La Sanità trapanese realtà sotto stress, tra ritardi inaccettabili e polemiche

redazione

La Sanità trapanese realtà sotto stress, tra ritardi inaccettabili e polemiche

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lunedì 03 Marzo 2025 - 06:40

La situazione sanitaria nella provincia di Trapani, già da tempo segnata da numerose difficoltà, sta raggiungendo livelli di criticità che non possono più essere ignorati. Le problematiche riguardano soprattutto la prevenzione e la medicina territoriale, che continuano a essere al limite dell’implosione, come confermato anche dai dati ufficiali di Agenas e del Ministero della Salute. Questi ultimi, infatti, evidenziano una frattura sempre più evidente tra il Nord e il Sud Italia nella qualità dei servizi sanitari, con la Sicilia, e in particolare Trapani, che si trova in una posizione di grande difficoltà.

Ritardi nella consegna dei referti: i casi di Mazara e di Salemi

Un aspetto che sta suscitando un’attenzione crescente è quello dei ritardi nella consegna dei referti degli esami istologici. Recentemente, alcuni casi emblematici hanno portato alla luce quanto grave sia la situazione. A metà gennaio, una donna di 56 anni di Mazara del Vallo, Maria Cristina Gallo, ha denunciato il suo caso: dopo un’isterectomia, ha dovuto aspettare ben 8 mesi prima di ricevere il referto dell’esame istologico: la donna è passata dal secondo stadio di tumore al quarto, con un aggravamento che ha messo a rischio la sua vita. Un altro caso, quello di un uomo di 74 anni, ex infermiere di Salemi, è ancora più drammatico. Operato il 24 settembre dell’anno precedente presso l’ospedale di Marsala, è morto a gennaio senza conoscere la natura del tumore asportato, con il referto che è arrivato solo dieci giorni dopo la sua morte.

Ritardi e carenza di personale un connubio disastroso

Questi episodi non sono solo un’accusa alla gestione sanitaria locale, ma anche una denuncia che colpisce direttamente la credibilità dell’intero sistema sanitario provinciale e regionale. La Direzione Generale dell’Asp di Trapani, guidata da Ferdinando Croce, ha avviato indagini interne per fare luce su quanto accaduto. Croce ha spiegato che i ritardi sono dovuti alla carenza di personale, ma ha anche assicurato che l’emergenza è stata in parte affrontata grazie a convenzioni con altre strutture sanitarie regionali, come l’Asp di Catania e il Policlinico di Palermo, per smaltire l’arretrato, che quest’estate ha raggiunto quasi 3.000 esami non refertati. L’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, ha inviato ispettori per verificare la situazione e promette misure più stringenti in futuro. “Non possiamo consentire che la gestione di una struttura sanitaria venga messa a rischio dalle dimissioni o dal pensionamento di figure chiave”, ha dichiarato l’assessore. La Regione, infatti, è impegnata a garantire risposte chiare e tempestive ai cittadini.

Il dato dei LEA: un “bocciato” per la prevenzione

Il quadro della sanità trapanese si inserisce in una realtà ben più ampia e preoccupante, quella dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). La Sicilia, infatti, non solo risulta penalizzata per quanto riguarda i tempi di risposta e la qualità delle cure sul territorio, ma in generale per il comparto della prevenzione e della medicina distrettuale. Con 49 punti su 100 per la prevenzione e 44 punti per l’assistenza distrettuale, la regione è classificata tra le ultime in Italia. Questo si traduce in un sistema sanitario sempre più centrato sull’ospedale, mentre l’assistenza territoriale è sempre più carente. Un dato che crea una disfunzione allarmante: in caso di malessere, i cittadini sono costretti a ricorrere agli ospedali, anche quando non sarebbe necessario, con il risultato di un intasamento dei pronto soccorso e l’aggravamento delle criticità quotidiane. Questi numeri testimoniano una realtà che non riguarda solo la provincia di Trapani, ma l’intera isola, e pongono in evidenza la difficoltà di affrontare una sanità che, invece di garantire una risposta tempestiva e adeguata sul territorio, costringe gli utenti a ricorrere alle strutture ospedaliere per risolvere problemi che potrebbero essere trattati prima, in modo più rapido e a costi inferiori.

La voce del sindacato: critiche al sistema, sostegno ai lavoratori

Il sindacato Fials Trapani, rappresentato da Stellino Diego, ha preso una posizione decisa riguardo alle difficoltà del sistema sanitario locale. Sebbene le lunghe attese per gli esami istologici siano intollerabili e giustamente criticate, il sindacato sottolinea anche che la gestione di Croce ha avviato una riorganizzazione sanitaria che non si può giudicare solo in base ai disagi attuali. La sostituzione di figure dirigenziali che hanno lasciato i loro incarichi non può essere un alibi per il disastro che si è venuto a creare. Croce, però, ha già intrapreso azioni concrete, come le convenzioni con altre strutture per ridurre i tempi di refertazione, e il sindacato riconosce questi sforzi, pur ribadendo che resta un lavoro arduo da fare.

La politica si mobilita, iniziano le polemiche

Le problematiche riscontrate hanno anche attirato l’attenzione dei rappresentanti politici, in particolare del Movimento 5 Stelle. Antonio De Luca e Cristina Ciminnisi, esponenti del partito, hanno duramente criticato la lentezza del sistema sanitario e hanno chiesto l’intervento dell’assessore Faraoni per un confronto urgente in commissione Salute all’Ars. «È inaccettabile che la lentezza della risposta sanitaria possa determinare l’esito di una vita umana», ha dichiarato la deputata Ciminnisi, denunciando una situazione che, a suo avviso, non riguarda solo singoli casi ma l’intero sistema sanitario regionale, ormai al collasso. Il Governatore Schifani, infine, ha promesso un intervento serio per abbattere le liste d’attesa, ma le critiche sono ormai diventate frequenti e insistenti.

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