La vicenda dell’arredo di Piazza Matteotti continua ad alimentare il dibattito politico e cittadino a Marsala. Sulla questione interviene Davide Pastore, del Circolo Berlinguer di Rifondazione Comunista, che invita a spostare l’attenzione dal singolo intervento sull’arredo urbano:
Vogliamo intervenire ora sulla questione dell’arredo di Piazza Matteotti perché, con più chiarezza sugli avvenimenti, riteniamo si possa parlare di tematiche e visione cittadina, e non più soltanto di quello che, gestito in altro modo, sarebbe stata ordinaria amministrazione (la modifica dell’arredo urbano di una piazza). Evitiamo di entrare nel merito del completamento della giunta: tra ritardi e rimpasti, la storia amministrativa insegna che non si tratta certo di un’eccezione. Piuttosto, ci preoccupano altri segnali: il modello di governo, verticista e monocratico che sembra star venendo utilizzato. Le azioni e le scelte vengono intraprese e imposte dall’alto senza essere condivise, sorprendendo così cittadinanza e, pare, anche il consiglio comunale. Questa storia, nel suo piccolo, si svela esemplare. Non neghiamo che il tema della sicurezza a Marsala esista. Esiste e va affrontato. Non chiudiamo gli occhi di fronte alle tante criticità, allo spaccio di droga e ai fenomeni di degrado che interessano molte aree della città.
Tuttavia, riteniamo questi metodi sbagliati, perché finiscono per fare di tutta l’erba un fascio e penalizza l’intera comunità, privandola di uno spazio pubblico da vivere, senza presentare alcuna alternativa o reale valorizzazione dello spazio. Il modello è punitivo dell’intera cittadinanza, la messa in atto di un’architettura ostile. I vasi posti sulle gradinate della cosiddetta “piramide”, poi vandalizzati e successivamente rimossi, ne sono l’esempio lampante sebbene di breve durata. Una misura di questo tipo, più vicina all’approccio di un’amministrazione di destra che a quello di chi dovrebbe investire sulla coesione sociale, non risolve il problema: lo sposta semplicemente altrove. Gli assembramenti e i comportamenti illeciti non scompaiono rimuovendo una panchina. Al più, appunto, si spostano. Ieri era Piazza Matteotti, domani sarà un’altra, e così via. Si vogliono togliere panchine e gradinate da tutta la città, inseguendo i comportamenti illeciti di piazza in piazza? O, forse, si può pensare a un modello sicurezza che parte dalla prevenzione, dalla partecipazione e dalla comunità?
L’amministrazione invita ad attendere di vedere il completamento di un progetto di riqualifica annunciato dopo la bufera mediatica, ma nessun altro dettaglio viene fornito. Se ci sono dei progetti di modifica e riqualificazione di un’area (ripetiamo, normalissima e più che giusta amministrazione cittadina), sarebbe un bene per la cittadinanza vederli presentati, così che eventuali discussioni e valutazioni possano vertere sugli obiettivi finali e concreti, e non su fulmini a ciel sereno. C’è il progetto? Sono stati identificati i fondi e le coperture? Quali sono le tempistiche? Preferiremmo si potesse discutere a partire da queste informazioni, piuttosto che con botta e risposta su pagine social. Riteniamo, infine, che la criminalità e i comportamenti antisociali si contrastino restituendo i luoghi alla collettività, promuovendo socialità, presenza e partecipazione. Gli spazi pubblici vanno vissuti, non svuotati. È la vita della comunità che sottrae terreno al degrado e all’illegalità.
I soliti azzecca carbugli. Quattro gatti che vogliono contare per sedici. Sono ormai anziano e da una vita che li vedo e li sento. Sempre a creare problemi sempre a distinguersi. Uffa