Canzoneri: “Cgil per il No, la Legge Nordio mette a rischio l’equilibrio dei poteri”

redazione

Canzoneri: “Cgil per il No, la Legge Nordio mette a rischio l’equilibrio dei poteri”

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lunedì 23 Febbraio 2026 - 01:00

Queste le dichiarazioni della segretaria provinciale della Cgil Trapani Liria Canzoneri che invita a votare per il NO:

Come comitato per il No, stiamo promuovendo una serie di tavole rotonde per creare momenti di confronto con cittadini, lavoratori e pensionati, per spiegare le ragioni per cui invitiamo a votare contro il referendum sulla legge Nordio. Ritengo, sia come segretaria generale della CGIL di Trapani sia come parte del comitato, che questa legge non dia risposte concrete ai cittadini né ai lavoratori, ad esempio sui tempi dei processi, che restano lunghi e rischiano di compromettere il diritto a un processo equo, sia per le vittime sia per chi è accusato. Questa riforma non affronta le reali difficoltà della giustizia, come la grave carenza di personale.

A giugno scadranno i contratti dei precari assunti con le risorse del PNRR, che hanno garantito il regolare svolgimento dell’attività giudiziaria in questi anni. Se non si risolve il problema della precarietà, il settore rischia di perdere figure fondamentali. Allo stesso tempo, ci sono risorse che non vengono investite, ad esempio nella digitalizzazione, che potrebbero invece migliorare il sistema. Per me dare risposte al paese significa anche non toccare la democrazia. Non possiamo modificare la Costituzione per influire sull’orientamento dei due futuri CSM – quello dei giudici e quello dei magistrati – senza mettere a rischio i diritti costituzionali. Per questo invito tutti i cittadini a partecipare al voto e a esercitare il proprio diritto democratico. La legge Nordio non aumenta gli organici, non riduce i tempi dei processi e non stabilizza i 12 mila precari assunti con le risorse del PNRR, i cui contratti scadranno a giugno. In sintesi, non risolve i problemi della giustizia, ma espone la magistratura all’influenza della politica, mettendo in discussione l’equilibrio dei poteri sancito dalla Costituzione”.

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