Le difficoltà dei Liberi Consorzi siciliani arrivano al tavolo nazionale dell’Upi. A portarle all’attenzione del comitato direttivo riunito a Roma è stato Salvatore Quinci, coordinatore dei Presidenti dei Liberi Consorzi comunali dell’Isola e presidente del Libero Consorzio comunale di Trapani. “Ho partecipato per la prima volta come coordinatore regionale – ha dichiarato – e nel confronto con le altre Province italiane è emersa con forza la disparità di trattamento e di capacità operativa. Nel resto d’Italia le Province, dopo la legge Delrio, hanno un ruolo chiaro e strumenti adeguati. In Sicilia questa chiarezza manca”.
Quinci parla di una politica regionale “troppo spesso indifferente” verso gli Enti di Area Vasta: “I Liberi Consorzi sono la Casa dei Comuni, ma servono fondamenta solide. Sono necessarie modifiche urgenti alla legge 15 del 2015 per garantire piena operatività”. Un appello rivolto al presidente della Regione Renato Schifani e all’Ars: “Occorre costruire una nuova architettura istituzionale. Lo Statuto speciale non può essere uno scudo, ma uno strumento per assicurare vera agibilità amministrativa”. Dall’Upi nazionale, conclude Quinci, è arrivato “pieno sostegno” alla richiesta di riforma.