato a giocare la sua partita per il 2027.

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