Si è conclusa al Liceo Statale Pascasino–Giovanni XXIII di Marsala la due giorni dedicata alla 19ª Giornata Nazionale del Braille, istituita dal Parlamento nel 2007 e celebrata il 21 febbraio. Per l’edizione 2026 Marsala è stata scelta tra le due città guida nazionali, insieme ad Ascoli Piceno. L’iniziativa, dal titolo “Celebrare il Braille: storia, valori e prospettive”, ha riunito i vertici dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), del Club Italiano del Braille, della Stamperia Regionale Braille di Catania, dei Centri di Consulenza Tiflodidattica, della Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita”, della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi e del Centro Helen Keller di Messina, oltre a dirigenti scolastici, docenti, studenti e rappresentanti del territorio. L’apertura è stata affidata al gruppo musicale “Musica Maestro”, composto da studenti vedenti e con disabilità visiva, simbolo concreto di inclusione. Nel corso dei lavori, il presidente nazionale UICI Mario Barbuto ha ricordato il valore storico e culturale del Braille, definendolo strumento di emancipazione e conoscenza.
I numeri dell’inclusione in Sicilia
Il seminario conclusivo ha restituito il quadro aggiornato al 2025: in Sicilia sono 520 gli studenti con deficit visivo seguiti, molti con pluridisabilità. A livello nazionale operano 29 Centri di Consulenza Tiflodidattica. Nel 2025 sono state lavorate 3.600 richieste di testi scolastici e realizzate 19.620 spedizioni di materiale didattico accessibile. Il rapporto tra un testo tradizionale e la versione in Braille è di 4 a 1 in termini di volume, a conferma della complessità del lavoro. Dal 2016 i servizi sono strutturati e nel 2025 è stata avviata la fase “Stamperia Braille 2.0”, che integra digitalizzazione, scansioni laser, stampanti 3D e tecnologie innovative. In Sicilia i Centri tiflodidattici forniscono gratuitamente libri in Braille, testi a caratteri ingranditi e formati digitali accessibili, supportando scuole e famiglie anche nella redazione del PEI.
Diritti, non concessioni
L’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano ha ribadito che garantire l’accesso allo studio alle persone con disabilità visiva è un dovere istituzionale: non un atto straordinario, ma il riconoscimento di un diritto. “Chi ha la possibilità di studiare contribuisce a costruire una società più giusta”, ha affermato, sottolineando il ruolo decisivo dell’UICI nel consolidamento dei diritti della categoria. Dagli interventi dei rappresentanti nazionali e territoriali è emersa una linea comune: il Braille resta l’unico sistema diretto di lettura e scrittura per le persone cieche e l’inclusione deve diventare prassi quotidiana. Marsala, per due giorni, ne è stata il simbolo.