Larga, larghissima… ma anche no

Nicola Baldarotta

Larga, larghissima… ma anche no

Così, a Erice, vorrebbero la coalizione in grado di resistere agli attacchi di Marrocco e Scontrino

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giovedì 03 Settembre 2026 - 07:15

La vogliono così, come il titolo di questo pezzo. Non fraintendete, però, sebbene certi pruriti alberghino anche nei Palazzi delle Istituzioni qui non ci si riferisce a nulla di scabroso.
A meno che non si ritenga scabroso giocare alla (finta) democrazia.
Tipo con le Primarie che a Erice vorrebbero far passare per “esercizio democratico”, appunto.

E’ di questi giorni, ufficialmente di poche ore fa (l’altro ieri), la nota pubblica con la quale la “coalizione” che sostiene l’Amministrazione comunale di Erice, guidata da Daniela Toscano, ha chiaramente sancito la scelta del PD ericino di presentare l’assessore alla pubblica istruzione del Comune montano, cioè Carmela Daidone, alle Primarie per scegliere il candidato sindaco ufficiale alle Amministrative dell’anno prossimo.
Carmela Daidone, quindi, è in gioco. Per conto del suo partito, il PD. Sa già, però, che dovrà vedersela almeno con un altro aspirante sindaco che dovrebbe essere ufficializzato a breve. In questo caso parliamo del vicesindaco Paolo Genco. E ci sarebbe anche una terza opzione, quella dell’assessora allo sport Rossella Cosentino. I tre, visto che Pino Agliastro ha chiaramente detto che non è interessato forse nemmeno a candidarsi al consiglio comunale, dovrebbero e potrebbero contendersi i voti dei cittadini chiamati ad esprimere una preferenza su chi, fra loro tre, gradirebbero fosse il candidato sindaco ufficiale.
Tutto in seno alla coalizione che ha amministrato o ha governato Erice negli ultimi 10/20 anni: figli del periodo Tranchida, non nascondiamoci dietro un dito. Ed è proprio secondo lo stile Tranchida, ormai esportato anche a Marsala, che si vuole provare ad individuare un aspirante sindaco gradito ad una coalizione che non sia solo quella uscente ma che possa annoverare altre sigle, altri orientamenti, altri mondi politici.

Nella nota diramata nei giorni scorsi, infatti, la questione viene dichiarata apertamente: ad Erice sono pronti, gli uscenti, a dialogare con tanti altri. Ma non con tutti.
Una grande coalizione. Larga, anzi larghissima… ma fino a un certo punto.

Per esempio, al momento, pare non siano interessati a ragionare con ciò che resta del PSI di Nino Oddo e compagni. Sempre per le vecchie beghe fra i due leader del territorio, Giacomo e Nino.
Per esempio, al momento, pare non siano interessati a ragionare con ciò che ancora esiste del Movimento Cinque Stelle, poichè pare abbiano ritenuto una “mala parte” il fatto che non si siano presentati ad una riunone delle settimane passate e in ogni caso a Trapani continuano a non fare la bocca dolce all’amministrazione Tranchida.
PSI no, dunque. M5S no, dunque.

In pratica, alle riunioni più o meno ufficiali, ciò che sarebbe emerso è una cosa tipo quella che segue:
“Qualcuno moderato di centrodestra? Eh, perchè no?
Qualcuno che guarda ancora a sinistra? Eh sì, dai, piace.
Gli amici di Mimmo Turano? Eh no, al momento no. E poi non ne abbiamo bisogno, ci sono un sacco di associazioni che possono fornire candidati motivati di svariati orientamenti politici o anche di nessuno. Ne hanno voti? Vanno bene.
Peppe Guaiana e il suo movimento “Amo Erice”? Certamente, anzi vediamo di fargli tornare il senno che ci serve pure a Trapani.
Scusate ma non s’era detto di valutare anche Enzo Scontrino che pare possa piacere alla gente che piace? Eh ma Enzo non ha detto chiaramente che è amico nostro, e poi magari si candida lo stesso e va a rompere le uova nel paniere a Livio Marrocco, quindi NO. Meglio non annoverarlo nella corsa alle primarie che poi, magari, Scontrino sbaraglia tutti e noi come facciamo a dire a Paolo Genco che non è più il candidato su cui puntiamo?”

Ecco, la coalizione larga, larghissima ma anche no, secondo me la stanno mettendo su così (e vedete che non sono tanto distante dai discorsi che sono stati fatti fino ad oggi). Serve una coalizione che possa avere la forza di costruire quelle 7-8 liste in grado di garantire un bacino di voti utili a vincere al primo turno (strategia ormai assodata da anni) ma che, contemporaneamente, non abbia nominativi così forti da scardinare gli accordi che sarebbero (uso il condizionale, va) già stati ratificati. Quindi primarie ma di facciata. Con agnelli sacrificali che, però, pare non vogliano salire sull’altare delle immolazioni e che, anzi, dopo la nota politica dei giorni scorsi pare si siano convinti di potere avere ampio consenso fra i cittadini ericini.

E la Sindaca che dice? Si arrabbia. E forse non ha tutti i torti. Che farà dopo dieci anni di sindacatura ad Erice? il suo partito, il PD, al momento tace. E lei, giustamente, si impunta.
E non mi pare sia la sola ad impuntarsi dentro questo PD ericino che ha votato all’unanimità di pochi presenti il nominativo di Carmela Daidone quale candidata alle primarie. Nervosismi ce ne sono parecchi e fanno fatica pure a nasconderli.

Ma intanto il tempo passa. E bisogna iniziare a lavorare per ste benedette primarie. Daidone c’è, a breve toccherà a Genco. Vedremo che farà la Cosentino. E vedremo se ci sarà qualche altro outsider che spunterà da dietro l’angolo. Ho difficoltà a credere che Peppe Guaiana, qualora davvero si sedesse al tavolo da gioco con Tranchida e Toscano, non voglia dire la sua. E, almeno fino ad ora, la sua ha un peso ben specifico.
Quindi sediamoci e assistiamo alla nascita di una nuova larga, anzi larghissima, coalizione. Ma anche no. Con le Regionali alle porte e praticamente in contemporanea ci sarà davvero da decifrare e raccontare movimenti, sommovimenti e sconvolgimenti da qui a gennaio.

Nota a margine
Questo articolo lo potete leggere anche su www.coretv.it in virtù della sinergia editoriale fra le due testate giornalistiche.

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