Cento anni fa nasceva a Marsala Eliodoro Sollima, pianista compositore e didatta della musica di fama internazionale. Sono tante, in Sicilia, le iniziative per ricordarne la figura: concerti, incontri, tributi.
Padre del violoncellista Giovanni, al maestro Sollima, che ha formato negli anni intere generazioni di musicisti, è stato intitolato il Teatro Comunale di Marsala nel 1994.
Trasferitosi per gli studi liceali a Palermo, sotto la guida di Maria Giacchino Cusenza conseguì, in cinque anni, il diploma di pianoforte e, l’anno successivo, quello di composizione, con Pietro Ferro.
Il suo perfezionamento pianistico proseguì all’Accademia Chigiana di Siena con Guido Agosti e ad Arezzo con Arturo Benedetti Michelangeli, che lo scelse per la prima esecuzione italiana del Kammerkonzert di Alban Berg, al Teatro Nuovo di Milano, nel maggio del 1954.
Nel 1965 con il violinista Salvatore Cicero e il violoncellista Giovanni Perriera ha costituito il Trio di Palermo, cui nel 1978 è stato assegnato il Diapason d’oro.
Ha suonato per Deutsche Rundfunk, Radio Scheweis e RAI.
Numerose le sue collaborazioni, tra cui quella con il sociologo Danilo Dolci, che gli dedicò una descrizione particolarmente significativa: “Può accadere a ciascuno di incontrarlo mentre cammina a brevi passi rapidi per le strade di Palermo, soprattutto fra la sua casa e il Conservatorio, ma non so quanti in Palermo sappiano che fra loro, nella città, vive uno dei migliori musicisti che oggi si possa incontrare. Non è facile accorgersene, non corposo e schivo com’è, affatto smanioso di arrampicarsi sulle cuccagne di moda. Agli attenti non sfugge che quest’uomo ha un intimo che canta, vuol cantare, in una terra i cui canti si spengono, anche sopraffatti dallo sguaio degli altoparlanti commerciali: un canto che non evade, essenziale ma non secco, acutamente consapevole – cioè col senso del tragico e del comico –, coerente ma aperto alla ricerca di vita nuova.”