“Storia a vista” è la residenza artistica che venerdì 27 marzo (ore 17-19) e sabato 28 marzo, ore 10-13 e poi ancora un altro week-end di aprile, terrà nel Museo Belìce Epicentro della memoria viva (Cresm) di Gibellina (via Empedocle, 5A) l’artista palermitana Iole Carollo. L’iniziativa inserita nel calendario di Gibellina Capitale, fa parte di “Plenaria, nuovi fermenti creativi per il futuro”, a cura di Giuseppe Maiorana. Iole Carollo mette insieme la fotografia e la scrittura: così, partendo dall’oggetto quotidiano come catalizzatore di ricordi e narrazioni, il workshop intende costruire un piccolo archivio condiviso – materializzato in una fanzine collettiva e in una mostra di restituzione – che renda tangibile il passaggio tra presenza e assenza, tra ciò che si conserva e ciò che si perde.
L’artista in questo percorso che svilupperà a Gibellina con gli abitanti che vorranno partecipare, porta con sé la sua professionalità di archeologa. L’approccio coniuga pratica e teoria: l’analisi di casi e archivi precedenti si affianca a esercizi di produzione, piegatura creativa delle immagini e scrittura collettiva. Con quale obiettivo? «Quello di favorire la produzione di narrazioni individuali trasformate in patrimonio collettivo», dice Iole Carollo. Come? «Ogni partecipante produrrà l’immagine di un oggetto significativo: due fotografie (contesto/decontestualizzato). Poi le immagini, stampate, saranno piegate liberamente e poste in una scatola: saranno poi scambiate alla cieca e descritte. Le descrizioni e le riflessioni diventeranno parte integrante del percorso, confluendo in un menabò che conterrà le immagini piegate, le parole scritte e gli scatti scartati», spiega l’artista.