Si allarga l’inchiesta della Procura di Caltanissetta che punta a fare luce su presunti episodi di corruzione, favoritismi e assunzioni all’interno del Cefpas, il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale sanitario della Regione Siciliana. Tra i nomi finiti sotto la lente degli investigatori compare anche quello del deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo, la cui posizione emerge nell’ambito di un’indagine che coinvolge dirigenti, funzionari e soggetti legati al mondo politico e amministrativo siciliano. Secondo quanto riportato dall’Ansa, gli accertamenti riguardano presunti favori e procedure di assunzione che sarebbero state influenzate da rapporti politici e personali all’interno dell’ente formativo regionale.
L’inchiesta arriva in un momento particolarmente delicato per il Cefpas, già al centro del dibattito politico nelle ultime settimane dopo le polemiche relative a numerosi incarichi e collaborazioni assegnati dall’ente. Diverse interrogazioni parlamentari avevano infatti chiesto maggiore trasparenza sulle procedure adottate e sui criteri utilizzati per il reclutamento del personale. Gli investigatori stanno ricostruendo una rete di rapporti che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe favorito alcune assunzioni e incarichi attraverso canali privilegiati. Al momento l’attività della Procura è concentrata sull’acquisizione di documentazione e sulla verifica delle procedure amministrative seguite dall’ente. L’indagine si inserisce inoltre in un contesto già segnato da altre inchieste coordinate dalla Procura nissena che negli ultimi mesi hanno coinvolto esponenti politici del territorio. Tra queste figura quella che ha portato all’arresto del deputato regionale forzista Michele Mancuso, accusato di corruzione in relazione all’assegnazione di finanziamenti pubblici per eventi e spettacoli. Per gli indagati vale naturalmente la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. Le indagini sono tuttora in corso e gli sviluppi dei prossimi mesi saranno determinanti per chiarire eventuali responsabilità e l’effettiva portata del presunto sistema di favori contestato dagli inquirenti.