Il Referendum che chiamava gli italiani a esprimere una preferenza sulla riforma costituzionale della giustizia – che introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti oltre che una serie di aspetti tecnici su Csm e Corte disciplinare – ha la sua larga vittoria: quella del No. A votare un’affluenza da record per un referendum, il 58,93% degli aventi diritto in Italia, il 46,13% in Sicilia mentre, per quel che concerne la Provincia di Trapani, il 45,40% degli elettori si è recato alle urne. E’ Messina la Provincia siciliana con più votanti (49,25%), Caltanissetta quella con meno votanti (42,65%). In 61.532 sezioni sparse nel Paese, il No ha vinto con il 53,74% delle preferenze, ovvero 14.461.336 voti, mentre il Sì è rimasto indietro fermandosi al 46,26%, che si traduce in 12.448.255 voti. In Sicilia in 5.306 sezioni, il No ha raggiunto il 60,98% ovvero 1.077.512 preferenze, invece il Sì solo 39,02%, 689.506 voti. In Provincia di Trapani in 460 sezioni, il No ha raggiunto il 59,05% (87.677 voti), il Sì il 40,95% (60.794). Questi gli altri dati nel trapanese: elettori 329.947, votanti 149.796, Schede nulle 867, Schede bianche 458, Schede contestate 0. Il Referendum non prevedeva quorum e quindi anche un solo voto di scarto avrebbe attuato la riforma Nordio. Nel trapanese sono Alcamo e Santa Ninfa i comuni con il maggior numero di votanti (53 e 54%), mentre Pantelleria quello in cui si è votato di meno (34% circa).
Analizziamo il voto nei comuni trapanesi: a Marsala il No al 58,13%, il Sì al 41,87%, a Trapani il No al 59,39%, il Sì al 40,61%, a Petrosino il No al 58,08%, il Sì al 41,92%, a Misiliscemi il No al 57,54%, il Sì al 42,46%, a Paceco il No al 59,40%, il Sì al 40,60%, a Erice il No al 59,27%, il Sì al 40,73%, a Valderice il No al 61,22%, il Sì al 38,78%, a Custonaci il No al 56,51%, il Sì al 43,49%, a Buseto Palizzolo il No al 63,08%, il Sì al 36,92%, a Mazara del Vallo il No al 60,32%, il Sì al 39,68%, a Castelvetrano il No al 57,23%, il Sì al 42,77%, nelle Egadi il No al 51,47%, il Sì al 48,53%, a Salemi il No al 62,05%, il Sì al 37,95%, a Santa Ninfa il No al 63,38%, il Sì al 36,62%, a Partanna il No al 66,55%, il Sì al 33,45%, a Salaparuta il No al 54,61%, il Sì al 45,39%, a Poggioreale il No al 60,23%, il Sì al 39,77%, a Gibellina il No al 67,37%, il Sì al 32,63%, a Vita il No al 55,27%, il Sì al 44,73%, a Calatafimi-Segesta il No al 64,04%, il Sì al 35,96%, ad Alcamo il No al 60,56%, il Sì al 39,44%, a Castellammare del Golfo il No al 58,69%, il Sì al 41,31%, a San Vito Lo Capo il No al 55,58%, il Sì al 44,42%, a Pantelleria il No al 53,88%, il Sì al 46,12%.
Solo un Comune è in controtendenza: a Campobello di Mazara vince il Sì con il 56,01%, il No indietro con il 43,99%. Dal punto di vista politico la provincia si compatta con il resto del Paese e boccia perché in pratica di questo si tratta, la politica in tema di giustizia del Governo Meloni. Poi si aggiungono altre considerazioni che arrivano anche nella provincia trapanese: lo “strano” modo di fare la campagna referendaria della premier, prima silenzio assoluto, poi distacco: “Non è un referendum politico” e il governo non si dimetterebbe in caso di vittoria dei NO (ma sono già saltate le teste di Delmaestro e Bartolozzi), poi quando l’ultima settimana i sondaggisti hanno fatto palesare che in caso di aumento dei votanti il SI avrebbe avuto la meglio, si è “catapultata” in Tv e con il suo modo ha attirato su di sé l’attenzione. Non ha toccato argomenti referendari entrando quasi mai sui temi specifici, ma assieme poi ad alcuni fedelissimi è partita la campagna contro i giudici. “non avremo più immigrati, la gente non sarà più ingiustamente messa in carcere, i giudici che sbagliano saranno puniti” e su questo tema ecco un commento che abbiamo ascoltato davanti ad un seggio: “i giudici debbono pagare se sbagliano e i politici quando saranno puniti per i loro errori”. Era un elettore di poca fede. Anche i trapanesi li hanno bocciati dentro le urne cassando la riforma elettorale.