Trapani rinasce dai rifiuti: dalla crisi dei cassonetti al modello porta a porta

redazione

Trapani rinasce dai rifiuti: dalla crisi dei cassonetti al modello porta a porta

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lunedì 30 Marzo 2026 - 07:00

C’è stato un tempo, neanche troppo lontano, in cui passeggiare per le vie di Trapani significava fare i conti con cassonetti traboccanti e discariche improvvisate agli angoli delle strade. Un’immagine che strideva con la vocazione turistica della città e con il suo patrimonio storico e paesaggistico. Oggi, quello scenario sembra appartenere a un’altra epoca. La trasformazione è sotto gli occhi di tutti. Strade più pulite, spazi liberati dai contenitori e una percezione generale di maggiore ordine raccontano di un cambiamento concreto, costruito nel tempo. Il punto di svolta è stato l’avvio della raccolta differenziata porta a porta, un sistema che ha progressivamente modificato abitudini e responsabilità dei cittadini. A sottolinearlo è il sindaco Giacomo Tranchida, che parla di “una città più bella e accogliente”, ringraziando i trapanesi per la collaborazione. E i numeri, in effetti, danno sostanza alle parole. Nel 2010 la raccolta differenziata si fermava a un modesto 8,76%. Un dato che fotografava un sistema ancora acerbo, incapace di incidere realmente sulla gestione dei rifiuti. La crescita è stata lenta fino al 2018, quando si registrava appena il 15,85%. Poi, il cambio di passo: nel 2019 si compie un balzo significativo, con il raggiungimento del 57,55%. Da lì in avanti, il consolidamento sopra la soglia del 60%, fino al 66,49% del 2024, superando stabilmente l’obiettivo di legge del 65%. Un risultato che colloca Trapani tra i primi comuni capoluogo siciliani per performance nel settore.

I dati

Ma il dato percentuale racconta solo una parte della storia. Ancora più significativo è il cambiamento nei volumi: si è passati da oltre 42 mila tonnellate di rifiuti complessivi nel 2010 a circa 24 mila nel 2024. Una riduzione che riflette sia il calo demografico – da oltre 70 mila a circa 54 mila residenti – sia una gestione più efficiente e comportamenti più virtuosi. Parallelamente, la raccolta differenziata in termini assoluti è cresciuta in maniera impressionante: da circa 3.700 tonnellate nel 2010 a oltre 16 mila nel 2024. Tradotto: oggi la maggior parte dei rifiuti viene separata e avviata a recupero, mentre un tempo finiva quasi interamente nell’indifferenziato, con costi economici e ambientali ben più elevati. E proprio sul fronte economico emergono altri segnali incoraggianti. La Tari, che nel 2018 sfiorava i 600 euro annui per un appartamento tipo di 100 metri quadrati con tre occupanti – una delle più alte d’Italia – è scesa nel 2025 a 433 euro. Una riduzione significativa, soprattutto se si considerano le difficoltà strutturali del sistema regionale.

Carenza di impianti in Sicilia

In Sicilia, infatti, la carenza di impianti adeguati costringe ancora oggi a trasferire parte dei rifiuti fuori provincia o addirittura fuori regione, con un inevitabile aumento dei costi di trasporto e smaltimento. A questi si aggiungono le spese per servizi essenziali come il porta a porta, il ritiro degli ingombranti e le bonifiche delle microdiscariche, fenomeno non del tutto debellato. Nonostante ciò, il contenimento della Tari rappresenta un segnale importante per le famiglie. A incidere positivamente anche alcune agevolazioni: uno sconto del 10% per chi vive da solo e una riduzione del 30% per le seconde case. Il cambiamento, tuttavia, non è solo una questione di numeri o di bollette. È anche il risultato di un rafforzamento dei controlli e di una maggiore attenzione al territorio.

Intensificati i controlli sull’abbandono rifiuti

Negli ultimi anni sono state intensificate le attività contro l’abbandono dei rifiuti, anche attraverso l’uso di tecnologie come droni e sistemi di monitoraggio, affiancati dal lavoro della polizia municipale. Fondamentale, inoltre, il potenziamento del Centro comunale di raccolta, che ha offerto ai cittadini un’alternativa concreta per lo smaltimento corretto dei rifiuti ingombranti. Il confronto tra il “prima” e il “dopo” è netto: da una città segnata dal degrado diffuso a un contesto più ordinato, in cui anche i luoghi turistici appaiono finalmente liberi da elementi di disturbo visivo e igienico. La strada, certo, non è conclusa. Restano criticità legate al sistema regionale e alla presenza di discariche abusive residue. Ma il percorso intrapreso sembra ormai consolidato. Trapani, oggi, dimostra che cambiare è possibile. E che, quando istituzioni e cittadini remano nella stessa direzione, anche le emergenze più radicate possono trasformarsi in opportunità di rinascita.

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