Kasbah, sopralluoghi a Mazara dopo la tragedia: “Edifici a rischio, servono interventi”

Luca Di Noto

Kasbah, sopralluoghi a Mazara dopo la tragedia: “Edifici a rischio, servono interventi”

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domenica 27 Settembre 2026 - 08:02

La tragedia dello scorso 8 settembre in via Raffaele Castelli, costata la vita a Rosaria Gianquinto, 86 anni, ha riportato con forza l’attenzione sulle condizioni del patrimonio edilizio del centro storico di Mazara del Vallo. La donna era infatti precipitata dal balcone della propria abitazione a seguito del cedimento improvviso di una parte della struttura, morendo successivamente in ospedale. Il drammatico episodio ha riacceso il tema della sicurezza degli edifici più antichi della Kasbah e, a distanza di pochi giorni, ha spinto la Prima Commissione consiliare a effettuare una serie di sopralluoghi. Il 22 e 23 settembre i consiglieri hanno percorso via Paolo Ferro, vicolo Vipera, via San Nicolò, via Bagno e la stessa via Castelli, verificando direttamente le condizioni di alcuni fabbricati. Un’iniziativa nata dalla necessità di comprendere se quanto accaduto possa rappresentare un caso isolato o se nel centro storico esistano altre situazioni che meritino attenzione sotto il profilo della sicurezza.

Nel corso dei sopralluoghi, la Commissione ha rilevato la presenza di alcuni vecchi edifici che potrebbero presentare condizioni meritevoli di verifica per la pubblica incolumità. Da qui la richiesta rivolta all’amministrazione comunale: predisporre un monitoraggio degli immobili potenzialmente a rischio e, dove vi siano accertate situazioni di effettivo pericolo, valutare l’adozione dei provvedimenti necessari. La Prima Commissione, composta da Massimo Giardina, Valentina Grillo, Arianna D’Alfio, Eleonora Arena, Dario Scaletta, Aleandro Gilante e Vita Ippolito, ha chiesto in particolare che, nei casi in cui sia riscontrata una situazione di pericolo, possano essere adottate ordinanze urgenti nei confronti dei proprietari. Tra gli interventi ipotizzati il transennamento delle aree, il puntellamento delle strutture e, nei casi più gravi, addirittura la demolizione delle parti pericolanti. Un tema certamente delicato, gran parte degli immobili del centro storico è infatti di proprietà privata. La manutenzione e la messa in sicurezza degli edifici spettano ai proprietari, ma quando una situazione può mettere a rischio chi vive o transita nelle strade pubbliche entra in gioco anche la necessità di un intervento da parte dell’amministrazione attraverso gli strumenti previsti dalla normativa. È quanto già avvenuto proprio in via Castelli, teatro della tragedia dell’8 settembre.

Dopo il cedimento e la morte della donna, il Comune ha infatti disposto l’inibizione dell’accesso all’immobile, il transennamento dell’area e ha adottato un’ordinanza urgente e contingibile n.31/2026, con cui è stata intimata ai proprietari la messa in sicurezza dell’edificio. Sul fabbricato sono inoltre in corso monitoraggi e valutazioni. Il sopralluogo della Commissione nasce anche dalla volontà di non fermarsi al singolo episodio. Il centro storico presenta un patrimonio edilizio stratificato, nel quale edifici recuperati e immobili in condizioni differenti convivono lungo strade e vicoli frequentati quotidianamente da residenti e visitatori. Individuare per tempo eventuali situazioni problematiche potrebbe consentire di intervenire prima che possano trasformarsi in emergenze. Naturalmente, il sopralluogo dei consiglieri non equivale a una certificazione di pericolosità degli immobili osservati, saranno infatti gli uffici comunali e gli organismi tecnici competenti a effettuare le verifiche necessarie e stabilire l’eventuale presenza di condizioni di rischio. La richiesta della Commissione è di trasformare le segnalazioni in un’attività sistematica di monitoraggio e controllo. Dopo quanto accaduto in via Castelli, la questione non riguarda quindi soltanto il decoro o la conservazione del centro storico, riguarda soprattutto la sicurezza di chi quei vicoli li abita e li attraversa ogni giorno. Si apre, dunque, adesso la fase più delicata: capire, attraverso verifiche tecniche, quali edifici necessitino realmente di interventi e fare in modo che le eventuali situazioni di rischio non vengano affrontate soltanto dopo un’altra tragedia.   

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