La crisi internazionale e le tensioni geopolitiche stanno mettendo a dura prova anche il sistema economico del territorio trapanese. A lanciare l’allarme è il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che richiama l’attenzione sulle gravi ripercussioni che il conflitto e l’instabilità dei mercati stanno provocando su diversi comparti produttivi locali. “La crisi internazionale – afferma Quinci – sta mettendo a serio rischio il nostro sistema economico territoriale. Gli effetti negativi che si registrano in tutto il mondo, qui da noi rischiano di lasciare un segno profondo e duraturo”. Secondo il presidente, il blocco delle esportazioni e il continuo aumento dei costi di produzione stanno generando una spirale pericolosa che colpisce duramente settori strategici e comparti che rappresentano vere eccellenze dell’economia del territorio.
Crisi nell’area del Golfo
Uno dei nodi principali riguarda la situazione nell’area del Golfo. “L’Area del Golfo è assolutamente impraticabile perché in piena zona di guerra – spiega Quinci – con la conseguente chiusura dei porti che non consente l’arrivo delle merci”. A risentirne in modo particolare è il comparto del marmo trapanese, storicamente orientato all’export verso quei mercati. “Il marmo trapanese sente il peso del conflitto e deve fare i conti con costi aggiuntivi spesso insopportabili nel tentativo di far arrivare comunque la produzione a destinazione, quando ciò è possibile”. Ma le difficoltà non riguardano soltanto il settore lapideo. Anche l’agricoltura rischia pesanti contraccolpi. “L’aumento del costo dell’energia e dei carburanti, in particolare del gasolio agricolo, può schiantare al suolo la concorrenza della nostra produzione ortofrutticola”, sottolinea il presidente del Libero Consorzio.
Preoccupazione per le aziende che operano all’estero
Una situazione che riguarda non solo le aziende che esportano verso i Paesi coinvolti nei conflitti, ma anche quelle che operano su altri mercati o sul mercato interno. “Le nostre aziende si confrontano con la concorrenza da posizioni difficili sul piano della logistica e della distribuzione. Finora sono riuscite a farlo grazie agli investimenti in tecnologia e alle capacità imprenditoriali, organizzative e gestionali dimostrate negli anni. Ma questo ulteriore aggravio potrebbe risultare fatale in una congiuntura economica e finanziaria che non è stata certo favorevole”. Per Quinci è necessario raccogliere con attenzione l’allarme lanciato dalle organizzazioni di categoria. “L’intervento europeo, nazionale e regionale deve essere coordinato con i territori – afferma – perché le istituzioni locali hanno un contatto diretto con le realtà produttive e con gli attori del sistema economico”.
L’ex Provincia pronta a un dialogo
Il Libero Consorzio Comunale di Trapani, conclude il presidente, è pronto a fare la propria parte: “Intendiamo svolgere pienamente il nostro ruolo di ente di area vasta condividendo e coordinando ogni azione che possa sostenere le dinamiche produttive ed economiche del territorio. Siamo pronti al dialogo e al confronto per definire una proposta unitaria e fare sintesi. Il momento è grave e complicato – conclude Quinci – e va governato con senso di responsabilità e con l’impegno di tutti. Dobbiamo fare squadra e partecipare al dibattito pubblico, istituzionale e politico per reagire e superare una crisi che va disinnescata nelle sue tante variabili”.