Diga Trinità, via libera all’innalzamento della quota: più acqua per salvare la stagione irrigua trapanese

redazione

Diga Trinità, via libera all’innalzamento della quota: più acqua per salvare la stagione irrigua trapanese

Condividi su:

giovedì 26 Marzo 2026 - 06:51

Un sospiro di sollievo per il territorio trapanese e per il comparto agricolo: il ministero delle Infrastrutture ha autorizzato l’innalzamento della quota di invaso della diga Trinità di Castelvetrano da 62 a 64 metri sul livello del mare. Una decisione attesa da settimane, arrivata mentre dal territorio si levava con forza un vero e proprio grido d’allarme per il rischio di una nuova emergenza idrica alla vigilia della stagione irrigua. Sindaci, istituzioni locali, rappresentanti del mondo agricolo e della Chiesa avevano chiesto con urgenza alla Regione Siciliana un intervento immediato, denunciando la dispersione di milioni di metri cubi d’acqua a causa dei limiti ancora imposti all’invaso. Una situazione ritenuta non più sostenibile, soprattutto dopo il sopralluogo tecnico effettuato ieri, che ha confermato il completamento dei lavori e il miglioramento delle condizioni di sicurezza dell’infrastruttura.

Il grido del comparto

È inaccettabile che mentre si attendono passaggi burocratici, le paratoie restino aperte e una risorsa fondamentale venga sprecata”, era stato il monito lanciato dal territorio, a partire dal sindaco di Petrosino, preoccupato per il rischio concreto di danni economici pesanti alle aziende agricole e per un malcontento sociale sempre più diffuso. L’autorizzazione concessa dal ministero sarà valida in via sperimentale per un anno, in attesa della progettazione di ulteriori interventi di miglioramento della sicurezza idraulica. Intanto, però, il provvedimento consentirà di recuperare una quantità significativa di acqua: l’innalzamento della quota permetterà infatti di guadagnare 2,6 milioni di metri cubi netti, che si aggiungono agli 1,6 milioni già presenti nell’invaso.

Gli interventi della Regione

Sulla diga sono state eseguite opere di somma urgenza per un importo complessivo di 1,25 milioni di euro. Un passaggio che ha consentito ai tecnici ministeriali, durante il sopralluogo, di esprimere un riscontro favorevole e di riconoscere il miglioramento delle condizioni di sicurezza. Soddisfatto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che aveva affidato al dirigente generale della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, la gestione dell’emergenza relativa alla diga. “Abbiamo lavorato in silenzio e con grande senso di responsabilità per risolvere uno dei problemi del sistema delle dighe siciliane, una criticità che si trascinava da anni senza soluzione. Il mio governo sta intervenendo con determinazione e concretezza per garantire sicurezza, piena funzionalità degli invasi e tutela delle risorse idriche. I risultati di questo lavoro operoso iniziano ad arrivare”, ha dichiarato Schifani.

Pellegrino: “Ottima notizia per il territorio”

Sulla stessa linea anche Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Assemblea regionale siciliana, che ha sottolineato l’importanza strategica del provvedimento per il territorio. “L’autorizzazione da parte del Ministero delle Infrastrutture, che ha permesso di innalzare la quota di invaso della diga Trinità di Castelvetrano fino a 64 metri sul livello del mare, è un’ottima notizia per tutto il territorio trapanese e soprattutto per gli agricoltori, per i quali quella riserva idrica rappresenta una garanzia in vista della stagione più calda”, ha affermato Pellegrino. “Questo risultato è il frutto del lavoro svolto dal governo Schifani e dai suoi uffici e dalla programmazione di importanti interventi di manutenzione per la sicurezza dell’impianto. Il risultato è ancora più importante perché si inserisce in un quadro di interventi ordinari e straordinari per fronteggiare il cambiamento climatico e la necessità di adattare le nostre strutture idriche sia per finalità potabili sia per finalità agricole”, ha aggiunto. L’obiettivo, adesso, è chiaro: salvare la stagione irrigua e garantire acqua a un territorio che, ancora una volta, ha rischiato di trovarsi davanti a una crisi pesantissima. Per il Trapanese arriva finalmente un primo segnale concreto, ma la sfida sulla gestione delle risorse idriche resta più che mai aperta.

Ciminnisi: “Le paratie saranno chiuse”

Alla diga Trinità di Castelvetrano saranno chiuse le paratie che consentivano il deflusso dell’acqua. Dunque il Ministero delle Infrastrutture ha finalmente autorizzato l’innalzamento temporaneo della quota dell’invaso, come si chiedeva da mesi. È una notizia importante perché consente finalmente di trattenere più acqua in un territorio che soffre da anni la crisi idrica“. Lo afferma la deputata regionale trapanese del Movimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi. “Parliamo di un provvedimento che arriva dopo lavori eseguiti in somma urgenza dalla Regione e dopo anni di limitazioni dell’invaso per problemi strutturali. La possibilità di accumulare più risorsa idrica nella diga Trinità rinfranca, soprattutto gli agricoltori della valle del Belìcecon i quali avevano protestato proprio sabato scorso davanti i cancelli della diga. Più in generale, però, resta il tema dei ritardi e della mancanza di programmazione strutturale sulla gestione delle dighe in Sicilia”, aggiunge Ciminnisi.

La diga e le altre emergenze: il dissalatore

“Si continua a governare in emergenza ed emergono nuove criticità – dice la deputata –. Il dissalatore di Trapani, ad esempio, non avrebbe la concessione demaniale marittima per lo scarico in mare della salamoia, sottoprodotto della dissalazione. Sarebbe un fatto gravissimo, ma sui portali della trasparenza amministrativa non c’è traccia della concessione. Per questo abbiamo già presentato richiesta di accesso agli atti. L’emergenza non può diventare un metodo per aggirare le regole, soprattutto quando si parla di ambiente e di scarichi in mare“. “Nel frattempo – prosegue – è emerso in Commissione UE che il Dipartimento Acque è tra quelli più in ritardo nell’attuazione degli interventi del PNRR, in particolare per quanto riguarda le dighe. Questo dimostra che non c’è una programmazione strutturale: si preferisce inseguire l’emergenza invece di prevenirla”.C’è da sperare almeno che sul piano da 740 milioni annunciato dal Ministero delle Infrastrutture per nuovi dissalatori non si ripetano i soliti annunci. La crisi idrica non si risolve con propaganda, commissariamenti e deroghe, ma con manutenzione delle reti, investimenti veri sulle dighe e una pianificazione seria”.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta