Egadi, il TAR dà ragione ad una struttura turistica, la Soprintendenza dice “no” troppo tardi

redazione

Egadi, il TAR dà ragione ad una struttura turistica, la Soprintendenza dice “no” troppo tardi

Condividi su:

martedì 28 Aprile 2026 - 15:20

Una vicenda che intreccia diritto, burocrazia e tutela del paesaggio, ma che lascia sullo sfondo una ferita difficile da ignorare: quella inferta a Pirreca, uno degli angoli più iconici e incontaminati delle Isole Egadi. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia ha accolto il ricorso presentato dalla società Wild S.r.l.s., annullando il parere negativo espresso dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Trapani. Una decisione che, però, non entra nel merito della compatibilità paesaggistica dell’intervento, bensì si fonda su un elemento procedurale decisivo: il parere è arrivato fuori tempo massimo.

La vicenda

La società aveva presentato nel luglio 2024 un progetto per la realizzazione di un chiosco bar e strutture amovibili a servizio della fruizione turistica lungo la costa tra cala Pirreca e cala Stornella. Il Comune di Favignana aveva quindi attivato una conferenza di servizi, fissando in 45 giorni il termine per i pareri degli enti coinvolti. Termine che la Soprintendenza ha superato senza esprimersi. Alla scadenza, il silenzio è stato interpretato – come previsto dalla normativa – come assenso. Il via libera è stato formalizzato a dicembre 2024 e il provvedimento autorizzativo rilasciato a febbraio 2025. Solo tre giorni dopo, il 28 febbraio, è arrivato il parere negativo della Soprintendenza, che richiamava il vincolo paesaggistico e l’inedificabilità dell’area. Troppo tardi. Per il TAR quel parere è “tamquam non esset”, come se non esistesse: inefficace perché espresso oltre i termini e dopo la conclusione della conferenza di servizi. Da qui l’annullamento del diniego e la conferma del titolo autorizzativo.

Tutti gli interogativi sulla vicenda

Una vittoria legale, dunque, per gli imprenditori. Ma che apre interrogativi profondi sul piano etico e territoriale. Perché a finire al centro della trasformazione è un tratto di costa tra i più suggestivi delle Egadi. E a promuovere l’intervento sono soggetti che si presentano come attenti all’ambiente, custodi di un equilibrio fragile che oggi appare invece compromesso. Il diritto ha fatto il suo corso, premiando una procedura rispettata e sanzionando un ritardo amministrativo. Ma resta il paradosso: un luogo simbolo violato non per scelta condivisa o valutazione di merito, ma per una scadenza mancata. E forse, proprio qui, si gioca la partita più delicata tra sviluppo e tutela.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta