Calatafimi Segesta si prepara alla grande festa del SS Crocifisso

redazione

Calatafimi Segesta si prepara alla grande festa del SS Crocifisso

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giovedì 02 Aprile 2026 - 17:13

Domenica con il trasferimento della Santa Croce d’argento dalla Chiesa del Crocifisso al Santuario di Maria SS di Giubino, entrano nel vivo i preparativi in attesa della grande Festa dell’1, 2 e 3 Maggo prossimi.  Quella che il popolo di Calatafimi Segesta dedica da secoli al SS. Crocifisso è una festa sontuosa, solenne, travolgente, genuina e singolare, che si ripete ormai da tre secoli. Un evento sacro-folkloristico che non ha eguali. Unico, e che ha come protagonisti assoluti i Ceti, ovvero le espressioni professionali della città di ieri e di oggi. Sarà tutto il popolo suddiviso nei diversi Ceti, a rendere omaggio al suo Crocifisso miracoloso, per avere dato raccolti abbondanti e ricchezza. Estremo omaggio al lavoro benedetto da Dio. Questo sarà il filo conduttore di tutte le manifestazioni. Non è una festa che si compie ogni anno. Anzi mancava da 14 anni. E quando i Ceti decidono di celebrarla è nel giorno di Pasqua che viene dato l’annuncio a tutta la città. Nel pomeriggio del giorno simbolo della Resurrezione tutto il popolo, i Ceti con i loro emblemi, si riuniscono attorno alla Croce d’argento donata dal Ceto dei Mugnai nel 1776.

Il primo dei riti religiosi

Questo è il primo dei riti religiosi che si concluderanno trenta giorni dopo. La Santa Croce d’argento, così come vuole la tradizione, sarà portata dal più giovane sacerdote di Calatafimi, don Giuseppe Bruccoleri, uno dei due preti ordinati dopo l’ultima festa. Verrà trasportata dalla Chiesa del SS. Crocifisso, al Santuario della Madonna di Giubino.  Qui, la Croce verrà custodita e venerata fino alla vigilia del primo giorno di festa, in programma il 30 Aprile, quando verrà ricondotta sempre in processione  da don Emanuel Mancuso, alla Chiesa del SS. Crocifisso, preceduta da fanciulli che recano oggetti sacri, d’oro e d’argento. Si tratta di calici, pissidi, coppe, tutti oggetti di inestimabile valore in quanto produzione artistica dell’artigianato palermitano e trapanese del ‘600. Protagonisti sono un centinaio di bambini (fra i 7 e gli 11 anni), che sfilano portando un oggetto che fa parte del tesoro del SS. Crocifisso.

Parlano il sindaco, il presidente del Comitato e l’assessore al ramo

Il sindaco di Calatafimi Segesta Francesco Gruppuso dichiara: “Con la tradizionale processione della Santa Croce nel giorno di Pasqua, diamo ufficialmente il via alla Solenne Festa del SS. Crocifisso 2026. Come Sindaco, provo una profonda emozione nel vedere la nostra comunità riunirsi attorno alle proprie radici. un momento in cui le istituzioni e il popolo calatafimese diventano un’unica anima, testimoniando una fede e una tradizione che sono il cuore pulsante della nostra storia. Oggi la nostra identità si rinnova dopo 14 anni e vissuta per la prima volta dai bambini e dai  giovanissimi: buona Pasqua e buona Festa a tutti i cittadini e calatafimesi in ogni parte del mondo”. Il Presidente del Comitato Festa, l’Avv. Vito Mancuso: “L’essenza della festa sta sia nella fede che nella devozione che il popolo calatafimese manifesta verso il SS. Crocifisso.  I ceti sono per l’appunto l’anima della festa: E’ emozionante come tutti i ceti si stanno prodigando per la riuscita della festa, si sta ritrovando il senso di comunità, della famiglia, di appartenenza, il cui collante sta proprio in questo momento emozionante rappresentato dalla festa. Un pensiero ai giovani, che potranno vivere questa festa a loro modo e ai quali spetterà nel futuro il compito di continuare nel solco dei predecessori. Nessun calatafimese è avulso dall’emozione che la festa suscita”. 

L’assessore  Sport, Turismo e Spettacolo del Comune Piera Prosa chiarisce: “La Festa del Santissimo Crocifisso non è solo una festa: è memoria, identità, emozione. È il battito di un popolo che si ritrova, si riconosce e si stringe attorno alle proprie radici. Dopo 14 anni, il suo ritorno è un momento straordinario per tutti noi. Un invito a esserci, a sentirsi parte, a vivere insieme qualcosa che va oltre le parole. Non posso che essere felice e orgogliosa di far parte della città di Calatafimi Segesta, che si conferma una grande comunità, custode delle proprie tradizioni culturali e religiose. Perché certe emozioni non si raccontano… si vivono”.

Parola all’arciprete don Vincenzo Basiricò

Don Vincenzo Basiricò, arciprete di Calatafimi Segesta. “Il rito del trasporto della Santa Croce dalla Chiesa del SS. Crocifisso al Santuario della Madonna del Giubino nel giorno di Pasqua dà ufficialmente conferma e inizio alla celebrazione della Festa solenne del SS. Crocifisso. Alla presenza di tutte le Istituzioni coinvolte, dopo la S. Messa di Pasqua, la Santa Croce argentea, sarà trasportata  presso il Santuario della Madonna del Giubino. Tale  santuario una volta era sede del monastero di S. Caterina d’Alessandria le cui monache benedettine venivano coinvolte nella festa pregando e adornando di fiori la Santa Croce per la processione. La Santa Croce sarà nuovamente trasportata alla chiesa del SS. Crocifisso nel pomeriggio del giorno 30 aprile. Tale rito semplice ma solenne apre il cuore dei Calatafimesi alla certezza che la festa, articolata nell’organizzazione, impegnativa economicamente, complessa nella realizzazione si farà. Condurre una croce a fiorire ha una potenza simbolica grandissima, esprime la vittoria della vita sulla morte, della bellezza sullo squallore, della gioia sul dolore. In qualche modo vengono consegnate alla Madre tutte le sofferenze del paese, personali, familiari, dei ceti e delle Istituzioni, perché Lei chieda al Figlio di farle fiorire, di farle risorgere”.

Come si sta preparando Calatafimi Segesta 

Intanto il popolo di Calatafimi Segesta, è suddiviso nei diversi Ceti: Borgesi del SS Crocifisso, Maestranza, Cavallari, Massari, Macellai, Mugnai, Ortolani, Borgesi di San Giuseppe, Pecorai e Caprai; in queste settimane stanno provvedendo al confezionamento dei doni: confetti, noccioline, arachidi, cucciddati (pani dalla caretterista forma di fiori), miliddi, panuzzi e tanto altro, che nei giorni della Festa saranno elargiti in abbondanza a tutti coloro i quali vorranno essere presente in occasione dei Cortei dell’1 e 2 Maggio prossimi. In queste settimane in città sono arrivate tonnellate di prodotti destinati ai Ceti, che con pazienza e amore, quella che contraddistingue tutto il popolo devoto, vengono confezionati in sacchetti dove verrà apposta una immagine del SS. Crocifisso e il nome del Ceto. Interi nuclei familiari hanno dato vita ad una tradizione che a Calatafimi Segesta per fortuna ancora rimane, quella del ritrovarsi insieme per giorni a preparare insieme con fede e devozione, la sontuosa, solenne  Festa dedicata al SS. Crocifisso.

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