Regione Siciliana, Schifani nomina tre nuovi assessori. La Dc rientra in Giunta

redazione

Regione Siciliana, Schifani nomina tre nuovi assessori. La Dc rientra in Giunta

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mercoledì 29 Aprile 2026 - 19:15

Ampiamente annunciato, è arrivato l’atteso rimpasto della Giunta Regionale. Che poi, in realtà, è un mini-rimpasto, con tre new entry che vanno a coprire altrettante caselle, mentre gli assessori in carica mantengono le precdenti deleghe. Il presidente Renato Schifani ha nominato tre nuovi assessori, completando così la squadra di governo di Palazzo d’Orléans. Entrano in giunta: Nuccia Albano, medico legale, perito e consulente di Tribunali e Procure della Sicilia, che torna a occupare il posto all’assessorato della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro; Elisa Ingala, commercialista, già assessore comunale a Caltanissetta e amministratore giudiziario di aziende sottoposte a sequestro preventivo, che guiderà l’assessorato della Funzione pubblica e delle autonomie locali; Marcello Caruso, già assessore comunale e provinciale a Palermo, presidente della municipalizzata Amia e amministratore unico della Sas, nuovo assessore alla Salute.
Con queste designazioni vengono coperti i due assessorati che dal 10 novembre scorso erano rimasti ad interim nelle mani dello stesso Schifani, mentre Caruso subentra a Daniela Faraoni. Il dato politico più interessante è il rientro della Democrazia Cristiana, che era finita fuori dalla Giunta la scorsa estate, dopo la vicenda giudiziaria che ha coinvolto il suo leader, Totò Cuffaro. Caruso (Forza Italia) è invece considerato un fedelissimo del presidente della Regione. Ingala, invece, si presenta come un profilo tecnico.
«Si ripristina la giunta al completo – dichiara il presidente Schifani – condizione per proseguire con ancora maggiore efficacia, in quest’ultima parte della legislatura, l’azione amministrativa e dare piena attuazione agli impegni assunti con i siciliani».

Il governatore ha rivolto un ringraziamento a Daniela Faraoni «per il lavoro svolto in questo anno con impegno e competenza alla guida dell’assessorato della Salute». I neo assessori giureranno all’Ars nella prossima seduta utile.

I COMMENTI

Antonio Scavone (Mpa):Apprendiamo con soddisfazione la determinazione con la quale il Presidente Schifani ha ritenuto di completare gli assetti di giunta. La nomina di Marcello Caruso quale assessore alla sanità ci sorprende in positivo. Uomo di grande esperienza amministrativa, di riconosciuto equilibrio e di una arricchita conoscenza in questi anni di lavoro alla Presidenza, sono certo garantirà il determinante rilancio del sistema sanità, dell’integrazione sociosanitaria, la definizione della rete ospedaliera, il doveroso rispetto, con la adeguata integrazione, della sanità accreditata che la Sicilia ha anche troppo atteso. Auguri di buon lavoro ai nuovi assessori ed all’intera compagine di governo”.

Nino Minardo (Forza Italia): Era fondamentale mantenere l’impegno di completare la giunta senza modificare le deleghe e garantire al presidente Schifani una squadra pienamente operativa, che il presidente, con determinazione, ha voluto chiudere nel più breve tempo possibile. Obiettivo raggiunto. Auguro buon lavoro ai nuovi assessori e, in particolare, a Marcello Caruso, che saprà rappresentare pienamente tutta Forza Italia e affrontare con serietà le sfide dell’importante delega che gli è stata affidata, con una priorità assoluta: una sanità efficace, efficiente e davvero al servizio dei siciliani

Duro il commento del segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo sulle nomine di Schifani: “Ecco l’operazione camouflage. Schifani ci ha regalato un’altra delle sue trovate sorprendenti: ritorna in giunta Nuccia Albano, silurata mesi fa perché appartenente alla Dc di Cuffaro. Lo è ancora ma evidentemente oggi va bene così. Ma il colpo da maestro arriva all’assessorato alla Salute, orfano già di Salvatore Iacolino: defenestrata Daniela Faraoni, difesa ma non troppo, al suo posto arriva un esperto indiscutibile del settore, Marcello Caruso. Siamo alla sagra della poltrona. A palazzo d’Orleans si esce dalla porta e si rientra dalla finestra mentre Schifani ignora i veri problemi della Sicilia. Lo capiamo, troppo impegnato a tessere la tela di giorno e a scucirla di notte. Secondo il principio che le leggi per i nemici si applicano e per gli amici si interpretano”. 

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