Invasi semi vuoti nonostante la pioggia: torna l’emergenza in provincia di Trapani

redazione

Invasi semi vuoti nonostante la pioggia: torna l’emergenza in provincia di Trapani

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lunedì 02 Febbraio 2026 - 07:52

Non bastano le piogge torrenziali delle ultime settimane a risollevare la situazione idrica della Sicilia. I dati dell’Osservatorio dell’Autorità di bacino della Regione restituiscono un quadro ancora critico: negli invasi dell’Isola sono disponibili appena 62 milioni di metri cubi di acqua utilizzabile, a fronte di una capacità complessiva che supera i 360 milioni. Un divario enorme, che racconta di un sistema fragile, penalizzato da decenni di scarsa manutenzione e dall’accumulo di sedimenti che ha drasticamente ridotto la reale capacità delle dighe. Tra il 18 e il 21 gennaio, quattro giorni di precipitazioni intense hanno fatto registrare un incremento di circa 10 milioni di metri cubi di volume utile netto. Un segnale positivo, ma insufficiente se confrontato con lo stesso periodo dello scorso anno, quando il miglioramento era stato più consistente. In alcuni casi, anzi, i livelli risultano addirittura peggiori.

Particolarmente delicata la situazione in provincia di Trapani. La diga Garcia, uno dei principali bacini della Sicilia occidentale e fondamentale per l’acquedotto Montescuro Ovest che rifornisce diversi comuni trapanesi, evidenzia un netto calo: a fronte di una capacità di circa 80 milioni di metri cubi, oggi contiene poco più di 6 milioni di acqua, contro i 10,38 milioni registrati un anno fa. Ancora più evidente il confronto con gennaio 2025, quando l’acqua utile era prossima ai 6,5 milioni.

Segnali contrastanti arrivano dalla diga Rubino: con una capacità di 11,5 milioni di metri cubi, oggi si attesta a 1,76 milioni, in lieve crescita rispetto all’1,02 dello scorso anno, ma comunque lontanissima dai livelli ottimali. Di segno negativo anche la diga Trinità, nel territorio di Castelvetrano, da tempo al centro di problematiche legate ai limiti di sicurezza imposti dal Ministero delle Infrastrutture: al 1° gennaio registrava 2,48 milioni di metri cubi, in calo rispetto ai 2,85 dell’anno precedente. Fa parzialmente eccezione il lago Arancio, che serve l’area belicina: oggi contiene oltre 6 milioni di metri cubi, quasi il doppio rispetto allo scorso anno, anche grazie ai trasferimenti effettuati per sostenere il sistema del Garcia durante l’emergenza idrica. Numeri comunque lontani dalla sua capacità massima di 34,8 milioni. Il quadro complessivo resta dunque fragile. Le piogge offrono solo un sollievo temporaneo: senza una gestione strutturata, interventi di manutenzione sugli invasi e una pianificazione di lungo periodo, l’acqua continuerà a rappresentare una criticità cronica per la Sicilia e, in particolare, per il territorio trapanese. L’emergenza, ancora una volta, chiede di essere trasformata in programmazione.

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Un commento

  1. Ma i nomi dei politici e dei tecnici responsabili di tale situazione? Un giornalismo di inchiesta serio dovrebbe farli!

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