Si parla di sanità territoriale, di rafforzamento dei servizi di prossimità e di una riorganizzazione che dovrebbe alleggerire anche la pressione sugli ospedali. Ma a Marsala, attorno alle future case di comunità, resta una domanda che accompagna ogni annuncio istituzionale: si tratta davvero di una svolta concreta o dell’ennesimo progetto che rischia di restare impantanato tra buone intenzioni e tempi incerti? Il tema è tornato al centro del confronto politico e amministrativo nel corso della commissione politiche sociali e sanitarie, presieduta dal consigliere Flavio Coppola, che ha acceso i riflettori sull’attuazione del D.M. 77/2022, il decreto che ridisegna l’organizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale, con particolare attenzione proprio alle case di comunità.
Lo stato dei lavori
Al centro della riunione, lo stato di avanzamento dei lavori relativi alle due strutture previste a Marsala: quella di Piazza Pizzo, destinata a diventare hub, e quella di via Trapani, individuata come spoke. Un doppio intervento che, nelle intenzioni, dovrebbe rappresentare uno snodo fondamentale per il futuro della medicina territoriale in città. All’incontro, svoltosi in modalità audio-video, hanno preso parte, oltre ai componenti della commissione, anche il sindaco Massimo Grillo, il presidente del Consiglio comunale Enzo Sturiano, il responsabile PNRR dell’Asp, Leonardo E. Fazio, capo del Dipartimento Cure Primarie, e il direttore del Distretto sanitario di Marsala, Carlo Ferrari.
Rassicurazioni dal capo Dipartimento
A rassicurare i presenti è stato proprio il dottor Fazio, che ha parlato di un iter in corso senza particolari criticità. Secondo quanto riferito, infatti, i lavori per entrambe le strutture procedono regolarmente, sia per l’hub di Piazza Pizzo sia per lo spoke di via Trapani. Parole che hanno offerto un quadro apparentemente positivo, ma che inevitabilmente si scontrano con un interrogativo che ormai accompagna ogni opera pubblica legata alla sanità: quando queste strutture saranno davvero operative e, soprattutto, pienamente funzionanti? Perché il nodo, al di là dei cantieri e dello stato di avanzamento, non è soltanto edilizio.
Ulteriori interventi migliorativi
La vera sfida sarà infatti trasformare questi spazi in presìdi sanitari realmente efficienti, capaci di offrire risposte immediate ai cittadini, servizi accessibili e una presa in carico territoriale concreta. Il rischio, altrimenti, è che la città si ritrovi con contenitori nuovi ma con funzioni ancora parziali o insufficienti rispetto alle aspettative create. Proprio su questo fronte la commissione ha annunciato l’intenzione di inserire nel Documento unico di programmazione (DUP) una serie di interventi mirati a migliorare l’accessibilità delle future case di comunità. Tra le ipotesi sul tavolo, l’attivazione di servizi di trasporto pubblico dedicato e la realizzazione di parcheggi di prossimità, con l’obiettivo di rendere le strutture più facilmente raggiungibili da utenti e pazienti. Un’impostazione che ha trovato la condivisione del sindaco Grillo, che si è detto disponibile a recepire ulteriori indicazioni utili a rafforzare la piena fruibilità del progetto. Un passaggio importante, almeno sul piano dell’indirizzo politico, ma che dovrà adesso misurarsi con il banco di prova più concreto: quello della realizzazione effettiva e della futura organizzazione dei servizi.
Case di comunità, tassello decisivo per la sanità locale
Lo stesso consigliere Coppola ha sottolineato come la piena funzionalità delle case di comunità rappresenti un tassello decisivo per garantire risposte rapide alla popolazione e, al tempo stesso, contribuire a decongestionare il Pronto soccorso e gli ospedali. Un obiettivo condivisibile e strategico, soprattutto in un territorio che da anni fa i conti con le difficoltà del sistema sanitario e con la crescente richiesta di assistenza. Nei prossimi giorni, inoltre, è previsto un sopralluogo congiunto che vedrà insieme il sindaco, il presidente del Consiglio comunale e i vertici sanitari dell’Asp, compreso il commissario Daniela Pulvirenti, per verificare da vicino lo stato dei lavori e valutare i passaggi successivi. Marsala viene indicata come uno dei territori protagonisti dell’attuazione del D.M. 77/2022, in quello che viene descritto come un progetto pilota destinato a incidere in maniera significativa sull’offerta sanitaria locale. Ma tra i cittadini resta una prudenza comprensibile: dopo anni di promesse, riforme annunciate e servizi spesso insufficienti, la vera domanda non riguarda più soltanto quando finiranno i lavori, ma se e come queste strutture riusciranno davvero a cambiare il rapporto tra sanità e territorio. Perché la differenza, alla fine, non la farà il taglio del nastro, ma la capacità di trasformare due edifici in presìdi vivi, funzionanti e utili. Ed è proprio su questo che Marsala aspetta, più che rassicurazioni, risultati.